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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | negoziati in corso, intanto in Arabia Saudita attaccata base americana

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | negoziati in corso, intanto in Arabia Saudita attaccata base americana
Foto da Imagoeconomica, di Carlo Carino by AI MID

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 28 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 28 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 28 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 28/03/26 07:00
Fine diretta: 29/03/26 00:00
Shirin Ebadi contestata per sostegno a Reza Pahlavi

La premio Nobel per la pace iraniana Shirin Ebadi è stata criticata dai suoi connazionali per essere stata nominata a capo di un comitato di giustizia transizione istituito dal figlio dell’ultimo Scià, Reza Pahlavi. Lui, che vive negli Stati Uniti, si è detto pronto a guidare un governo di transizione, qualora la Repubblica islamica dovesse crollare.

Radio Zamaneh, emittente radiofonica in lingua persiana con sede nei Paesi Bassi, ha pubblicato una lettera firmata da 320 personalità della società civile e accademici iraniani in cui si denunciava un “cambiamento di rotta fondamentale” da parte di Ebadi e si chiedeva al Comitato per il Premio Nobel di riconsiderare l’assegnazione del premio alla giurista, accusandola di sostenere la guerra. Su X Pahlavi ha condannato i “vili attacchi” contro Ebadi e altri membri del suo comitato. Ebadi non ha commentato.

 

Iran: media, ucciso scienziato responsabile programma nucleare

È stato ucciso in un raid aereo Ali Fouladvand, responsabile della ricerca presso l’Organizzazione iraniana per l’innovazione e la ricerca difensiva (Osd), erede del programma nucleare iraniano precedente al 2004. Lo riportano i media iraniani, secondo quanto scrive su ‘X’ Iran International, testata giornalistica vicina all’opposizione iraniana e con sede a Londra. Fouladvand è stato ucciso insieme ad alcuni membri della sua famiglia in un raid aereo su Borujerd, hanno detto i media iraniani che lo hanno descritto come “un normale cittadino”.

Fouladvand, che nell’Osd aveva il ruolo di supervisionare ricerche di natura militare, era sopravvissuto a un precedente attacco durante la guerra dei dodici giorni con Israele dello scorso giugno. Allora era stata uccisa la moglie, Masoumeh Pirhadi. Il primo ottobre del 2025 Fouladvand era stato sanzionato dal Dipartimento di Stato americano.

Iran: intercettati due droni contro ambasciata Usa a Baghdad

Due droni diretti contro l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad sono stati intercettati dalla difesa aerea irachena. Lo riferiscono fonti della sicurezza citate dall’emittente Al Arabiya.

Iran: in Israele proteste contro la guerra, '18 persone fermate'

In Israele almeno 18 persone sono state fermate questa sera durante proteste contro le operazioni militari israeliane contro l’Iran. Lo riferisce il Times of Israel, sulla base di quanto reso noto dalla Polizia israeliana, precisando che gli agenti sono intervenuti in diverse città per disperdere i manifestanti.

A Tel Aviv sono scattati 13 fermi, cinque a Haifa, dove la protesta aveva attirato un centinaio di persone e alcuni dimostranti hanno provato a bloccare una strada della città innescando l’intervento degli agenti, precisa il giornale sottolineando come tuttavia da alcuni video si deduca come almeno due delle persone fermate non stessero cercando di bloccare il traffico al momento del fermo.

A Tel Aviv, ricostruisce ancora il Times of Israel, la Polizia ha interrotto una manifestazione analoga sulla base delle direttive del Comando del Fronte Interno che limita i raduni a 50 persone. Notizie di proteste sono arrivate anche da Gerusalemme e Beersheba.

Iran: Wsj, aereo E-3 Sentry Usa danneggiato in attacco a base in A. Saudita

Un velivolo E-3 Sentry americano è stato danneggiato ieri dall’attacco iraniano contro la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. È quanto scrive il Wall Street Journal che cita ufficiali statunitensi e di Paesi arabi sottolineando come si tratti di un velivolo cruciale per sorvegliare lo spazio aereo, tracciare droni, missili e altri aerei a centinaia di chilometri di distanza.

Iran: forti esplosioni udite a Teheran

Forti esplosioni sono state udite nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce un giornalista dell’agenzia Afp sul posto, a un mese dall’avvio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran. Le deflagrazioni sono state avvertite nel centro di Teheran, per diversi minuti, precisa l’agenzia.

Due fonti citate dalla Bbc riferiscono di potenti raid nelle zone orientali e occidentali di Teheran. I media locali segnalano che è stata attivata la difesa aerea.

Iran, capo Parlamento: "Nostra risposta accelera collasso forze Israele"

La “risposta feroce” dell’Iran alle operazioni militari israeliane avviate lo scorso 28 febbraio “accelererà il collasso” delle forze israeliane. Scrive così su X Mohammad Bagher Ghalibaf, il potente capo del Parlamento di Teheran, che cita dichiarazioni attribuite nei giorni scorsi dai media israeliani al capo di Stato Maggiore delle forze israeliane, Eyal Zamir. “Vi indico dieci segnali d’allarme prima che le Idf collassino”, avrebbe detto mercoledì Zamir in una riunione del gabinetto di sicurezza secondo quanto confermato anche al Jerusalem Post a cui fonti delle Idf hanno parlato di forte preoccupazione relativa a carenza di personale.

E Ghalibanf oggi fa riferimento a quelle parole attribuite a Zamir, citando “il comandante militare israeliano” e scrive: “Con l’escalation delle tensioni e attaccando l’infrastruttura industriale dell’Iran”, Israele “sta cercando di ignorare questi moniti”. E anche, incalza Ghalibaf, di “ripristinare la fiducia del suo governo corrotto e del suo Esercito”. Ma, minaccia, “la risposta feroce dell’Iran accelererà questo collasso”.

Israele: 142 feriti nelle ultime 24 ore

Sono 142 le persone rimaste ferite e portate in ospedale in Israele nelle ultime 24 ore a causa di attacchi nell’ambito della guerra contro l’Iran. Lo ha reso noto il ministero della Sanità israeliano aggiornando a 5.689 il numero delle persone che sono rimaste ferite dall’inizio del conflitto. Dei 142 feriti oggi, 132 restano ricoverati, 15 dei quali in condizioni serie e uno critiche, secondo il ministero. Nel fornire il bilancio dei feriti non si fa una distinzione tra civili e militari, né se gli attacchi provengano dall’Iran e/o dal Libano.

Israele: "Colpiti siti produzione sistemi Marina e difesa aerea a Teheran"

Israele conferma di aver condotto la notte scorsa raid colpendo la sede dell’Organizzazione delle industrie marittime nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce il sito di notizie israeliano Ynet. Secondo il portavoce delle forze israeliane (Idf), il complesso “è responsabile per attività di ricerca, sviluppo e produzione di vari sistemi di guerra marittima”. I militari israeliani parlano di un “duro colpo” per il “sistema navale del regime terroristico iraniano”. Le Idf, riporta Ynet, hanno anche “colpito vari siti usati per la fabbricazione e lo sviluppo” anche di “sistemi di difesa aerea”.

Iran: il Bahrein vieta i droni, obiettivo 'garantire sicurezza'

Droni vietati, per qualsiasi utilizzo, in Bahrein. A un mese dall’avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran, a cui la Repubblica islamica ha risposto con attacchi con droni e missili contro i Paesi del Golfo, il Bahrein ha deciso per un “divieto totale all’uso di droni, indipendentemente dallo scopo, a partire da oggi e fino a nuove disposizioni”. A riferirne è l’agenzia Bna dopo la decisione del ministero degli Interni di Manama in nome della “sicurezza nazionale” alla luce “delle ripercussioni degli attacchi iraniani” contro il Bahrein. Verrà intercettato e distrutto, fanno sapere dal ministero, qualsiasi drone dovesse violare le nuove norme. Per i responsabili delle violazioni vengono annunciate azioni legali.

Iran: raid aereo contro Fmp in Iraq, un morto e 4 feriti a Kirkuk

Un combattente delle Forze di mobilitazione popolare (Fmp), Hashed al-Shaabi, è stato ucciso e altri quattro sono rimasti feriti in un raid aereo su Kirkuk, nel nord dell’Iraq. Lo ha riferito all’Afp una fonte medica e della sicurezza.

Secondo quanto riferito da un funzionario della sicurezza, due missili lanciati da un caccia hanno preso di mira una base delle Forze di Mobilitazione Popolare, che ora fanno parte delle forze armate regolari irachene. La base si trova vicino all’aeroporto internazionale.

Iran: Kurdistan iracheno, 'attaccata casa Barzani', premier Iraq lo chiama

È finita nel mirino di un “attacco” la residenza di Nechirvan Barzani, presidente del Kurdistan iracheno, a Duhok. Lo riferisce senza molti dettagli l’emittente curda Rudaw, che segnala attacchi con droni che oggi hanno colpito la regione. I media iracheni indicano che anche la residenza di Barzani è stata presa di mira in un attacco di un drone.

Il premier iracheno, Mohammed Shia al-Sudani, ha sentito Barzani e ha condannato l’attacco “brutale” alla sua residenza, hanno fatto sapere dall’ufficio di al-Sudani. Il colloquio, hanno precisato, è stata l’occasione per parlare degli “ultimi sviluppi in Iraq e nella regione, di questioni relative alla sicurezza nazionale e delle modalità per garantire sicurezza e stabilità”. Al-Sudani ha ordinato indagini su quanto accaduto a Duhok con una task force “congiunta”.

Anche il vicepremier del Kurdistan iracheno, Qubad Talabni, “ha condannato con forza” l’attacco alla residenza di Barzani, considerato un’ “escalation pericolosa”.

Vance: "Non vogliamo restare nel Paese, raggiunti quasi tutti obiettivi"

”Gli Stati Uniti non hanno intenzione di restare a lungo in Iran” dove hanno ”raggiunto la maggior parte degli obiettivi” che si erano prefissati e dove ”le operazioni stanno avanzando rapidamente”. Lo ha dichiarato il vice presidente americano JD Vance, affermando in un’intervista che ”non ci interessa restare in Iran tra uno o due anni”. Inoltre il presidente americano Donald Trump continuerà a sostenere l’operazione militare in modo che ”non si ripeta più” la minaccia nucleare dell’Iran, ha aggiunto Vance.

“Stiamo portando a termine il nostro compito, ce ne andremo presto e i prezzi del gas torneranno a scendere”, ha assicurato il vicepresidente americano.

 

Ambasciatore Israele in Italia: "Deterrenza non bastava più a contenere minaccia"

“Le ragioni dell’azione militare americana e israeliana contro l’Iran sono al centro dei dibattiti degli osservatori europei. Gli interrogativi sono legittimi. Le democrazie non scelgono l’opzione guerra a cuor leggero e Israele non fa eccezione”. Ha scelto il giornale ‘La Ragione’ Jonathan Peled, ambasciatore di Israele in Italia, per spiegare le ragioni di Israele nell’intervento militare in Iran. “La sola deterrenza non bastava più a contenere la minaccia iraniana su Israele. Questo per almeno due motivi fondamentali. Il primo è la natura del regime iraniano e delle sue capacità nucleari e missilistiche. Come denunciato dalla stessa Aiea, il programma nucleare iraniano è realtà di fatto, non dichiarazione d’intenti: superate le soglie critiche di arricchimento, l’arma atomica costituisce uno scenario concreto. In ballo, per Israele, c’è non un pericolo astratto. C’è la minaccia alla propria esistenza – è l’osservazione – Parallelamente, Teheran continua a sviluppare il suo enorme arsenale missilistico che, sempre più avanzato, è da tempo in grado di infliggere colpi ben oltre il Medio Oriente. L’Iran può ferire Europa e Occidente, Roma compresa, e l’ha fatto. Cipro e Turchia, la base occidentale di Diego Garcia nell’Oceano Indiano sono alcuni dei recenti obiettivi. Inequivocabilmente indubbia è la volontà iraniana di colpire la Civiltà occidentale”.

Infine, continua, “il regime iraniano è da anni un attore centrale nel finanziamento e nella promozione del terrorismo internazionale”. “Attraverso milizie e proxy, l’Iran ha destabilizzato intere regioni mondiali, alimentando conflitti e reprimendo aspirazioni democratiche. Bomba atomica, missili e terrore: questa combinazione costituisce una minaccia sistemica”, aggiunge.

“Il secondo motivo concerne gli scopi dell’operazione militare – prosegue – Non si tratta di un ‘regime change’ nel senso tradizionale, imposto dall’esterno o calato dall’alto: Israele non intende decidere il futuro politico dell’Iran. Gli esatti obiettivi dell’operazione in Iran sono paura, violenza e repressione, i meccanismi attraverso cui il regime ha mantenuto il controllo. Ne sono stati neutralizzati gli strateghi, tra cui Ali Khamenei, la Guida Suprema, Ali Larijani, figura chiave dell’architettura del potere, e il comandante della milizia Basij, Gholamreza Soleimani, in capo all’apparato paramilitare per la repressione delle proteste popolari. L’eliminazione chirurgica del cuore repressivo del regime, le undicimila sue strutture di comando, gli apparati coercitivi e di soffocamento del dissenso, vuole creare le condizioni perché la coraggiosa società civile iraniana, che continua a trovare la morte in piazza nel rivendicare libertà e dignità, abbia la possibilità concreta di prendere in mano il proprio destino, libera dal giogo del terrore, delle torture e degli arresti arbitrari. Le condizioni perché l’Iran possa un giorno finalmente tornare ad essere un Paese diverso: stabile, pacifico e rispettoso di libertà e diritti del suo popolo”.

"Devono riaprire lo Stretto di Trump…voglio dire Hormuz'': la finta gaffe del presidente americano
Raid Israele nel sud del Libano: cinque morti. tre sono reporter

Cinque morti in un raid attribuito a Israele che – riferiscono i media libanesi – ha colpito la zona di Jezzine, nel sud del Libano. Fra le vittime vi sono tre reporter. La tv al-Manar, legata agli Hezbollah, ha confermato il decesso del giornalista Ali Shoeib e l’emittente al-Mayadeen, filo-Hezbollah, ha confermato la morte della giornalista Fatima Ftouni. Secondo il giornale L’Orient Le Jour è rimasto ucciso nel raid che ha colpito un’auto anche il fratello di quest’ultima, un videomaker.

Wsj: "Teheran non ha ancora risposto a proposta Usa 15 punti"

La risposta dell’Iran alla proposta statunitense in 15 punti per porre fine alla guerra non è ancora pervenuta. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti vicine alla vicenda e “mediatori coinvolti nei colloqui”. Le fonti hanno precisato che il Pakistan è ancora in attesa di una risposta da parte dell’Iran. Ciò nonostante, secondo quanto riportato ieri dall’Iran, la risposta sarebbe già stata consegnata e Teheran sarebbe in attesa di una replica. Il Wall Street Journal ha inoltre riferito che, nonostante i progressi su altre questioni, l’Iran dovrebbe respingere alcune delle richieste statunitensi.

Houthi rivendicano primo attacco contro Israele

Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato il loro primo attacco contro Israele dall’inizio della guerra dello Stato Ebraico e degli Usa contro l’Iran. In una dichiarazione pubblicata su X, il gruppo, che controlla gran parte dello Yemen settentrionale e ha preso di mira Israele con droni e missili per gran parte della guerra di Gaza, ha affermato di aver lanciato missili contro siti militari israeliani. Poche ore prima, l’esercito israeliano aveva dichiarato di aver individuato un attacco proveniente dallo Yemen e di essere al lavoro per intercettarlo.

Oman, ferito lavoratore straniero da attacco di droni iraniani

Un attacco di droni iraniani contro uno dei principali porti dell’Oman ha ferito un lavoratore straniero. Lo hanno riferito le autorità del Paese del Golfo, precisando che due droni hanno colpito il porto di Salalah, nell’estremo sud del Paese.

Idf: "Tre soldati gravemente feriti in scontri separati con Hezbollah"
Due soldati israeliani sono rimasti gravemente feriti e altri sette hanno riportato ferite di media entità durante gli scontri con Hezbollah avvenuti ieri e nella notte nel sud del Libano, secondo quanto reso noto dalle Forze di Difesa Israeliane. Le Idf hanno riferito che in un altro incidente avvenuto nella notte, un ufficiale è rimasto gravemente ferito e sei soldati hanno riportato ferite di media entità a causa del lancio di razzi nel Libano meridionale.

Secondo l’esercito israeliano, intanto, almeno due droni di Hezbollah lanciati dal Libano verso il nord di Israele sono stati intercettati dalla difesa aerea. I droni hanno fatto scattare le sirene in tutto il nord di Israele, compresa l’area della baia di Haifa.
Iran e Usa stanno negoziando, Trump: "Il conflitto non è finito"

“Stiamo negoziando ma il conflitto non è finito: mancano 3554 obiettivi”, le parole del presidente americano Donald Trump, secondo cui Teheran implorerebbe per un accordo

Stretto di Hormuz, accordo Iran-Thailandia

La Thailandia ha raggiunto un accordo con l’Iran per consentire alle petroliere thailandesi il passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il primo ministro thailandese, Anutin Charnvirakul. “È stato raggiunto un accordo che consentirà alle petroliere thailandesi di transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz “, ha dichiarato in una conferenza stampa, aggiungendo che questo sviluppo attenuerà le preoccupazioni relative alle importazioni di carburante.

Attacco Iran a base americana in Arabia Saudita, 12 feriti

Un attacco iraniano contro una base in Arabia Saudita ha ferito almeno 12 soldati americani, due dei quali in modo grave, secondo quanto riportato dai media statunitensi. L’Iran ha continuato gli attacchi di rappresaglia contro le nazioni del Golfo, accusandole di fungere da trampolino di lancio per gli attacchi statunitensi. L’attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha coinvolto almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti anonime. Secondo quanto riportato dal Wsj, i soldati si trovavano all’interno di un edificio della base al momento dell’attacco. Anche diversi aerei per il rifornimento in volo avrebbero subito danni.

Un mese fa il primo attacco contro l'Iran

Esattamente un mese fa, il 28 febbraio, iniziava l’operazione congiunta di USA e Israele contro l’Iran. La fine del conflitto, purtroppo, appare ancora lontana. Anche se le indiscrezioni parlano di un incontro USA-Iran, presumibilmente in Pakistan, “presto”, gli attacchi continuano e Israele sembra pronto ad affrontare nuove escalation pur di raggiungere i propri obiettivi contro l’Iran.

Cosa succede in Iran e nei Paesi del Golfo, le ultime notizie

Un mese fa l’operazione Epic Fury scatenava il caos nell’area del Golfo. Le prospettive di pace, purtroppo, sono ancora poche. Da un lato, le indiscrezioni vogliono “presto” un incontro tra gli intermediari di USA e Iran – presumibilmente con la mediazione del Pakistan -; dall’altro, le minacce di escalation in caso di mancato raggiungimento di un accordo non mancano. Nel frattempo, Israele prepara il terreno per aumentare la portata del conflitto: nel mirino non solo il Libano, ormai fronte più “caldo” della guerra, ma anche infrastrutture strategiche iraniane (compresi impianti energetici importanti sul piano nucleare).

A tenere banco, nel dibattito internazionale, non è solo il disastro umanitario che da un mese a questa parte si sviluppa sotto gli occhi di tutti. C’è anche il rischio crisi energetica a cui pensare. Una crisi che coinvolge il mondo intero – UE in primis – e che costringe molti Paesi a mettere mano alle riserve di petrolio, ad approvare piani d’emergenza per abbassare i rincari dei carburanti e a studiare accordi per ridurre l’impatto sulla popolazione e sui servizi. All’inizio della prossima settimana è previsto un nuovo incontro dei ministri degli Esteri dell’UE sul tema.

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