Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 29 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Vengono segnalati blackout in alcune aree di Teheran dopo i raid aerei che alcuni minuti fa hanno colpito la capitale iraniano. Lo riportano i media iraniani. Tehran Times segnala blackout in alcune aeree orientali e occidentali della capitale, mentre secondo l’agenzia di stampa Tasnim, l’elettricità è stata interrotta in alcune zone della provincia di Alborz, nella città di Karaj e in una parte limitata di Teheran, ma il servizio verrà ripristinato a breve.
L’Iran ha avviato una campagna denominata ‘Janfada’ (Sacrificare la vita) per reclutare volontari pronti a combattere contro le forze americane, nel contesto di una possibile operazione di terra degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica. “In concomitanza con le minacce del nemico americano-sionista contro le isole e i confini dell’Iran, è stata lanciata la campagna nazionale Janfada per dichiarare la disponibilità a difendere il territorio del Paese”, si legge in un messaggio inviato agli utenti di telefonia mobile in Iran, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal.
Almeno dieci persone sono rimaste ferite nel raid denunciato dalla tv del Qatar “Al Araby” che ha colpito il palazzo che ospita la sua redazione nella capitale iraniana Teheran. Lo rende noto la Mezzaluna Rossa iraniana. Immagini diffuse dai giornalisti dell’emittente mostrano i danni dopo che stamani Al Araby riferiva di “un missile” che ha colpito l’edificio con i suoi studi.
I firmatari sottolineano che la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale e avvertono che gli effetti delle azioni dell’Iran “si faranno sentire in tutte le parti del mondo, soprattutto tra i più vulnerabili”.
L’Iran minaccia di colpire la portaerei Uss Abraham Lincoln. Il comandante della Marina iraniana, contrammiraglio Shahram Irani, ha minacciato attacchi con missili se entrerà in quello che ha descritto come “raggio d’azione” dell’Iran. Lo riporta Iran International. La Repubblica islamica, ha aggiunto, sta monitorando i movimenti della portaerei.
L’Iran denuncia un bilancio che parla di 2.076 morti, compresi 216 minori, dall’inizio della guerra. Lo riferisce la tv satellitare Al-Jazeera, citando un aggiornamento del ministero della Salute di Teheran. I feriti, secondo quanto riportato, sono 26.500, compresi 1.767 minori. Danneggiate, dicono le autorità iraniane, 336 strutture sanitarie.
“Dall’inizio delle ostilità”, il Bahrein conferma di aver “intercettato e distrutto 174 missili balistici e 391 droni”. Lo riferisce l’agenzia Bna sulla base di quanto comunicato dal Comando generale delle Forze di difesa del Bahrein sull’attività della difesa aerea contro “ondate di aggressione terroristica iraniana”. Rinnovato l’invito alla popolazione alla “massima cautela” mentre proseguono le operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’ iraniana che colpisce i Paesi del Golfo.
Il Comando generale, si legge, ribadisce che “l’impiego di missili balistici e droni per colpire aree civili e proprietà private costituisce una violazione palese del diritto internazionale umanitario e della Carta delle Nazioni Unite”. E, si legge ancora sulla Bna, “questi attacchi rappresentano una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza nella regione”.
Almeno 20 persone sono rimaste uccise e molte altre ferite in una serie di raid aerei israeliani nel Libano meridionale nella notte tra sabato e domenica. Lo hanno riferito il Ministero della Salute libanese e fonti locali. Il Centro operativo di emergenza del Ministero della Salute ha dichiarato che un raid aereo israeliano sul distretto di Nabatieh ha ucciso sette persone e ne ha ferite altre otto.
Sette persone sono state uccise anche in un raid aereo sul villaggio di Henniyeh, mentre due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite in un altro attacco sul villaggio di Jouaiya. In precedenza, due persone erano morte quando un raid aereo aveva colpito un’abitazione nel villaggio di Ebba.
Un altro attacco, che ha preso di mira un centro vicino all’ospedale di Bint Jbeil, nella città omonima, ha ucciso due paramedici dell’Autorità Sanitaria Islamica. Nel frattempo, Hezbollah ha affermato di aver lanciato razzi e droni contro diverse basi e siti militari israeliani lungo il confine tra Israele e Libano.
Il governo pakistano ha invitato i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto a due giorni di colloqui, a partire da questa domenica, per esplorare le opzioni per risolvere la guerra in Iran. Il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha spiegato che l’incontro si concentrerà principalmente sugli sforzi per “allentare le tensioni nella regione” e vedrà la partecipazione del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif come ospite speciale.
Il Pakistan condivide un confine di circa 900 chilometri con l’Iran e si è offerto di mediare, da quando il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran si è esteso alla regione. Sharif ha affermato che il suo Paese è pronto a ospitare i colloqui. Giovedì scorso, Dar ha confermato che Islamabad sta facendo da tramite tra Stati Uniti e Iran per ridurre le tensioni.
Sharif ha confermato, via social, di aver avuto una conversazione telefonica sabato scorso con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante la quale ha ribadito “la ferma condanna del Pakistan per i continui attacchi israeliani contro l’Iran, compresi i recenti attacchi alle infrastrutture civili”, e ha colto l’occasione per ribadire “la solidarietà del Pakistan con il coraggioso popolo iraniano”. Sharif ha inoltre ringraziato il presidente iraniano per “il riconoscimento dei sinceri sforzi del Pakistan per promuovere la pace e facilitare il dialogo nella regione” e ha informato Pezeshkian sugli sforzi diplomatici che Islamabad sta intraprendendo con gli Stati Uniti, gli Stati del Golfo e i Paesi islamici.
La crisi in Medio Oriente impatta non solo su carburanti ed energia, ma anche sulle tariffe telefoniche, con i principali gestori che in questi giorni stanno comunicando ai clienti italiani rincari dei prezzi che, per alcune offerte, raggiungono i +48 euro all’anno a utenza. È quanto emerge da un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc). Gli aumenti dei prezzi riguardano sia la telefonia fissa che quella mobile, coinvolgono diverse offerte e i principali gestori delle tlc attivi in Italia. Ad esempio, indica Crc, Vodafone ha informato sul proprio sito che a partire dal prossimo 30 aprile per alcuni clienti di rete mobile con offerte ricaricabili il corrispettivo mensile dell’offerta aumenterà di un importo compreso tra +0,95 e +3,99 euro al mese. Decisione analoga di Fastweb che, a partire dal mese di aprile, aumenterà il prezzo di diverse offerte di rete fissa e mobile per un importo incluso tra +1 e +3 euro al mese. Windtre invece informa che dal 16 maggio alcune offerte di rete mobile subiranno un incremento del costo mensile di 2 euro (ma con un aumento di Giga), mentre a partire dal 1° giugno 2026 il costo del servizio di alcune offerte di rete fissa sarà incrementato di 2 euro al mese.
Anche Tim modifica al rialzo le tariffe per una moltitudine di offerte, rileva il Centro di formazione e ricerca sui consumi, e dal 1° aprile il prezzo mensile di alcune offerte mobili per Clienti Ricaricabili aumenterà di 2 euro al mese, mentre per altre offerte sempre di rete mobile un identico incremento scatterà dal 18 maggio. Dal 1° maggio il costo mensile di alcune offerte di linea fissa Tim aumenterà di un importo pari a +2,99 euro al mese. Tra il 26 aprile e il 1° maggio, infine, a salire saranno i prezzi di alcune offerte della gamma TimVision, che aumenteranno di un importo compreso tra i +12 e i +48 euro all’anno.
“Gli operatori giustificano tali rincari con ‘esigenze economiche connesse alle mutate condizioni di mercato’, a dimostrazione di come la crisi in Medio Oriente stia impattando sulla nostra economia, toccando ogni aspetto della vita quotidiana dei cittadini. Aumenti delle tariffe che purtroppo, una volta scattati, difficilmente rientreranno anche in caso di ritorno alla normalità, come abbiamo visto a seguito dell’invasione russa in Ucraina”, commenta il presidente del comitato scientifico di Crc, Furio Truzzi.
La missione navale Aspides, guidata dall’Unione Europea, ha lanciato un allarme riguardo agli attacchi delle milizie Houthi, filo-iraniane, contro le navi mercantili internazionali che navigano nel Mar Rosso e nella parte orientale del Golfo di Aden. Le navi nella zona potrebbero essere prese di mira e si consiglia agli armatori di prestare la “massima attenzione”.
L’avvertimento arriva dopo che gli Houthi hanno ripreso gli attacchi contro obiettivi in Israele, sabato scorso. La milizia yemenita vuole sostenere l’Iran nella guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro il Paese.
Le navi che potrebbero essere collegate a Israele o agli Stati Uniti dovrebbero, per quanto possibile, evitare il Mar Rosso e il Golfo di Aden, avverte Aspides. “Le capacità militari degli Houthi sono attualmente considerate intatte e considerevoli”, ha dichiarato la missione.
Queste due vie navigabili sono di vitale importanza per il commercio internazionale. A causa della guerra, un altro importante corridoio commerciale, lo Stretto di Hormuz, è praticamente chiuso da settimane, con conseguente impennata dei prezzi dell’energia.
I militari israeliani confermano una “rara” incursione dalla Siria al sud del Libano. Lo riferisce il Times of Israel. Riservisti degli Alpini sono passati “arrampicandosi sulla neve, dalla zona di Hermon in Siria a quella del Monte Dov nel sud del Libano, per perlustrare l’area, raccogliere informazioni di intelligence, individuare infrastrutture terroristiche del nemico”, hanno reso noto le Idf. Il giornale ricorda come dopo la fine dell’era Assad in Siria, nel dicembre del 2024, le Idf siano state dispiegate in nove postazioni nel sud della Siria e come due postazioni si trovino sul versante siriano del Monte Hermon.
È stato “danneggiato da un missile” il palazzo che ospita la redazione di Al Araby, tv del Qatar, nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la stessa emittente.
Dal Bahrein Aluminium Bahrain (Alba) conferma che il suo stabilimento è stato preso di mira ieri da un attacco iraniano. Il bilancio parla di due feriti lievi tra i dipendenti. Lo riferisce l’agenzia del Bahrein, la Bna. In una dichiarazione riportata dall’iraniana Irib e rilanciata dalla tv satellitare al-Jazeera i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, rivendicano l’attacco e quello, di cui si è avuta notizia ieri, contro uno stabilmento di Emirates Global Aluminium (Ega) negli Emirati Arabi Uniti, affermando che si tratta di “industrie affiliate e collegate al settore militare e dell’industria aerospaziale Usa nella regione”.
L’Iran minaccia di attaccare università israeliane e americane nella regione. È stata l’agenzia iraniana Fars, legata ai Guardiani della Rivoluzione, a riportare la minaccia. Citando i Pasdaran iraniani, la Fars ha fatto sapere che se gli Stati Uniti vogliono ‘salvare’ i loro atenei nella regione da rappresaglie devono condannare i raid contro università iraniane entro le 12 di lunedì. Dipendenti, professori e studenti degli atenei americani nella regione, così come coloro che vivono vicino alle sedi universitarie, vengono esortati a rimanere ad almeno un chilometro di distanza dai campus.
Per il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baqaei, “l’Università della Tecnologia di Isfahan e l’Università di Scienze e Tecnologia di Teheran sono solo due tra i molti atenei e centri di ricerca attaccati deliberatamente dagli aggressori durante i 30 giorni di guerra illegale contro l’Iran”. Era il 28 febbraio scorso quando Usa e Israele annunciavano l’avvio di operazioni contro la Repubblica islamica. “Contrastare il ‘programma nuceare’ e la ‘minaccia imminente’ dell’Iran non erano altro che pretesti subdoli, mere invenzioni per nascondere le loro intenzioni reali”, ha sostenuto in un post pubblicato nelle scorse ore su X in cui ha affermato che il “vero obiettivo” è “danneggiare le basi scientifiche e il patrimonio culturale del nostro Paese”.
Un soldato israeliano, un sergente di 22 anni, è rimasto ucciso in un attacco con razzi di Hezbollah contro le forze israeliane (Idf) nel sud del Libano. Lo hanno confermato i militari israeliani, come riporta il Times of Israel, precisando che l’attacco risale alla notte tra venerdì e sabato. Altri tre soldati sono rimasti feriti.
Raid di Usa e Israele hanno colpito una città portuale iraniana vicino allo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia iraniana Irna. Stati Uniti e Israele “hanno effettuato un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro”, ha riferito l’agenzia.
Forti esplosioni sono state udite nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce un giornalista dell’agenzia Afp sul posto. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città.
Teheran, Iran – I politici iraniani stanno spingendo per l’uscita del Paese dal Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), mentre gli Stati Uniti e Israele intensificano i loro attacchi contro siti nucleari civili, acciaierie e università.
“Sarebbe inutile per l’Iran rimanere firmatario del trattato internazionale, poiché non ci ha portato alcun beneficio”, ha dichiarato Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento, in un post pubblicato venerdì sera su X.
Da Al Jazeera
Cosa succede in Iran e nei Paesi del Golfo, le ultime notizie
Continua la crisi mediorientale e nel mirino restano le strutture strategiche dell’Iran, mentre in risposta proseguono gli attacchi alle basi americane dell’area. L’ultima colpita è stata quella Sultan in Arabia Saudita. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha dichiarato di essere stata informata dall’Iran di un nuovo attacco nell’area della centrale nucleare di Bushehr, il terzo incidente di questo tipo in 10 giorni. Teheran ha comunicato all’agenzia che non ci sono stati danni al reattore in funzione e nessuna fuoriuscita di radiazioni, e che l’impianto funziona normalmente. Da Israele, invece, la notizia del primo missile dallo Yemen dall’inizio della guerra.
Intanto, in primo piano resta la questione dello Stretto di Hormuz. Spiragli di apertura arrivano dopo che venerdì 27 marzo, l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra ha dichiarato che Teheran ha accettato di “facilitare e accelerare” gli aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz. Il piano di aiuti rappresenterebbe la prima svolta in questa cruciale via navigabile però dall’Asia. Da parte sua la Thailandia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l’Iran per consentire alle sue petroliere di attraversare lo strategico Stretto di Hormuz, rimasto praticamente paralizzato dall’inizio della guerra in Medio Oriente. “È stato raggiunto un accordo per consentire alle petroliere thailandesi di transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, contribuendo ad alleviare le preoccupazioni relative alla fornitura di carburante alla Thailandia”, ha dichiarato il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul in una conferenza stampa.
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