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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Hormuz, mercantile colpito al largo dell’Oman

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Hormuz, mercantile colpito al largo dell’Oman
Isola di Kharg. Foto di Johnson Space Center – WIKIPE, via Imagoeconomica

Le ultime notizie sul conflitto USA-Iran, sulla situazione di Hormuz e sugli ultimi sviluppi in Libano

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 25 giugno 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta del 25 giugno 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 25 giugno 2026,
Inizio diretta: 25/06/26 07:00
Fine diretta: 26/06/26 00:00
Pgsa: "Passaggio sicuro a Hormuz solo su rotte consentite"

L’Autorità dello Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha avvertito che le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz al di fuori delle rotte autorizzate dall’Iran non potranno beneficiare di garanzie di sicurezza o di coperture assicurative.

Hormuz, attaccata nave cargo di Singapore

Le forze iraniane avrebbero attaccato una nave cargo battente bandiera di Singapore nello Stretto di Hormuz, mettendo alla prova l’accordo raggiunto la scorsa settimana tra Stati Uniti e Iran per la riapertura del corridoio marittimo strategico. Lo riferisce il Wall Street Journal.

Washington Post, Teheran punta a generare miliardi dollari da tariffe Hormuz

L’Iran sta valutando un sistema per generare miliardi di dollari imponendo tariffe alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti iraniane, secondo cui il piano prevede la riscossione di pagamenti per servizi di sicurezza, protezione e tutela ambientale lungo uno dei principali chokepoint energetici mondiali, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio globale.

Teheran stima che il meccanismo potrebbe produrre fino a 40 miliardi di dollari l’anno e punta a coinvolgere anche i Paesi del Golfo nella gestione e nella distribuzione dei proventi. La proposta, tuttavia, incontrerebbe la ferma opposizione di Stati Uniti, Oman e altri Paesi della regione, che ribadiscono come le rotte marittime internazionali debbano restare libere da pedaggi o tasse di transito.

Meloni: "Mai autorizzato attività oltre perimetro logistico"

“Abbiamo rispettato i nostri impegni, chiaramente cedendo le basi per attività che non erano cinetiche ma che erano di natura logistica e tecnica. E quando si sono prospettate delle richieste che esulavano da quel perimetro – e lo sapete anche questo perché è stato ampiamente scritto – noi non abbiamo concesso l’utilizzo, l’autorizzazione, come, ripeto, è ampiamente noto”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron ad Antibes, a proposito delle parole del segretario generale Mark Rutte sull’utilizzo delle basi italiane da parte Usa nel conflitto con l’Iran.

Fratoianni: "Bailamme che sarà pagato dal nostro Paese, pretendiamo da governo massima chiarezza"

“Fra le parole sgangherate del segretario generale della Nato Rutte, le volgarità di Trump, i balbettii dei ministri del governo Meloni siamo di fronte ad un bailamme il cui prezzo più pesante lo sta pagando e lo pagherà il nostro Paese.Pretendiamo dall’esecutivo la massima chiarezza e trasparenza su una vicenda, la guerra illegale degli Usa contro il regime iraniano, che ha prodotto conseguenze pesanti in Medio Oriente, nel nostro Paese e in Europa”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs

Meloni: "Condivido parole Crosetto, non abbiamo partecipato a conflitto"

“Per quello che riguarda l’Iran, vale quello che ha già detto il ministro Crosetto. Io ho condiviso ogni parola che il ministro Crosetto ha detto tra ieri e oggi. Noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran. Del resto, se avessimo partecipato al conflitto in Iran, non si spiegherebbe questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano molto spesso. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni, chiaramente cedendo le basi per attività che non erano cinetiche ma che erano di natura logistica e tecnica”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron ad Antibes.

Meloni: "Rutte? bisogna essere prudenti su queste materie"

“Il governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento, come del resto lo stesso Mark Rutte ha confermato anche ieri dallo Studio Ovale. Il segretario generale, nella sua, diciamo così, entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati, e lui stesso poi ha corretto e puntualizzato. Il ministro Tajani ha parlato oggi con il suo omologo iraniano e anche da parte iraniana mi pare che si sia compreso che c’è stata, da questo punto di vista, un’incomprensione. Dopodiché non so dirle come sia emersa questa semplicistica ricostruzione, probabilmente un tentativo di preparare al meglio il prossimo vertice della Nato, ma in ogni caso credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron ad Antibes, a proposito delle dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte sull’utilizzo delle basi italiane da parte Usa nel conflitto con l’Iran.

Crosetto: "I dati della Difesa sono di gran lunga inferiori a quelli di Rutte"

“Una delle cose che ha destato più scalpore nelle parole di Rutte è stato il numero dei voli. Ho lasciato volutamente che si inseguissero le dichiarazioni su quanto fosse alto il numero. A titolo informativo il numero dei voli in transito a Sigonella e Aviano nel periodo di Epic Fury è stato inferiore, di gran lunga, al numero di voli in transito negli anni: 2025, 2024, 2023, 2022, 2021, 2020, 2019″. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post pubblicato su X.

“Questi – aggiunge Crosetto – sono gli anni su cui ho limitato la verifica, ma potrei andare indietro. Sono dati ufficiali delle Difesa di cui possiamo fornire i numeri precisi. Adesso invito tutti i commentatori di questi giorni di rileggersi le proprie parole alla luce di questi fatti”.

 

I Paesi del Golfo a sostegno del Libano

I Paesi del Golfo ribadiscono il loro “pieno impegno a favore della sovranità, della sicurezza, della stabilità e dell’integrità territoriale del Libano“, si legge in una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo al termine della riunione dei capi delle diplomazie dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo co-presieduta dal segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, e dal ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid Al Zayani.

“A tal fine – prosegue il testo – hanno accolto con favore i negoziati bilaterali in corso tra Israele e Libano, sotto l’egida degli Stati Uniti, volti a creare le condizioni necessarie per un accordo di pace e sicurezza duraturo tra i due Paesi”.

In questo contesto, i ministri hanno sottolineato “l’importanza di mantenere lo slancio del processo negoziale e di garantire che rimanga separato da qualsiasi altro conflitto”.

Libano, Meloni: "Con Macron lanciamo coalizione per sostegno post-Unifil"
Katz: "Resteremo senza limiti di tempo in Libano"

Le forze israeliane resteranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza, “senza alcun limite di tempo”. Lo conferma il ministro della Difesa israeliano Israel Katz intervenendo a una cerimonia di laurea dei cadetti dell’Idf nella scuola ufficiali di Bahad 1, nel sud di Israele. Katz ha spiegato che la presenza militare serve “a proteggere i nostri residenti e le comunità contro elementi jihadisti”.

“Non scenderemo a compromessi sul supremo interesse di sicurezza di Israele: proteggere i nostri soldati e salvaguardare i nostri cittadini, e non ci ritireremo dalle zone di sicurezza”, ha affermato il ministro. Katz ha inoltre avvertito che se Teheran dovesse attaccare Israele “a causa delle nostre azioni in Libano, o per qualsiasi altra ragione, risponderemo con tutta la nostra forza”.

 

Bonelli: "Chiediamo dimissioni di Rutte"

“Prendo atto che il ministro della Difesa Crosetto è pronto a relazionare volo per volo ogni singolo movimento autorizzato nelle sedi istituzionali competenti. Bene. Noi aggiungiamo però una richiesta precisa: vogliamo sapere anche il tipo di carico trasportato dai voli aerei statunitensi che hanno utilizzato le basi italiane. Se Rutte ha sbagliato con le sue dichiarazioni che per il ministro Crosetto sono state ‘inopportune e superflue’ e che rischiano di produrre conseguenze serie sul piano internazionale, allora insieme dobbiamo chiedere le dimissioni del segretario generale della Nato”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde.

 

Araghchi: "Dialogo produttivo con l'Oman"

L’Iran e l’Oman avvieranno un dialogo sulla futura gestione e sui servizi marittimi nello Stretto di Hormuz. Lo conferma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un post su X, spiegando di aver avuto una “telefonata produttiva” con il suo omologo omanita, Badr Albusaidi.

“Siamo determinati e lo faremo dialogando con i nostri vicini”, scrive Araghchi parlando della gestione di Hormuz.

 

Mercantile colpito nello Stretto di Hormuz al largo dell'Oman

Una nave mercantile sarebbe stata danneggiata al largo delle coste dell’Oman, nello Stretto di Hormuz, dopo essere stata colpita da un proiettile non identificato. Lo rende noto l’agenzia marittima britannica Ukmto, precisando che non ci sarebbero vittime.

“Una nave mercantile è stata colpita sul lato di dritta da un proiettile non identificato, che ha causato danni al ponte di comando. Il comandante ha riferito che non ci sono state vittime, né impatti ambientali”, si legge nella nota.

Vance: "Avremo un canale diretto con i Pasdaran per risolvere le controversie"

Durante i colloqui in Svizzera, gli Stati Uniti hanno deciso di istituire un canale di comunicazione diretto con i Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, in modo da “risolvere le controversie” e ridurre il rischio di una nuova escalation a Hormuz. Lo dichiara il vicepresidente americano JD Vance in una recente intervista al sito di notizie britannico UnHerd.

“Uno degli obiettivi che volevamo raggiungere era un canale da parte iraniana per ridurre il conflitto”, afferma Vance.

Crosetto: "Parole di Rutte inopportune e superflue"

“Le parole a ‘caso’ del Segretario Generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il Governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale. Lo ribadisco in modo chiaro, semplice e inequivocabile. Il personale della Difesa italiana che, quotidianamente, ha gestito i rapporti tecnici con gli Stati Uniti in relazione all’utilizzo delle basi ha sempre operato nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati vigenti e delle norme che regolano tali attività. Quando le richieste presentate uscivano dal perimetro consentito dai trattati, l’autorizzazione è stata negata. È già accaduto e tutti lo ricordano”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto rispondendo alle dichiarazioni di Mark Rutte (NATO) in un’intervista a Fox News.

“Come ho detto ieri, lo Stato Maggiore non ha alcuna difficoltà a relazionare, volo per volo e giorno per giorno, nelle sedi istituzionali competenti, ogni singolo movimento autorizzato. In un Paese normale sarebbe sufficiente questo per chiudere la polemica e, semmai, interrogarsi sulla superficialità con cui sono state rilasciate alcune dichiarazioni. E invece, in Italia, non basta neppure la precisazione arrivata ieri dalla stessa Nato, che ha confermato quanto il Ministero della Difesa aveva sostenuto fin dall’inizio: l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche e non cinetiche, nel pieno rispetto di quanto comunicato al Parlamento. Eppure – sottolinea – anche dopo quella precisazione, due quotidiani, in particolare, hanno continuato a rilanciare una narrazione ormai priva di fondamento. Non si è messa in discussione soltanto la posizione del Governo: si è finito per insinuare dubbi sulla credibilità di un’intera Istituzione dello Stato e delle Forze Armate, come se le dichiarazioni ufficiali della Difesa non fossero affidabili. È un fatto grave, perché donne e uomini in uniforme prestano giuramento alla Costituzione e servono la Repubblica con disciplina, onore e senso dello Stato”.

“Questa vicenda non mi sorprende e, sul piano politico, non mi colpirebbe neppure più di tanto, se non fosse che viviamo un tempo in cui la sicurezza nazionale è esposta a minacce sempre più complesse. In un contesto internazionale così delicato, parole imprecise, ricostruzioni infondate e polemiche alimentate senza verifiche possono produrre effetti che vanno ben oltre il dibattito politico interno. Per questo – aggiunge Crosetto – nell’interesse della sicurezza nazionale, invito tutti a proseguire ogni legittima richiesta di approfondimento, che la Difesa è la prima a voler soddisfare, mettendo a disposizione ogni dato nelle sedi competenti, ma con la consapevolezza che il linguaggio dello scontro politico, se applicato a temi di sicurezza e difesa, richiede un senso di responsabilità ancora maggiore. In questa fase storica, ogni parola ha un peso e può avere conseguenze che non sempre vengono percepite da chi la pronuncia. Chi fa informazione lo sa bene: nel mondo di oggi anche la comunicazione è diventata uno degli strumenti attraverso cui si esercitano le guerre ibride. Proprio per questo il rigore nella verifica dei fatti e il senso di responsabilità dovrebbero essere ancora più elevati quando si affrontano temi che riguardano la sicurezza nazionale”.

“Un ultimo punto riguarda il numero dei voli autorizzati. Anche su questo sono circolate ricostruzioni prive di qualsiasi riscontro. I dati tecnici – precisa il Ministro – dimostrano che il numero dei voli transitati nelle basi italiane tra il 28 febbraio e il 23 giugno 2026 è sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti e, in diversi casi, persino inferiore. Sono dati oggettivi, verificabili e documentabili, disponibili per ogni necessario approfondimento relativamente al periodo compreso tra il 2019 e oggi. I fatti restano fatti. La Difesa continuerà ad agire come ha sempre fatto: nel pieno rispetto della legge, dei trattati internazionali, del Parlamento e degli interessi della Nazione. Perché la sicurezza dell’Italia merita rigore, responsabilità e rispetto delle istituzioni, non ricostruzioni infondate o polemiche costruite su presupposti che i fatti hanno già smentito”.

Ghalibaf: "Fondi sbloccati per prodotti agricoli USA? Falsità"

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, accusa gli Stati Uniti di diffondere informazioni false sulla destinazione dei fondi iraniani sbloccati.

“Gli Stati Uniti affermano falsamente che i nostri beni sbloccati serviranno ad acquistare i loro prodotti agricoli – scrive su X – Interessante. L’unico raccolto che stiamo mietendo è quello che avete seminato voi: decenni di sfiducia. È un raccolto biologico, abbondante e coltivato in casa. Ma a quanto pare gli Stati Uniti esportano soltanto soia Ogm, promesse non mantenute e parole offensive”.

 

Tajani ad Araghchi: "Italia non ha mai preso parte ad azioni militari"

Il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio con l’omologo iraniano Abbas Araghchi. Lo scrive Tajani su X affermando che “l’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti”.

Tajani chiede anche che “si torni ad una piena apertura dello Stretto di Hormuz” e sottolinea la volontà italiana di riaprire il dialogo con l’Iran.

 

Rubio: "Trump deluso da Italia ed Europa"

“Ho parlato con il presidente Trump, è molto deluso, perché sente che non solo l’Italia ma anche altri Paesi europei, in un momento in cui affrontavamo una minaccia, non solo contro di noi ma più in particolare contro l’Europa, non si sono fatti avanti”. Così Marco Rubio, rispondendo alle domande dei giornalisti in Bahrein, è tornato sulle dichiarazioni di Donald Trump sul mancato sostegno alle operazioni in Iran.

Non ci sono stati per noi e purtroppo tra loro c’era l’Italia“, aggiunge Rubio, annunciando che Trump parlerà anche di questo argomento al summit della Nato di Ankara a luglio.

 

Iran offre aiuto al Venezuela per le operazioni di soccorso dopo il doppio sisma

L’Iran offre il suo aiuto al Venezuela dopo il devastante sisma che ha colpito il Paese latinoamericano. In una nota il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, annuncia la “disponibilità” dell’Iran a “fornire l’assistenza necessaria per le operazioni di ricerca e soccorso”. “Solidarietà” dalla Repubblica islamica “al governo e alla popolazione del Venezuela”.

Rubio: "Trump deluso da Italia e altri Paesi europei, ne parlerà a vertice Nato"

“Ho parlato con il presidente Trump, è molto deluso, perché sente che non solo l’Italia ma anche altri Paesi europei, in un momento in cui affrontavamo una minaccia, non solo contro di noi ma più in particolare contro l’Europa, non si sono fatti avanti”. Così Marco Rubio, rispondendo alle domande dei giornalisti in Bahrein, è tornato sulle dichiarazioni di Donald Trump su quello che considera il mancato aiuto da parte del nostro Paese agli Usa durante il conflitto con l’Iran.

“Non ci sono stati per noi e purtroppo tra loro c’era l’Italia” ha aggiunto il segretario di Stato Usa , aggiungendo però che la questione verrà affrontata, “ci lavoreremo su”. “Ma il suo punto di vista su questo è stato chiaro, non dovrebbe sorprendere nessuno” ha detto ancora tornando sulle esternazioni di Trump. “Lo ha detto ancora ieri e sono sicuro che queste posizioni emergeranno ancora durante il summit della Nato tra un paio di settimane”, ha concluso Rubio riferendosi al vertice che si svolgerà ad Ankara il 7 e 8 luglio.

Oman: "Niente pedaggi a Hormuz"

“Intese future relative allo Stretto” di Hormuz “non comporteranno l’imposizione di tariffe di transito”. Lo ribadisce il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, durante un incontro dei ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo a Manama, capitale del Bahrein, con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio.

 

Iran: "Se Israele non si ritira oggi, lo farà domani sconfitto"

“Se non lasciate il Libano oggi di vostra spontanea volontà, domani sarete costretti a fuggire nella vergogna e nell’umiliante sconfitta”. Questo il messaggio rivolto a Israele dal comandante della Forza Quds iraniana, Ismail Qaani. “Dovete lasciare tutto il Libano, perché questa terra è patria di fermezza e resistenza”, ha aggiunto. Le sue parole arrivano dopo che un funzionario del Dipartimento di Stato statunitense ha parlato del ritiro dell’esercito israeliano da alcune aree della zona di sicurezza nel sud del Libano, notizia poi smentita sia da alti funzionari israeliani e libanesi.

 

Israele smentisce il ritiro parziale dal Libano

Israele smentisce categoricamente che le Forze di sicurezza israeliane (Idf) si siano ritirate dalla zona cuscinetto di sicurezza nel Libano meridionale, così come alti funzionari libanesi. Lo riporta il sito di Haaretz, che aveva lanciato la notizia di un parziale ritiro israeliano in un gesto di “buona fede” nei confronti del Governo libanese.

“Non so nulla di una cosa del genere. Di fatto, al momento non ci siamo mossi”, riferisce la nuova fonte citata da Haaretz.

Trump striglia i senatori repubblicani sul caso Iran, due fanno marcia indietro

Trump “striglia” i senatori repubblicani “ribelli” che di fatto hanno permesso il passaggio in aula della risoluzione sui poteri di guerra al presidente statunitense. Due dei quattro “ribelli”, però, Bill Cassidy e Rand Paul, avrebbero fatto marcia indietro.

Il cambio di posizione di Cassidy ha stupito perché era stato protagonista di un durissimo scambio di battute con il tycoon. “Mi sono alzato e ho detto ‘Lei non ha detto agli americani che cosa succedeva’, doveva durare quattro settimane, è durata quattro mesi”, ha raccontato lo stesso senatore dopo il pranzo a porte chiuse con il presidente, riferendosi alla durata della guerra in Iran. “I nostri obiettivi originali non sono stati raggiunti e io voglio sapere che cosa sta succedendo”, ha aggiunto.

A questo punto, raccontando diverse fonti citate da Cnn, Trump furioso avrebbe iniziato a gridare contro Cassidy. Nonostante il duro scontro, alla fine Cassidy ha votato a sostegno della guerra dopo aver parlato con il vice presidente Jd Vance e l’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff. Il senatore Paul, invece, avrebbe deciso di astenersi.

 

Libano, Israele abbandona parte della zona cuscinetto

Le Forze di difesa israeliane (Idf) si sarebbero ritirate da una parte della zona cuscinetto istituita nel sud del Libano, vicino al confine con il nord di Israele. Lo riporta il sito di Haaretz citando una dichiarazione fatta da un funzionario del Dipartimento di Stato americano a Reuters.

Il funzionario ha spiegato che il ritiro sarebbe un atto di “buona fede” nei confronti del governo di Beirut e che le forze armate libanesi dovrebbero entrare e prendere il controllo delle aree abbandonate dalle truppe israeliane.

 

L'accusa di Teheran: "Italia e Romania complici della guerra"

“L’Italia e la Romania sono state esplicitamente nominate dal Segretario Generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Esse, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nelle atrocità di massa commesse contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, e altrove”. Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei in relazione alle dichiarazioni di Mark Rutte (NATO) sugli aerei statunitensi decollati da basi in Italia e sul presunto supporto logistico-infrastrutturale della Romania ad alcune operazioni.

 

Rubio: "Hormuz non sarà di nessuno Stato"

“Lo Stretto di Hormuz non apparterrà ad alcuno Stato“. Ad affermarlo è il segretario di Stato degli USA Rubio, insistendo sul fatto che Washington punta “a una pace duratura e reale” che non comprometta la sicurezza e la prosperità degli Stati Uniti o dei loro alleati.

 

Bahrain sul corridoio istituito per il passaggio a Hormuz

Il Bahrain accoglie con favore l’annuncio dell’Oman relativo alla creazione di un corridoio per il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo dichiara il ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid Al Zayani, durante una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) e  la visita del Segretario di Stato statunitense Marco Rubio nel Paese.

 

Rubio: "Gli USA vogliono l'accordo con l'Iran, ma non a qualunque prezzo"

Gli Stati Uniti “vogliono un accordo con l’Iran ma non a qualcuno prezzo“. Lo dichiara il segretario di Stato degli USA Marco Rubio, in visita in Bahrein. Lo riporta AGI.

 

Scende il prezzo del petrolio

Il petrolio Brent, benchmark internazionale di riferimento per l’Europa, scende sotto i livelli precedenti all’attacco di Usa e Israele contro l’Iran, complice il graduale e parziale miglioramento della situazione a Hormuz. Il prezzo del barile con consegna ad agosto ha raggiunto i 72,44 dollari.

 

Morto soldato israeliano in Libano

L’IDF (l’esercito israeliano) ha confermato la morte di un soldato riservista di 32 anni in un incidente operativo in Libano del sud.

 

Conte: "Governo Meloni ha partecipato alla guerra in via indiretta"

“Non esistono trattati o protocolli con Paesi alleati che consentono al governo di violare i principi costituzionali, a cominciare dall’articolo 11 della Carta, secondo cui ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Lo afferma, parlando al Fatto Quotidiano, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, commentando le dichiarazioni del Segretario generale della Nato, Mark Rutte sui 500 aerei partiti dalle basi statunitensi in Italia per sostenere gli attacchi all’Iran.

“Il Segretario dell’Onu – aggiunge conte – ha voluto sottolineare il ruolo strategico avuto dall’Italia nella guerra all’Iran, così da creare un clima più sereno tra Washington e Roma. Ma così ha sollevato il velo dell’ipocrisia su questa vicenda, e soprattutto ha scoperto Meloni sul piano interno. Le sue parole hanno spazzato via le favolette con cui il governo aveva alimentato la narrazione della premier come nuova Craxi, paragonandola all’ex premier socialista che negò l’uso della base di Sigonella agli Stati Uniti. Una sciocca invenzione a cui l’esecutivo si era aggrappato, per cercare di coprire i suoi problemi sulla politica estera”.

Commentando le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di “gestione tecnica di accordi di cui si occupano le strutture tecniche della Difesa e non di scelte politiche che variano”, Conte sostiene che “nessun trattato può consentire a un governo di contribuire a una battaglia o attacchi al di fuori del diritto internazionale, come quello contro l’Iran. Questo governo ha partecipato quantomeno in modo indiretto a una guerra illegale. Questo è un fatto. Ma d’altronde stiamo pagando la nostra ambiguità con Washington, e quella frase di Meloni, ‘non condanno e condivido’, sull’operazione Epic Fury. Oltre al fatto di aver dato sostegno al genocidio a Gaza”.

Pasdaran: "Provvedimenti per navi che non rispetteranno a Hormuz le rotte designate"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane afferma che il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz è possibile solo attraverso le rotte designate dall’Iran, confermando che saranno adottati provvedimenti contro le imbarcazioni che non rispetteranno i requisiti.

“Senza informare o coordinarsi con la Repubblica islamica dell’Iran, alcune autorità hanno annunciato una nuova rotta per le navi nello Stretto di Hormuz, il che è inaccettabile e assolutamente pericoloso – si legge nella dichiarazione -. Vi avvertiamo di evitare rigorosamente qualsiasi traffico al di fuori delle rotte annunciate”.

 

Iran: "Nato complice della guerra"

L’Iran accusa la Nato di “complicità” nella guerra israelo-statunitense contro l’Iran, dopo che il segretario generale del blocco Mark Rutte ha rilasciato delle dichiarazioni sul sostegno dell’Alleanza agli Usa, parlando di circa 500 voli statunitensi partiti dalle basi USA in Italia e di un sostegno con “le infrastrutture di rifornimento in volo” da parte della Romania.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, condanna la presunta ammissione da parte del segretario generale della Nato di una “complicità attiva” nella “guerra illegale“. “Si tratta di un’ammissione chiara e inequivocabile della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite”, scrive Baghaei su X, accusando la Nato di “una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi cardine della Carta delle Nazioni Unite”.

USA, Trump: "Iran non avrà mai il nucleare, abbiamo firmato per intesa senza precedenti"

“Abbiamo firmato un accordo che ha ottenuto ciò che nessun presidente aveva fatto prima: l’Iran non avrà mai l’arma nucleare”. Lo ha detto Donald Trump a Washington in questi minuti. “Il Medio Oriente è ora più sicuro“, ha aggiunto il presidente statunitense.

Colloqui tecnici USA-Iran la prossima settimana, ancora tensione sul fronte Libano

Il Pakistan ha annunciato che i colloqui tecnici tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti riprenderanno la prossima settimana. Nel frattempo, non procede bene sul fronte libanese: Israele, infatti, promette di non ritirarsi “nemmeno se lo chiedono gli Usa”.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Bisognerà attendere la prossima settimana per la ripresa dei colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran, mirati a trovare un accordo definitivo per la risoluzione del conflitto e la riapertura di Hormuz. A ostacolare i progetti verso la pace c’è il nodo nucleare, ma anche la questione Libano. La posizione di Israele è chiara: “Fino a quando sarò primo ministro, resteremo nella zona di sicurezza nel sud del Libano. Saremo i primi al mondo a risolvere il problema dei droni esplosivi”, dichiara il premier Benjamin Netanyahu. E il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aggiunge che non ci sarà alcun ritiro, “anche se ci fosse una richiesta statunitense”. L’equilibrio nell’area del Golfo resta precario, quindi. Anche se – secondo Trump – “l’Iran sta facendo veramente grandi concessioni”, qualsiasi elemento potrebbe scatenare nuovamente le ostilità.

A tenere banco nel dibattito pubblico italiano, invece, è un’altra questione. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo a Fox News ha dichiarato che circa “500 aerei USA sono decollati dalle basi statunitensi in Italia per sostenere Epic Fury“. “Una cosa imponente”, nelle parole di Rutte, che con le sue dichiarazioni ha riacceso lo scontro politico. Le opposizioni chiedono chiarimenti alla Difesa e alla premier Giorgia Meloni; le autorità rispondono ribadendo che in Italia “sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche”, nel rispetto dei trattati internazionali in vigore. Parlando all’Adnkronos, il ministro della Difesa Guido Crosetto ribadisce di essere pronto a “riferire in Aula” sulla vicenda.

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