Gli strascichi polemici sull’organizzazione del Sicilia Express, culminati con il faccia a faccia – a favore di telecamere – tra l’assessore regionale Alessandro Aricò e il parlamentare nazionale di Italia Viva Davide Faraone, avranno una coda anche a Montecitorio.
A portare il tema all’attenzione del governo Meloni e, nello specifico, del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è stato Ettore Rosato, collega di partito di Faraone, con una interrogazione parlamentare in cui l’iniziativa vivamente sostenuta dal governo regionale guidato da Renato Schifani viene ridimensionata. Da soluzione a toppa che rischia di nascondere i problemi cronici nei trasporti da e verso l’isola.
Limitazioni della libertà
“La Sicilia, come altre regioni del Mezzogiorno, è interessata da sistemici fenomeni di spopolamento in favore delle città del centro-nord Italia, ed è noto come in occasione delle festività natalizie e pasquali si registri da anni un’elevata domanda di acquisto di biglietti ferroviari e aerei da parte dei fuori sede per il rientro dai propri famigliari”.
L’interrogazione di Rosato inizia con una presa d’atto di ciò che tutti i siciliani, specialmente chi per lavoro ha dovuto lasciare l’isola, conosce da vicino: la difficoltà di tornare a casa nei momenti topici dell’anno. Il caro voli – a prescindere dalle questioni relative ai costi del carburante e ai riflessi delle tensioni geopolitiche internazionali – da anni limita la libertà di tanti cittadini.
Mentre c’è chi promette di inserirsi nel mercato aereo offrendo prezzi accessibili – come nel caso di Manlio Messina, anche se l’iniziativa del deputato nazionale a oggi è ancora ferma al palo, con una società di 20mila euro e un gruppo di inserzionisti la cui esistenza è stata assicurata ma che a oggi non si sono fatti ufficialmente avanti –, negli ultimi anni i governi regionali hanno cercato di rimediare in diverso modo.
Dagli esperimenti non sempre riusciti della continuità territoriale, che ha interessato gli aeroporti minori, al rimborso di parte del costo dei biglietti, fino alla decisione di organizzare treni specifici per riportare a casa i fuori sede.
Del Sicilia Express negli ultimi due anni si è parlato a ripetizione. L’iniziativa, fortemente sostenuta dall’assessore Aricò, è stata presentata come una valida alternativa, nonché un’esperienza da godere tramite l’organizzazione di animazione ed eventi a bordo del convoglio. Al contempo ha fatto discutere l’affidamento, in più di una circostanza, del servizio comunicazione a favore di agenzie, spesso palermitane, riconducibili ad ambienti politici di destra.
L’attacco di Italia Viva
Al centro dell’interrogazione di Italia Viva però è finito il progetto in sé. “Al fine di fronteggiare tale emergenza, la Regione Siciliana ha recentemente promosso in collaborazione con FS Treni turistici italiani, un treno speciale denominato attivo durante le festività natalizie e pasquali e che prevede una sola corsa di andata e una di ritorno da Torino fino a Palermo e Siracusa, con tappe intermedie nelle principali città del centro-nord, a tariffe consistentemente ridotte – viene ricostruito nel testo depositato a Montecitorio da Rosato – Anche in proposito a questa iniziativa si segnalano comunque criticità quali la vendita dei biglietti solo pochi giorni prima della partenza e attraverso un sistema di click day che comporta l’esaurimento dei posti nel giro di pochi minuti; inoltre le fermate coprono solo alcuni comuni siciliani, lasciando scoperte tappe invece servite dai treni ordinari Intercity”.
Rosato poi fa un esempio specifico per spiegare come l’organizzazione del Sicilia Express non sarebbe adeguata. “La fermata a Roma avviene esclusivamente nella stazione di Tiburtina alle 3.36 di notte, orario nel quale non sono operativi i mezzi pubblici e la stazione stessa risulta particolarmente a rischio per la sicurezza dei passeggeri a causa della ridotta presenza delle forze dell’ordine e della chiusura dei bar e degli esercizi commerciali, condizioni che aumentano sensibilmente l’esposizione a situazioni di pericolo”, si legge.
Rosato: “Sicilia Express intervento emergenziale, non strutturale”
Per l’esponente che sta all’opposizione del governo Meloni il Sicilia Express “si configura, evidentemente, come un intervento meramente emergenziale e non strutturale, incapace di incidere in modo serio e concreto su una domanda di mobilità ampiamente prevedibile e ricorrente nei periodi prossimi alle festività”, aggiungendo che “il ricorso a treni straordinari finanziati dalla Regione non può in alcun modo sostituire un’adeguata programmazione del servizio ferroviario nazionale, che rientra nelle competenze dello Stato”.
Per questi motivi, Rosato chiede a Salvini di esprimersi su quali iniziativa il governo nazionale “intenda adottare, per il tramite di Ferrovie dello Stato, al fine di incrementare in modo strutturale l’offerta di trasporto ferroviario da e per la Sicilia nei periodi di maggiore domanda” e anche “se non ritenga necessario adottare iniziative di competenza volte a prevedere un potenziamento stabile dei collegamenti a lunga percorrenza, anche attraverso l’aumento dei Intercity diurni e notturni, nonché una più efficiente pianificazione dei flussi stagionali”.
Il Quotidiano di Sicilia ha contattato l’ufficio stampa della Regione per un commento da parte di Aricò, senza però ricevere risposta.

