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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Ucraina e Arabia Saudita firmano accordo, attacco israeliano al reattore di Arak

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Ucraina e Arabia Saudita firmano accordo, attacco israeliano al reattore di Arak
Foto di repertorio di droni da Imagoeconomica, di Carlo Carino by AI Mid

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 27 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 27 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 27 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 27/03/26 07:00
Fine diretta: 28/03/26 00:00
L'Iran definisce "intollerabili" gli attacchi statunitensi, pur chiedendo l'avvio di negoziati; la risposta non è ancora stata decisa.

Un alto funzionario iraniano ha affermato che gli attacchi statunitensi contro l’Iran, mentre allo stesso tempo chiedono l’avvio di negoziati, sono “intollerabili”, aggiungendo che Teheran non ha ancora deciso se rispondere alla proposta statunitense a causa degli attacchi alle infrastrutture industriali e nucleari.

L'esercito israeliano afferma che è iniziata un'ondata di attacchi "su vasta scala" contro Beirut.

L’esercito ha diffuso il messaggio con un breve comunicato su X, ribadendo ancora una volta di voler colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale martoriata.

Oggi si è già assistito a una serie di pesanti attacchi israeliani contro la periferia meridionale della capitale, con aerei da combattimento a bassa quota udibili a intermittenza da almeno sei ore, secondo quanto riportato da Aljazeera.

Due morti a Firouzabad, in Iran

Due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite in seguito ad attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro una fabbrica di cemento nella città iraniana di Firouzabad, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ISNA.

L'Iran conferma l'attacco all'impianto di estrazione di uranio a Yazd

L’esercito israeliano ha confermato l’attacco all’impianto di estrazione di uranio a Yazd, nell’Iran centrale.

In un messaggio su Telegram, l’esercito ha dichiarato di aver colpito il presunto impianto di estrazione di uranio, prendendo di mira le principali infrastrutture utilizzate per il processo di arricchimento dell’uranio.

L’uranio arricchito è un materiale chiave utilizzato per la creazione di armi nucleari e le scorte iraniane sono al centro delle continue controversie con Stati Uniti e Israele.

Come già riportato, l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha affermato che l’attacco all’impianto non ha provocato la fuoriuscita di materiale radioattivo.

Chiudere lo Stretto di Hormuz alle navi statunitensi e israeliane è una "misura legittima": lo afferma Araghchi, presidente iraniano
Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri iraniano, il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha confermato,
durante una telefonata con il suo omologo russo Sergey Lavrov,
che la chiusura dello Stretto di Hormuz alle navi statunitensi e israeliane è una "misura legittima".

Araghchi ha inoltre affermato che il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz
avviene in coordinamento con le autorità iraniane competenti.

Nel corso della telefonata, Araghchi ha anche accusato Stati Uniti e Israele
di aver attaccato obiettivi civili, scuole, ospedali e siti storici,
dichiarando che l'Iran continuerà a difendersi con fermezza.
Confermato l'attacco al reattore di Arak

L’esercito israeliano ha confermato di aver colpito il reattore di Arak, impianto iraniano ad acqua pesante (IR-40). Pare che non si registrino vittime o perdite radioattive. Nel messaggio condiviso su X dalle Idf si legge: “Le forze militari israeliane non permetteranno al regime iraniano di continuare a portare avanti il suo programma di riarmo nucleare, che costituisce una minaccia esistenziale per Israele e il mondo intero”.

 

Ucraina e Arabia Saudita siglano un accordo per la difesa aerea

L’Arabia Saudita e l’Ucraina hanno siglato un memorandum, un accordo per la difesa aerea, durante la visita del presidente ucraino a Gedda. Lo scrive l’agenzia di notizie SPA. Per Kiev è il primo accordo di questo tipo nell’area del Golfo. L’ipotesi è che questa novità possa dare una svolta importante al supporto a favore dell’Ucraina nella guerra contro la Russia. Dall’inizio della guerra contro l’Iran che ha travolto il Golfo, Zelensky ha inviato in Medio Oriente una serie di esperti per intercettare droni e dare supporto all’intelligence dell’area.

L'appello del G7 contro gli attacchi a civili e infrastrutture

I ministri degli Affari Esteri del G7, riuniti a Parigi, chiedono attraverso una nota congiunta lo “stop immediato degli attacchi contro le popolazioni e le infrastrutture civili“.

 

Ue, nuovo incontro sulla crisi energetica

I ministri europei dell’Energia si incontreranno in video conferenza all’inizio della prossima settimana per discutere la crisi energetica scaturita dall’escalation nell’area del Golfo e i recenti sviluppi sulla guerra contro l’Iran. L’argomento principale sarà la “sicurezza delle forniture energetiche” in Europa in considerazione della crisi in Medio Oriente. Anche se al momento le riserve pare ci siano, l’aumento costante dei prezzi del petrolio rimane motivo di importante preoccupazione per le autorità europee.

 

Il Kurdistan chiede lo stop agli attacchi dei gruppi pro-Iran

La regione del Kurdistan iracheno avrebbe chiesto al Governo di Baghdad di intraprendere azioni per porre fine agli attacchi da parte dei gruppi armati pro-Iran sul territorio. Lo rivela un ufficiale curdo ad AFP.

Donna incinta uccisa in Libano

Il Ministero della Salute libanese riporta dell’uccisione, in un attacco israeliano ad Al-Bazaliyeh, di una donna incinta di due gemelli.

 

Iran, aiuti dalla Russia

Il governatore del Daghestan (Russia) Sergey Melikov ha comunicato di aver disposto l’invio di 150 tonnellate di cibo e beni essenziali verso l’Iran. Un nuovo aiuto umanitario per la popolazione iraniana da parte della Russia: negli scorsi giorni era stato trasferito anche un carico con circa 300 tonnellate di medicinali.

 

Nuovi raid a Beirut

Al Jazeera riporta di nuovi raid aerei a Beirut. Israele ha annunciato l’avvio di nuovi attacchi aerei contro la capitale libanese.

Famiglia morta a Yamchi

L’agenzia iraniana Mehr News Agency riporta di una famiglia uccisa negli attacchi USA-Israele in una zona residenziale iraniana di Yamchi, capoluogo dell’omonima circoscrizione nell’Azerbaigian orientale.

Almeno 18 vittime a Qom

Raid contro la città iraniana di Qom. Secondo le autorità locali, dopo l’attacco attribuito a USA e Israele in una zona residenziale ci sarebbero almeno 18 vittime e 10 feriti.

Ancora chiuso lo Stretto di Hormuz

“Lo stretto di Hormuz è chiuso ed ogni tentativo di attraversarlo causerà reazioni drastiche”. Lo dicono i Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, che hanno ribadito la volontà di proseguire nel blocco al passaggio di navi nel braccio di mare che dà accesso al Golfo Persico.

Stati Uniti e Iran si vedranno in Pakistan, l'annuncio

Stati Uniti e Iran si vedranno in Pakistan. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. “Si vedranno presto in Pakistan” ha detto in mattinata il ministro in una intervista a margine del G7 dei ministri degli Esteri in corso in Francia.

Donald Tusk: "Escalation nei prossimi giorni"

Il primo ministro polacco Donald Tusk teme che possa esserci una “nuova escalation” in Medio Oriente. Citando informazioni “ricevute dagli alleati” (non meglio specificati), Tusk spiega che una stabilizzazione della situazione regionale è “improbabile” nei prossimi giorni.

Iran, Mohsen Farkhani: "Rabbia contro gli USA"

Mohsen Farkhani, docente dell’università di Isfahan (Iran) citato da Al Jazeera, rivela che “le persone (iraniane, ndr) sono estremamente arrabbiate. Arrabbiate per il tradimento degli USA e per i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti e dal regime israeliano in Iran”, compresi gli attacchi contro i civili e gli ospedali.

“Pensano che l’Iran sia come il Venezuela o la Siria, di poter facilmente rovesciare il sistema governativo iraniano, ma si sbagliano”, aggiunge.

 

Quattro feriti in Israele

Quattro feriti dopo dei raid iraniani contro Israele. Pare che i malcapitati si stessero dirigendo nei rifugi in vista degli attacchi.

 

Missili in Giordania

Tramite l’agenzia d’informazione statale, la Giordania conferma che nelle ultime 24 ore l’Iran ha diretto contro il territorio tre missili. Due sono stati individuati e distrutti dalle difese aeree, un terzo è caduto provocando alcuni “danni materiali” ma senza generare vittime o feriti.

Incontro Qatar-USA

Il ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani ha incontrato il vice presidente statunitense JD Vance e il segretario al tesoro degli Stati Uniti d’America Scott Bessent. Tra i temi principali l’energia e le strategie di cooperazione tra Qatar e USA in considerazione dell’attuale quadro regionale.

Pentagono valuta invio di altri 10.000 soldati in Medio Oriente

Il Pentagono starebbe valutando l’invio di altri 10.000 soldati di terra in Medio Oriente, secondo fonti del Dipartimento della Difesa citate dal quotidiano Wall Street Journal. Trump aveva precedentemente affermato di voler sospendere gli attacchi al settore energetico iraniano per altri 10 giorni, fino al 6 aprile, per consentire lo svolgimento dei negoziati. Una situazione che i mediatori dei colloqui di pace non hanno confermato.

 

Cresce la tensione tra Hezbollah e il Governo libanese

Cresce la tensione tra Hezbollah e il Governo libanese. L’ufficiale di Hezbollah Mahmoud Qamati ha paragonato il Governo libanese ai leader del Governo di Vichy durante il nazifascismo. Il Governo libanese, dal canto suo, ha bandito l’ala militare del gruppo e chiesto di avviare dei colloqui con Israele per porre fine all’invasione che sta generando una vera e propria emergenza umanitaria in Libano. In più, il governo libanese – negli scorsi giorni – ha identificato l’ambasciatore iraniano in Libano come “persona non grata”, chiedendo che lasci il Paese.

Due militari israeliani "gravemente feriti" in Libano

Aggiornamento da Israele: l’esercito afferma che un soldato e un ufficiale israeliani sono rimasti “gravemente feriti” nel sud del Libano durante le operazioni israeliane contro Hezbollah. Entrambi sono finiti in ospedale.

L'accusa del Regno Unito all'Iran

I ministri dei Paesi del G7, compresi il segretario di Stato statunitense Marco Rubio e il ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper, si incontreranno in Francia per discutere della guerra contro l’Iran. Cooper, in particolare, chiede una “soluzione rapida al conflitto”, sostenendo che – con le restrizioni applicate allo Stretto di Hormuz – l’Iran stia “tenendo in ostaggio l’economia globale”.

Nessuna vittima dopo gli ultimi raid in Israele

Gli ultimi raid contro il sud di Israele si sono conclusi senza vittime. Lo comunica Channel 12. Hezbollah continua però a colpire nel nord di Israele, alimentando le tensioni internazionali.

Missili contro l'Arabia Saudita

Il Ministero della Difesa saudita rivela che 6 missili sarebbero stati diretti verso la zona di Riyadh. Le difese aeree hanno intercettato e colpito due dei missili, gli altri quattro sarebbero invece finiti in zone disabitate e nelle acque del Golfo.

L'attacco di Minab e le accuse iraniane

Per il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi la strage di Minab è stato un assalto “calcolato” dagli Stati Uniti. Lo afferma in un video trasmesso all’United Nations Human Rights Council. “Le dichiarazioni contraddittorie degli Stati Uniti per giustificare il loro crimine non può in alcun modo eliminare la loro responsabilità”, commenta.

 

Israele: “Colpiti tutti i sistemi di difesa aerea e siti missilistici in Iran”

L’esercito israeliano ha diffuso nuovi dettagli sugli attacchi aerei che ci sono stati questa notte contro l’Iran, che avrebbero colpito sistemi di difesa aerea in tutto il Paese.

Gli attacchi nella capitale iraniana, Teheran, hanno preso di mira siti che, secondo Tel Aviv, venivano utilizzati per la produzione di armi, principalmente missili balistici. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato, precisamente, che nell’Iran occidentale l’aviazione ha colpito “lanciatori di missili e depositi di missili”.

"Possibile invasione di terra del Libano". Razzi di Hezbollah su Israele.

Hezbollah ha mantenuto alta la pressione sul fronte settentrionale al confine con Israele, mentre – come riporta Al Jazeera – il ministro della Difesa israeliano ha ripetutamente affermato di voler promuovere una zona cuscinetto di sicurezza in Libano, probabilmente individuata nei pressi del fiume Litani. Per questo, Tel Aviv spingerebbe per una invasione di terra.

Usa valutano invio altri 10mila militari in Medio Oriente

Il Pentagono starebbe valutando l’invio di un ulteriore contingente militare di circa 10mila uomini nel Medio Oriente per ampliare la portata delle opzioni militari contro l’Iran, mentre Washington considera la possibilità di negoziati con l’Iran, secondo fonti del dipartimento della Guerra citate dal quotidiano Wall Street Journal. Trump ha annunciato ieri la decisione di rinviare di 10 giorni, fino al 6 aprile, gli attacchi minacciati contro il settore energetico iraniano, sostenendo che l’estensione del termine sia stata richiesta da Teheran per proseguire i negoziati: una circostanza che per il momento non è stata confermata dai mediatori nè dalle autorità di Teheran. Nel frattempo, la commissione Servizi armati de Senato federale Usa prevede di tenere la prima audizione pubblica sulla guerra con l’Iran non prima di metà aprile, al rientro dalla pausa primaverile del Congresso.

Fino al 6 aprile niente attacchi USA alle centrali iraniane

Donald Trump tenta una nuova mossa per favorire i negoziati con l’Iran. “Su richiesta del Governo di Teheran” – si legge in una recente comunicazione – gli Stati Uniti sospenderanno gli attacchi contro le centrali energetiche per 10 giorni, fino al 6 aprile. Il presidente statunitense parla di “colloqui molto positivi”, ma i continui botta e risposta tra le parti coinvolte nel conflitto non fanno sperare nella pace.

Cosa succede in Iran e nei Paesi del Golfo, le ultime notizie

Giunti al 28esimo giorno di guerra, a quasi un mese dall’inizio dell’operazione Epic Fury di Israele e USA contro l’Iran, l’auspicato accordo di pace appare lontano. Al contrario, il rischio di escalation è sempre dietro l’angolo. Il confine tra i tentativi di negoziati o di dialogo e le minacce di nuovi attacchi è sottile e genera confusione e timori a livello internazionale.

L’Iran minaccia gli Emirati Arabi e i Paesi del Golfo nell’orbita degli USA, Israele continua ad agire in Libano in lotta contro Hezbollah, gli Stati Uniti cercano l’accordo ma al tempo stesso ammettono che senza un accordo colpirebbero l’Iran “più duramente di quanto non sia mai stato colpito prima”. Insomma, c’è voglia di smuovere le cose in direzione della pace – con un interlocutore singolare, il Pakistan, pronto a mediare assieme ad altri Paesi – ma ci sono anche parti coinvolte difficilmente disposte a rinunce.

Nelle scorse ore c’è stata una novità importante: Trump ha annunciato lo stop agli attacchi contro le centrali energetiche iraniane fino al 6 aprile. Una mossa sicuramente volta a facilitare i negoziati con Teheran, ma che ha l’idea di essere una “tregua” abbastanza fragile.

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