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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Teheran non avrà nucleare: mi candiderò per la quarta volta”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Teheran non avrà nucleare: mi candiderò per la quarta volta”
Donald Trump, foto da Imagoeconomica (via The White House)

Guerra in Iran e in Libano, le ultime news in diretta sul conflitto: le notizie e gli aggiornamenti su raid, negoziati e crisi energetica.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di sabato 25 luglio 2026.

Guerra in Iran e nel Golfo, le ultime notizie in diretta (25 luglio 2026)

Guerra in Iran, Libano e Golfo: le ultime notizie in diretta
Gli aggiornamenti sulla guerra in Iran, sulla situazione a Hormuz e in tutta l’area del Golfo: le news in diretta di sabato 25 luglio 2026.
Inizio diretta: 25/07/26 07:00
Fine diretta: 26/07/26 00:00
Zelensky, "Mosca fornisce a Teheran immagini satellitari basi Usa in Mo"

“Dall’inizio di luglio, abbiamo registrato un’attività dei satelliti russi di ricognizione degli stati del Golfo e delle basi militari Usa che si trovano in quell’area. Queste immagini poi sono riapparse in Iran”. Così Volodymyr Zelensky, con un post su X, annuncia di aver ordinato alla sua intelligence di “condividere le informazioni riguardanti la nuova assistenza che la Russia fornisce al regime iraniano”.

Il presidente ucraino afferma che “c’è una chiara correlazione tra le immagini satellitari di questi siti e i raid iraniani”, spiegando che queste immagini sono state prese “prima degli attacchi, per prepararli, e poi dopo, per valutare i danni provocati”. Zelensky fa infine riferimento al fatto che il 19 e il 20 luglio “quattro basi aeree sono state oggetto di interesse dei satelliti russi, due in Bahrein, una in Giordania e due in Kuwait”.

ministero Esteri: "Attacco ucraino a nostra nave un atto di aggressione"

“Un atto di aggressione”. Cosi il ministero degli Esteri iraniano “condanna con forza l’attacco condotto dal regime ucraino contro una nave commerciale iraniana nel Mar Caspio”. Secondo la dichiarazione, ripresa da Ynet, “questo attacco ha provocato un’esplosione sulla nave, la morte di un marinaio e il ferimento di un altro. L’attacco ucraino è un atto di aggressione – conclude – che minaccia di aumentare il fuoco e espandere ulteriormente la sua ampiezza”.

media, Netanyahu mostrerà a Trump prove sforzi Teheran di riprendere programma nucleare

Benjamin Netanyahu presenterà a Donald Trump nuove informazioni di intelligence sugli sforzi che l’Iran sta compiendo per riprendere il programma nucleare. Lo rivela Channel 12, citando fonti israeliane, in vista dell’incontro che i due leader avranno martedì alla Casa Bianca.

In particolare, il premier israeliano illustrerà come i vertici della sua intelligence credano che sotto la leadership del leader supremo Mojtaba Khamenei siano stati accelerati gli sforzi per ottenere l’arma nucleare. L’emittente cita infine un alto funzionario israeliano che afferma che “le possibilità che si raggiunga un accordo tra Iran e Stati Uniti sono praticamente inesistenti”, definendo “inevitabile” arrivare alla fine all’escalation del conflitto, secondo quanto riporta Times of Israel.

Axios, Trump ordinato di fermare raid ieri notte, vuole dare spazio a diplomazia

Donald Trump ha ordinato alle forze Usa di non condurre raid contro l’Iran la notte scorsa, interrompendo quindi 13 giorni consecutivi di attacchi, e la decisione riflette la volontà di dare più spazio alla diplomazia ma anche il riconoscimento che l’attuale livello di attacchi ha raggiunto il limiti di efficacia. E’ quanto scrive Axios, citando due fonti informate e aggiungendo che non è chiaro se lo stop dei raid la notte scorsa sarà una cosa isolata oppure la pausa continuerà.

Le fonti citate da Axios sottolineando che le forze Usa preparano ancora piani per un ritorno ad operazioni di combattimento in larga scala, ma il presidente non avrebbe ancora dato l’ordine di muoversi in quella direzione. Nelle ultime due settimane, ogni pomeriggio i militari hanno chiesto e ottenuto da Trump l’approvazione per la lista di obiettivi che avrebbero colpito nel giro di poche ore. Ieri invece il presidente non ha dato la luce verde, spiegano ancora le fonti.

Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, Trump poi ha detto che potrà continuare i raid o avviare un’escalation, ribadendo però di essere convinto che “la strategia più intelligente” sia “fare un accordo” con l’Iran”. Infine, Axios ricorda come l’ordine di Trump di fermare i raid è stato dato poche ore dopo l’arrivo a Teheran di una delegazione dell’Oman per negoziati tesi a raggiungere un nuovo accordo per la riapertura di Hormuz, durante i quali sarebbero stati fatti progressi, rivelano fonti regionali, con la possibilità di raggiungere un’intesa tra Oman e Iran nel weekend.

Daily Mail: "Fa entrare spie in Gb sui barchini dei migranti, Burnham in silenzio"

L’Iran porta spie in Gran Bretagna con i barchini che attraversano la Manica, rivela il Daily Mail, spiegando che gli agenti di Teheran si fanno passare per migranti. Sono stati scoperti iraniani con legami con le agenzie di intelligence di Teheran fra i richiedendi asilo, utilizzando la tecnologia di riconoscimento facciale installata su droni e torri di sorveglianza. I percorsi usati dai migranti sono operati e gestiti dai Guardiani della rivoluzione, precisano le fonti del tabloit inglese. Dal mese di marzo è aumentato il flusso di richiedenti asilo iraniani che fuggono dalla guerra. Decine di loro sono arrivati in pulmini al campo di Loon Plage a Dunkirk dalla Turchia.

Il Daily Mail coglie anche l’occasione per attaccare il nuovo Premier, Andy Burnham, denunciando che nei primi sette giorni da ministro sono arrivati in Inghilterra più di 500 barchini e che non è ancora chiaro al pubblico di quali siano i suoi piani per sigillare i confini britannici. “Il governo deve affrontare il fatto che i Guardiani della rivoluzione stanno sfruttando la crisi dei barchini per far arrivare i propri operativi nelle strade del Paese. Abbiamo bisogno di una task force urgente per sradicare gli agenti iraniani. Teheran minaccia apertamente la Gran Bretagna e abbiamo un premier in silenzio sulla nostra sicurezza nazionale. I nostri cittadini hanno bisogno di risposte, azioni e leadership”, ha dichiarato la sottosegretaria per la sicurezza ombra, Alicia Kearns.

Houthi: "Abbiamo colpito impianti petroliferi sauditi sul Mar Rosso"

I ribelli Houthi yemeniti hanno dichiarato di aver colpito gli impianti  petroliferi dell’Arabia Saudita sulla costa del Mar Rosso, mentre il  gruppo sostenuto da Teheran ha minacciato di intensificare la propria  risposta qualora venisse attaccato dalla monarchia del Golfo.

In una  dichiarazione video, il portavoce militare Yahya Saree ha affermato che  il gruppo ha preso di mira siti gestiti dal colosso petrolifero saudita  Aramco a Jizan e Yanbu utilizzando droni e missili e ha minacciato di  “ampliare le nostre azioni e intensificare… nelle prossime ore e nei  prossimi giorni”.

Iran, Pasdaran: "Fermate quattro navi a Hormuz"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di avere fermato quattro navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. “Quattro imbarcazioni, che avevano intenzione di transitare nell’area meridionale dello Stretto di Hormuz tramite una rotta illegale e pericolosa, sono state fermate nelle ultime 24 ore dopo che la Marina ha sparato colpi di avvertimento”, hanno dichiarato i Pasdaran a quanto riferito dalla televisione statale iraniana.

Siria, Guterres: "Inaccettabili violazioni Israele su Alture Golan"

”Le Alture del Golan sono territorio siriano e le violazioni  israeliane in corso sono inaccettabili”. Lo ha affermato il segretario  generale dell’Onu Antonio Guterres in visita a Damasco, dove ha  incontrato il presidente siriano Ahmed al-Sharaa.

Teheran avvisa: "Continueremo a colpire senza sosta fino alla resa degli Usa"

Il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (Snsc) iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, ha dichiarato che “le forze armate iraniane continueranno a colpire senza sosta fino alla resa totale del nemico” e che si tratta di una vendetta per la morte dei bambini iraniani a Minab. “Ogni colonna di fumo nella regione indica un obiettivo militare, di sicurezza o finanziario statunitense”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia Fars

Houthi: "Respinto attacco aereo saudita"

Le difese aeree degli Houthi hanno respinto un attacco dell’aviazione militare saudita. A riferirlo è stato il ministero della Difesa yemenita, in una nota diffusa dai media iraniani. “I sistemi di difesa aerea del Paese sono riusciti a costringere un certo numero di caccia dell’Arabia Saudita a ritirarsi e a impedire il loro ingresso nello spazio aereo yemenita”, si legge.

Ministro esteri cinese vede Araghchi, auspica la ripresa dei negoziati Usa-Iran

Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il suo omologo  iraniano, Abbas Araghchi, in Kirghizistan, a margine del Consiglio dei  ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la cooperazione di  Shanghai (Sco) nella città turistica di Cholpon-Ata. Wang ha auspicato  la ripresa dei negoziati e l’attuazione di un memorandum d’intesa volto  ad allentare le tensioni in Medio Oriente e nella regione del Golfo,  secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale cinese Xinhua.  Wang si riferiva all’accordo preliminare finalizzato a porre fine alla  guerra, attualmente in stallo a causa della ripresa delle ostilità tra  le parti per il controllo dello Stretto di Hormuz.

Media, prima notte senza attacchi nella guerra tra Usa e Iran

Lo  sottolinea Cnn, spiegando che il Comando Centrale degli Stati Uniti  (Centcom) ieri non ha annunciato nuove azioni militari contro l’Iran,  dopo aver lanciato attacchi quotidiani contro il Paese per quasi due  settimane. Fino a questa mattina, i media statali iraniani a loro volta  non hanno segnalato attacchi o esplosioni nel Paese durante la notte.

Trump: "Iran non avrà nucleare. Mi candiderò per la quarta volta"

Un cappellino con scritto “Trump 2028”. Così Donald Trump è tornato, con  una provocazione, sulla possibilità di un suo terzo mandato, una  opportunità negatagli dalla Costituzione e alla quale già nei mesi  scorsi aveva detto di pensare. Alla seconda cena dei corrispondenti  della Casa Bianca che, dopo quella interrotta dall’attentato del 25 aprile,  si è tenuta nella notte italiana del 25 luglio, il presidente  statunitense ha chiuso la serata indossando il berretto rosso e dicendo:  “Sono lieto di annunciarvi la mia intenzione, per certi versi è uno  scoop, di correre per la quarta volta da presidente”. Trump ha anche  detto: “La seconda volta è stata migliore della prima, e la terza sarà  migliore ancora”, per poi aggiungere: “Sto scherzando”. Al termine del  discorso è partito il brano Ymca dei Village People, lo stesso  che viene usato alla fine dei comizi del tycoon. Una parte della platea  di giornalisti ha applaudito e si è alzata in piedi, l’altra metà no.

Crosetto: "Mar Rosso? Non possiamo andare via, in gioco sicurezza"

“Bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sottolinea in una intervista a Repubblica come l’Italia non seguira’ l’esempio tedesco e continuera’ con gli alleati nella missione Aspides a presidiare il Mar Rosso. “Aspides non e’ nata come una gita sociale: abbiamo accettato di fare parte di una missione che serve proprio per proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte importante della nostra economia. Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si e’ fermata. Ora e’ in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el Mandeb per scatenare il caos piu’ grande possibile. A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono li’ per quello scopo, non possono andarsene, al momento”, esplicita il ministro. L’obiettivo e’ “evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo. Il miglior modo per farlo e’ restare li’ e continuare il dialogo con tutti i paesi del Golfo”, e “anche con gli Houthi, ove necessario: bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran”. Aspides, esplicita Crosetto, resta una missione “con una natura difensiva da possibili attacchi” cosi’ come era nata. Nel colloquio con il ministro, spazio anche alla questione Ucraina, paese che affronta la rimozione del ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, e le proteste contro Zelensky per averlo fatto. “Fedorov rappresenta l’innovazione, e’ uno di quelli che ha stravolto completamente le regole del gioco nel campo di battaglia, consentendo all’Ucraina prima di resistere e poi di passare all’iniziativa. Gli stessi problemi che ha affrontato lui in Ucraina li abbiamo noi in Italia, in Germania, in Francia: c’e’ una resistenza al cambiamento e c’e’ chi guarda avanti e ha capito che l’innovazione arriva a una velocita’ spaventosa. Il mondo militare e’ abituato a fare programmi, come minimo, decennali, adesso qualsiasi arma progettata oggi rischia di essere gia’ obsoleta tra sei mesi”, dice. Ha sentito Fedorov? “Io l’ho chiamato il giorno dopo la sua destituzione e gli ho detto: quando vuoi venire a Roma a collaborare con me come advisor? Era una dimostrazione di stima e amicizia”. Le esigenze e le richieste che arrivano dall’Ucraina, osserva poi Crosetto, “sono diventate molto piu’ specifiche: parliamo di aiuti molto sofisticati, che riguardano la difesa aerea e altri sistemi avanzati e rari. La domanda e’ cento volte superiore all’offerta. Non e’ facile aiutarli, pur avendone la volonta’”, ma, “nonostante cio’, io sto lavorando per adempiere al mandato ricevuto dal Parlamento e sto cercando di mettere insieme tutto quello che serve per aiutare l’Ucraina. Conto di finire presto questo lavoro. Anche perche’ siamo in momento problematico: grande e’ la difficolta’ di Putin e la preoccupazione e’ che possa alzare il livello dello scontro. E questo ci obbliga ad aiutare ancora di piu’ l’Ucraina”.

Trump conferma Netanyahu negli Usa: "Anche Mamdani vorrà incontrarlo"

Il presidente americano Donald Trump ha confermato che la prossima  settimana vedrà a Washington  Benjamin Netanyahu, aggiungendo che a suo  avviso anche il sindaco di New York Zohran Mamdani vorrebbe incontrare  il primo ministro israeliano. In precedenza, Mamdani aveva affermato che  stava “esaminando” la sua autorità legale per arrestare Netanyahu, nei  confronti del quale la Corte penale internazionale ha spiccato un  mandato di arresto. Trump ha  detto che “invierà” al leader dei Democratici al Senato, Chuck Schumer,  “un bellissimo abito palestinese in modo che possa accogliere Bibi  Netanyahu quando verrà in città la prossima settimana, insieme al  sindaco, che sono sicuro vorrà incontrare Bibi”. Mamdani  e Schumer “non stanno trattando Bibi molto bene. Chuck voleva unirsi a  noi stasera, ma non voleva violare molte parti delle regole e dei  regolamenti palestinesi. Non vuole violare la legge della sharia”, ha  detto Trump.

Al Jazeera: "Due palestinesi feriti da raid Idf e coloni"

Un adolescente e un anziano, entrambi palestinesi, sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco esplosi nella notte a Betlemme e Nablus, in Cisgiordania. Lo riporta Al Jazeera, che spiega come, nella notte, ci siano state incursioni militari israeliane e violenze da parte dei coloni nei territori occupati. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Aqabat Jabr, a sud di Gerico, nella citta’ di Qalqilya, nel villaggio di Kobar, nel distretto di Ramallah, e nella localita’ di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme. Le truppe hanno inoltre fatto irruzione nella citta’ di Yabad e nei villaggi di Zababdeh e Burqin, nel governatorato di Jenin, mentre un’altra operazione ha preso di mira il villaggio di Faroun, a sud di Tulkarem. A Nablus, unita’ militari sono entrate nei villaggi di Tal e Qaryut, oltre che nella citta’ di Beit Furik, avviando una vasta campagna di arresti a Tal e perquisendo numerose abitazioni a Beit Furik. Durante queste operazioni, i soldati hanno lanciato lacrimogeni contro abitazioni palestinesi a Qaryut, mentre coloni israeliani hanno attaccato alcune case nel villaggio di Urif, a sud di Nablus.

Iran, Araghchi: "Da Usa promesse violate e crimini"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attribuito agli Stati Uniti la “violazione delle promesse e i crimini” che hanno portato alla situazione attuale nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Al Jazeera, che cita l’agenzia di stampa iraniana Irna. Araghchi ha anche sottolineato la “serietà dell’Iran nel campo della diplomazia” e la determinazione di Teheran “a difendere i propri interessi e la sicurezza nazionale, e a impedire agli Stati Uniti di utilizzare impropriamente lo Stretto di Hormuz per minacciare la sicurezza nazionale iraniana”.

Iran: Houthi rivendicano attacco missilistico contro città di Jizan

I ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco missilistico contro la città di Jizan, nel sud dell’Arabia Saudita, secondo quanto pubblicato su Telegram dal canale mediatico del gruppo, Ansarollah. L’Arabia Saudita aveva precedentemente diramato brevi avvisi ai residenti di Jizan e Yanbu dopo che i ribelli avevano promesso di vendicarsi contro il regno per gli attacchi di questa settimana.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Il Presidente statunitense Donald Trump ha parlato durante il Gala-bis dei corrispondenti della Casa Bianca, al Waldorf Asoria di Washington, smorzando i toni dopo che in precedenza, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il tycoon avrebbe dichiarato di aver perso la pazienza con l’Iran e di essere “in modalità vendetta”. 

Trump si è mostrato più disteso: “‘Parliamo più seriamente con l’Iran, non ho fretta di chiudere” aggiungendo: “Non permetteremo che si dotino di armi nucleari“. Poco prima in un incontro nello Studio Ovale con i giornalisti, a chi gli chiedeva se avesse già preso una decisione sulla possibilità di un attacco massiccio contro Teheran, aveva risposto: “No, non l’ho ancora presa. Stiamo parlando con loro proprio ora”. Nelle ultime ore intanto l’esercito Usa ha sparato contro una petroliera che cercava di aggirare il blocco dei porti iraniani. Mar Rosso, colpita una nave saudita: Riad replica attaccando siti militari degli Houthi yemeniti.

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