Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 27 giugno 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 27 giugno 2026
“Il principio cruciale stabilito nell’accordo” quadro Libano-Israele-Usa annunciato ieri a Washington “è che non ci sarà nessun ritiro fino al disarmo dell’organizzazione terroristica di Hezbollah in tutto il Libano”. Si è espresso così il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, in dichiarazioni riportate dal giornale israeliano The Times of Israel in cui ha parlato dell’intesa, che considera “storica”, sostenendo che “potrebbe, per la prima volta da decenni, plasmare una realtà nuova e più sicura lungo il confine settentrionale” di Israele “e in Libano” e che rappresenta un “colpo strategico per l’asse iraniano”.
“La vera prova sarà l’attuazione dell’accordo e si prevedono ancora molte sfide”, ha aggiunto, affermando di aver dato disposizioni ai militari affinché “si preparino a una permanenza prolungata nella zona di sicurezza e prendano le misure necessarie per proteggere i soldati delle Idf e rimuovere le minacce per le comunità nel nord” di Israele.
“L’Iran ha tentato di costringere Israele a ritirarsi dal Libano con minacce e pressioni sugli Stati Uniti e ha fallito”, ha detto Katz, con un nuovo monito per Teheran. “Se l’Iran tenterà di attaccare Israele per impedire l’attuazione dell’accordo – ha affermato – interverremo con grande forza” contro la Repubblica islamica.
È stato istituito “un canale di comunicazione tra Iran e Stati Uniti riguardo lo Stretto di Hormuz”. Lo rivela l’emittente iraniana all-news Press Tv, che trasmette in lingua inglese, citando una fonte di sicurezza, secondo cui “il canale è strettamente di natura diplomatica”.
Le autorità di Beirut, ha affermato il leader Hezbollah secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, legittimano “l’occupazione” israeliana “per molti anni a venire”. E, ha avvertito, “questo potrebbe persino portare all’annessione di territori” da parte di Israele. Naim Qassem ha poi sostenuto che Hezbollah è “pronto a cooperare” in nome della “sovranità del Libano”, per la “liberazione della sua terra e l’espulsione dell’occupante israeliano”.
“Utilizzeremo tutti i mezzi necessari ed eserciteremo pressioni a livello arabo e internazionale per costringere” Israele “a rispettare la prima disposizione del memorandum d’intesa (tra Iran e Usa) e a ritirarsi dal Libano”, ha incalzato.
“Continueremo con la resistenza sul campo per sconfiggere l’occupazione”. Parola di Naim Qassem, leader di Hezbollah, all’indomani dell’accordo quadro Libano-Israele-Usa annunciato a Washington. “Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo – ha aggiunto, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera – Collegare il ritiro israeliano (dal Paese dei Cedri) al disarmo della resistenza in Libano è molto pericoloso, supera tutte le linee rosse”.
I militari israeliani hanno reso noto di aver effettuato un attacco aereo prendendo di mira “sospetti terroristi” nella zona di Nabatiye, nel sud del Libano, all’indomani dell’accordo quadro tra Libano e Israele annunciato a Washington al termine del quinto round di negoziati. Lo riferisce l’agenzia Afp. Una portavoce militare ha spiegato all’Afp che l’operazone ha preso di mira “sospetti terroristi che costituivano una minaccia per i soldati delle Idf”. In precedenza l’agenzia libanese Nna aveva denunciato un raid di un drone israeliano nella zona di Nabatiye.
“L’accordo tra Libano e Israele va salutato con grande speranza e soddisfazione. Come un primo passo per ripristinare la sovranità del Libano, per ridare libertà e dignità alla sua popolazione che ha dovuto soffrire enormemente in questi anni. Si tratta di un passo diplomatico rilevantissimo, se verrà mantenuto e implementato, visto che Israele è Libano sono formalmente ancora in guerra dal 1948. Il presidente Aoun ha detto ‘siamo stanchi e vogliamo vivere in pace’. Il presidente e il governo tutto hanno denunciato le gravi interferenze iraniane nella politica interna libanese e la necessità di disarmare Hezbollah e contestualmente hanno richiesto il ritiro dalle zone occupate delle esercito israeliano e la fine delle inaccettabili violenze ai danni della popolazione civile”. Lo dice il senatore del Pd Graziano Delrio, presidente del Comitato Schengen.
“La comunità internazionale tutta – prosegue – deve essere al fianco del governo libanese in questo sforzo storico che dovrà resistere alle forze estremiste presenti in Libano e in Israele. Un segnale è arrivato in occasione del vertice ad Antibes dove Francia e Italia hanno lanciato un meccanismo post-Unifil, in collaborazione con Ue e Onu, per rafforzare la sovranita’ in Libano. Solo il consolidamento dello Stato libanese e delle sue forze armate può favorire il disarmo di Hezbollah, il recupero di tutto il territorio libanese e la sicurezza delle popolazioni civili libanesi e israeliane”, conclude.
Una nave cisterna colpita nello Stretto di Hormuz. L’agenzia britannica Ukmto rende noto di aver ricevuto una segnalazione di “un incidente nello Stretto di Hormuz” e precisa che il “comandante” di una “nave cisterna ha segnalato che è stata colpita da un proiettile non identificato”. Danneggiata la plancia. Per l’equipaggio non ci sarebbero state conseguenze.
Il Bahrein ha denunciato di essere stato colpito da “diversi droni iraniani”, in una “flagrante violazione” della sua sovranità e minacciando la sicurezza dei cittadini. Come ha sottolineato il ministero degli Esteri di Manama, ripreso dai media internazionali, Teheran sta “minando gli sforzi di pace” continuando i suoi attacchi.
L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di una “flagrante violazione” dell’accordo di pace raggiunto tra le due parti per porre fine alla guerra, dopo gli ultimi attacchi americani contro il Paese.
“Questi brutali attacchi, che hanno preso di mira installazioni di sorveglianza costiera iraniane, costituiscono una palese violazione” del memorandum d’intesa per porre fine alla guerra, ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato. L’esercito statunitense ha annunciato di aver colpito depositi di missili e droni iraniani e postazioni radar costiere in risposta a un attacco iraniano contro una nave mercantile in transito nello Stretto di Hormuz.
L’accordo raggiunto a Washington tra Israele e Libano “è certamente un passo in avanti. Ho appena parlato con la nostra ambasciata a Beirut. I segnali sono positivi e adesso bisogna trasformare l’accordo in un’azione pratica”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Dubrovnik, a margine del Dubrovnik Forum.
“Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche in futuro, d’accordo con la Francia. L’Italia, credo, potrà svolgere un ruolo non secondario per la ricostruzione di un sistema, anche istituzionale, che deve essere sempre più garante della sovranità libanese”, ha proseguito Tajani, secondo cui “ci vorrà tempo, vediamo come si trasformerà l’accordo, però è importante che si sia già raggiunto l’obiettivo della firma”.
L’Italia, ha confermato il titolare della Farnesina, è pronta a “svolgere un ruolo anche con le nostre forze armate, con una missione internazionale dopo Unifil e anche pronta a continuare a formare, come stiamo facendo ormai da anni, le forze armate libanesi con una missione bilaterale. Per l’Italia, il Libano rimane una priorità, continueremo a parlarne e continueremo a lavorare affinché si possa contribuire anche in questa parte del Medio Oriente alla stabilità”.
Centinaia di sostenitori di Hezbollah sono scesi la notte scorsa nelle strade di Beirut per protestare contro l’accordo quadro tra Libano e Israele raggiunto a Washington al termine del quinto round di negoziati. A renderlo noto è l’agenzia di stampa libanese. I manifestanti hanno attraversato la capitale a bordo di motociclette, concentrandosi nella zona vicino al parlamento e lungo la strada che conduce all’aeroporto internazionale Rafik al-Hariri, in una dimostrazione di forza contro l’accordo.
Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha definito l’intesa un “regalo al nemico israeliano” avvertendo del rischio che la sua attuazione porti alla guerra civile. Ha inoltre accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di “negoziare con se stesso” e ha puntato il dito contro il sistema politico libanese, definendolo privo di “legittimità costituzionale e nazionale”. La resistenza, ha quindi ammonito, “si opporrà a qualsiasi tentativo di danneggiarla” e continuerà a conservare le proprie armi.
Durante le proteste, i dimostranti hanno bloccato le strade e dato fuoco a pneumatici. L’esercito libanese ha dispiegato rinforzi in diverse zone della capitale, istituendo posti di blocco temporanei e barricate per contenere i disordini. Secondo quanto riferito, le truppe hanno anche sgomberato con la forza alcuni luoghi di protesta, riporta ‘Ha’aretz’.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver attaccato obiettivi statunitensi nella regione del Golfo in rappresaglia per gli attacchi americani in Iran. L’esercito statunitense aveva precedentemente annunciato di aver colpito obiettivi in Iran in risposta a un attacco contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, attribuito a Teheran.
“Se l’aggressione dovesse ripetersi, la nostra risposta sarà più ampia di questa”, hanno avvertito i Guardiani della Rivoluzione, secondo un post pubblicato su Telegram dalla Tv di stato.
Gli occhi del mondo sono di nuovo puntati su Hormuz. Smentite le notizie su un canale diretto tra Teheran e Washington per la gestione dell’area. “Lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti”, ribadiscono i Pasdaran iraniani.
E anche in Libano la situazione è molto complessa. Negli ultimi giorni i raid israeliani sono andati avanti nonostante il cessate il fuoco, con conseguenti vittime e accuse da parte di Hezbollah. Il Libano, Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver firmato un accordo quadro a Washington, ma – come sottolineato dal segretario di Stato USA Marco Rubio – è solo “un primo passo”. Bisognerà attendere ancora per vedere gli effetti di quanto accaduto.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Rimane fragile il cessate il fuoco in vigore tra Iran e Stati Uniti. Mentre si attende l’esito dei colloqui di circa 60 giorni che dovrebbero riportare alla riapertura totale dello Stretto di Hormuz e all’atteso accordo sul nucleare. Il presidente statunitense Donald Trump accusa l’Iran di ripetute “violazioni sconsiderate” del cessate il fuoco, in considerazione degli avvertimenti e degli attacchi con droni che si sono registrati negli ultimi due giorni. I Pasdaran, dal canto loro, ribadiscono che al momento non sono sicure rotte che non siano state autorizzate dall’Iran. Lunedì il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà il sultano dell’Oman. Tra i temi da discutere proprio quello della sicurezza marittima nel Golfo.
Regge poco anche la tregua in Libano, ma c’è un primo risultato. Ieri Libano, Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver firmato un accordo quadro a Washington. Un “primo passo” – lo ha definito il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America -, ma pur sempre un primo miglioramento rispetto alle scorse settimane.
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