Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 3 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 3 luglio 2026
Punti chiave
- Centinaia di persone già in fila a Teheran per ultimo saluto a Khamenei
- Israele smentisce il Nyt: "Fake news piano per uccidere Araghchi e Ghalibaf"
- Paese blindato per i funerali di Khamenei, schierati 65mila agenti
- Medvedev rende omaggio a salma Khamenei
- Delegazioni straniere rendono omaggio a Khamenei, europei non invitati
- Governo talebano e Ahmad Massoud rendono omaggio a Khamenei
- Colloquio Trump-Netanyahu, presto incontro negli Stati Uniti
- Pasdaran: "Chi sbaglia a valutarci avrà una risposta schiacciante"
- Unicef: "100 mila bambini in Libano rischiano di perdere anno scolastico"
- Idf: "Ucciso comandante Hamas che prese parte al massacro del 7 ottobre"
Centinaia di persone sono già in attesa davanti alla Grande Mosalla di Teheran, dove da domani sarà esposta la salma della Guida Suprema Ali Khamenei. Lo hanno constatato giornalisti dell’Agence France-Presse sul posto, secondo cui i primi fedeli si sono messi in coda circa dieci ore prima dell’apertura al pubblico del complesso.
La salma di Khamenei resterà esposta alla Grande Mosalla, aperta ai visitatori dalle 6 di domani mattina ora locale (le 4.30 in Italia), giorno e notte fino a lunedì, quando è previsto il corteo funebre nella capitale. L’area è presidiata da un imponente dispositivo di sicurezza: i giornalisti dell’Afp riferiscono della presenza di numerose forze di sicurezza e della chiusura di tutte le strade che conducono al complesso religioso.
L’ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha bollato come una “fake news” l’articolo del New York Times secondo cui gli Stati Uniti temevano che Israele potesse pianificare l’uccisione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e del presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf durante i negoziati.
“Come al solito, l’ultimo articolo del New York Times su Israele e i negoziatori iraniani è una fake news. Una completa fabbricazione della realtà”, si legge nella nota diffusa dall’ufficio di Netanyahu.
Secondo il quotidiano americano, che cita fonti statunitensi, Washington temeva che un eventuale attacco contro i due principali negoziatori iraniani potesse far naufragare i colloqui e provocare una pericolosa escalation militare nella regione.
L’Iran si blinda in occasione delle cerimonie funebri per la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, con un imponente dispiegamento di sicurezza tra Teheran, Qom e Mashad, le città coinvolte nei riti di commiato.
Come riferisce l’agenzia di stampa Fars, il capo della polizia iraniana, brigadier generale Ahmadreza Radan, ha annunciato lo schieramento di 65mila agenti nelle province interessate per garantire ordine pubblico e sicurezza durante le celebrazioni. A questi si aggiungono circa 200mila unità impegnate nel controllo delle principali arterie stradali e delle aree di confine, fino ai punti di accesso alle città sede degli eventi.
Previsto anche l’impiego di 16mila pattuglie speciali e l’allestimento di 15mila posti di blocco, nell’ambito del piano di sicurezza straordinario, in considerazione dell’arrivo di delegazioni straniere e di milioni di partecipanti.
Il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha reso omaggio a Teheran alla salma dell’ex Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Come mostrano le immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, dopo essersi fermato in raccoglimento per alcuni minuti davanti al feretro, Medvedev ha salutato tra gli altri il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ed il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Le autorità iraniane parlano della partecipazione di delegazioni provenienti da quasi 100 Paesi. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, sono attesi otto capi di Stato e di governo e dodici presidenti di Parlamento, oltre a delegazioni ufficiali, rappresentanti religiosi e organizzazioni politiche.
Tra i leader già arrivati a Teheran e che hanno reso omaggio alla salma di Khamenei figurano tra gli altri, secondo quanto riferito dall’agenzia Irna, il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e il feldmaresciallo Asim Munir, il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan, il presidente dell’Iraq Nizar Amedi, il presidente del Tagikistan Emomali Rahmon, il presidente della Georgia Mikheil Kavelashvili, il presidente della regione del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani e il vice presidente della Turchia Cevdet Yilmaz. Per la Cina è presente il vice presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo He Wei, mentre per l’Azerbaigian è arrivata la presidente del Parlamento Sahibeh Ghafarova.
A Teheran hanno dato l’ultimo saluto ad Ali Khamenei anche il ministro degli Esteri del governo talebano dell’Afghanistan, Amir Khan Muttaqi, e Ahmad Massoud, figlio di Ahmad Shah Massoud, il ‘leone del Panjshir’, oppositore dei Talebani. Lo riferiscono media locali. Immagini di Ahmad Massoud a Teheran per l’omaggio a Khamenei sono state trasmesse anche da tv indiane.
Ieri Muttaqi – arrivato in Iran con il vicepremier, mullah Abdul Ghani Baradar – ha visto il capo della diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi, come ha riferito l’agenzia iraniana Irna. Baradar, secondo l’afghana Tolo Tv, ha incontrato stamani a Teheran il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.
Nella giornata di oggi, 3 luglio, Benjamin Netanyahu – primo ministro di Isreaele – si è incontrato con Donald Trump, presidente degli USA. La notizia arriva dai media israeliani.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha avvertito che “qualsiasi errore di valutazione da parte degli avversari dell’Iran incontrerà una risposta decisiva e più schiacciante che mai”, invitando al contempo la popolazione a partecipare ai funerali dell’ayatollah Khamenei. Lo scrive l’agenzia iraniana Irna. In una dichiarazione rilasciata prima delle cerimonie, l’Irgc ha descritto gli eventi come “più di un semplice addio, definendoli un rinnovamento dell’impegno verso gli ideali della Rivoluzione Islamica e la continuazione del cammino della Guida Suprema” il cui “martirio, insieme a quello di altri comandanti militari iraniani, rafforzerà la determinazione nazionale”. L’Irgc ha sottolineato che le Forze Armate iraniane rimangono in stato di massima allerta militare e operativa sotto la nuova leadership del Paese.
Almeno 100.000 bambini in Libano potrebbero ritrovarsi senza scuola all’inizio del prossimo anno scolastico, a meno che non vengano intraprese misure urgenti prima di settembre per riparare e ripristinare le scuole danneggiate dal recente conflitto. Lo scrive l’Unicef in un comunicato, citando uno studio del governo locale. L’analisi ha rilevato che 340 scuole pubbliche, private e per l’istruzione e la formazione tecnica e professionale hanno subito danni, tra cui 17 scuole che sono state completamente distrutte.
L’Idf e lo Shin Bet rendono noto di aver ucciso “il terrorista Muhammad Na’im Jandiya”, responsabile della sicurezza militare del battaglione Shuja’iyya di Hamas, coinvolto nel rapimento del capitano Daniel Perez e nella prigionia in un tunnel sotterraneo a Gaza di tre ostaggi. Jandiya era anche uno dei miliziani mascherati più noti che hanno preso parte alle cerimonie organizzate da Hamas per il rilascio degli ostaggi. Durante il massacro del 7 ottobre Jandiya comandava una cellula d’élite Nukhba che si infiltrò nel kibbutz Nahal Oz e partecipò al rapimento del capitano Daniel Perez, successivamente morto.
L’Iran rimane pronto a rispondere “con misure proporzionate” se gli Stati Uniti “non rispetteranno gli accordi”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media statali. “Chiederemo con fermezza la piena attuazione degli accordi raggiunti – ha dichiarato Ghalibaf durante un incontro con il presidente della Camera dei rappresentanti bielorussa, Igor Sergeyenko – Se gli Stati Uniti e il regime sionista non onoreranno i propri impegni, la Repubblica Islamica dell’Iran riprenderà le sue misure proporzionate”.
I funerali pubblici di Ali Khamenei cominceranno domani, in concomitanza con il 250° anniversario della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, presso la Grande Moschea di Teheran ma l’imponenza della cerimonia è visibile già dalla cerimonia di oggi per i leader stranieri che stanno rendendo omaggio all’ex Guida Suprema. Il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, principale organizzatore dei funerali, ha descritto la cerimonia, che si concluderà il 9 con la sepoltura di Khamenei a Mashhad, come “l’evento più importante di questo secolo” e l’evento con la maggiore partecipazione dalla rivoluzione del 1979. La prima cerimonia in cui verrà esposta la bara di Khamenei inizierà domani alle 6 del mattino, ora locale, scrivono i media internazionali, quando il corpo di Khamenei verrà collocato su un palco rialzato allestito all’interno della Moschea Imam Khomeini di Teheran, un imponente complesso di moschee. I vigili del fuoco hanno installato oltre 6.000 irrigatori aerei nella piazza per rinfrescare la folla sotto il sole cocente di luglio. Le uniche precedenti esperienze dell’Iran con funerali di questa portata risalgono a quelli del fondatore della Repubblica islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini, nel 1989, e del comandante della Forza Quds, Qassem Soleimani, nel 2020. Entrambe le processioni degenerarono nel caos e si conclusero con calche mortali. La salma di Khomeini, esposta nello stesso luogo in cui il suo successore Khamenei sarà esposto alla pubblica venerazione per due giorni, ha dovuto essere rimossa in elicottero dopo che i fedeli in preda all’agitazione avevano strappato i sudari.
“Quasi 100 paesi, tra delegazioni ufficiali, personalità e ‘gruppi popolari’, parteciperanno ai funerali di Khamenei”. Così, riportato da Iran International, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. “Sono presenti delegazioni ufficiali provenienti dall’Europa orientale, ma i paesi europei che si sono schierati a sostegno della guerra contro la Repubblica islamica non sono stati invitati”. Il complesso della Grande Moschea rimarrà aperto giorno e notte fino a lunedì, afferma Afp. Una processione con la salma di Ali Khamenei sfilerà per le strade di Teheran prima di raggiungere la città santa di Qom martedì. Tra le personalità attese, scrive ancora France Presse, l’ex presidente russo Dmitry Medvedev e il primo ministro pakistano Shebaz Sharif. La Cina sarà rappresentata da un alto funzionario parlamentare, He Wei. I media iraniani stanno dando conto delle delegazioni che in queste ore stanno rendendo omaggio a Khamenei. Si tratterebbe di “studiosi religiosi e intellettuali indonesiani e afghani”, ma anche “il presidente della Regione del Kurdistan iracheno”, i “membri delle Forze di Mobilitazione Popolare”, i rappresentanti del “Fronte di Resistenza”. Altre immagini mostrano “il primo Ministro armeno arrivare in Iran”. Secondo l’agenzia iraniana Isna “intellettuali provenienti da Malesia, Libano, Afghanistan, Norvegia, Pakistan, Russia, Tunisia, Senegal, India, alcuni paesi dell’America Latina, Argentina e Messico rendono omaggio al leader martire della rivoluzione”.
A Teheran, le bare contenenti i corpi della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e di diversi membri della sua famiglia sono state esposte in vista dei funerali. I media iraniani e internazionali mostrano numerose persone che nella Grande Moschea ‘Imam Khomeini’ piangono il leader ucciso nelle fasi iniziali della guerra contro Stati Uniti e Israele, a fine febbraio. Le autorità, scrive Afp, prevedono la partecipazione di 15-20 milioni di persone solo a Teheran per la tre giorni di tributo nazionale, che inizierà domani. Oggi, mostrano i media iraniani, diverse delegazioni straniere stanno rendendo omaggio alle salme. Le immagini mostrano cinque bare, tutte dipinte con la bandiera iraniana: oltre alla salma di Khamenei, nella Grande Moschea di Teheran sono esposte anche le bare del genero dell’ayatollah, Mesbah-ol-Hoda Bagheri, della figlia maggiore Seyyedeh Boshra Hosseini Khamenei e della nuora Zahra Haddad Adel. La quinta bara è di piccole dimensioni, e contiene i resti della nipote di 14 mesi di Khamenei, Zahra Mohammadi Golpaygani. Accanto alla bara si vede una foto della bimba. Le pareti della Moschea, annota la Afp, sono ricoperte da grandi ritratti dell’ayatollah Khamenei, che ha ricoperto la carica di Guida Suprema per tre decenni, bandiere nere in segno di lutto e bandiere rosse, simboli di martirio e vendetta. Secondo quanto riportato dall’Irib, la tv pubblica iraniana, tra i primi a recarsi alla Grande Moschea per rendere omaggio alla defunta figuravano personalità religiose provenienti dall’Afghanistan e dall’Indonesia. Nelle immagini diffuse dai media internazionali si vedono scene di pianto, con folle di gente comune ma anche personalità religiose raccolte in preghiera.
E’ “ridicolo” che gli Stati Uniti continuino ad avere un rapporto “unilaterale” con la Nato. Lo ha scritto sulla sua piattaforma social Truth il presidente Usa Donald Trump, a meno di una settimana dal vertice Nato di Ankara. Riferendosi agli alleati ha detto: “Non ci sono stati vicini!!!”. Poi ha aggiunto che il rapporto con la Nato “non è reciproco”.
Le autorità prevedono la partecipazione di un numero compreso tra i 15 e i 20 milioni di persone nella sola Teheran per questo tributo nazionale di tre giorni. L’evento che prenderà il via sabato, è concepito come una dimostrazione di forza all’indomani di un conflitto durato quasi 40 giorni, costato la vita a numerosi alti dirigenti e a migliaia di civili. Il feretro di Ali Khamenei, avvolto nella bandiera iraniana, è arrivato al Grand Mosalla – un vasto complesso religioso della capitale. Le pareti della struttura sono adornate con grandi ritratti dell’Ayatollah Khamenei, rimasto in carica come Guida Suprema per tre decenni, oltre che con bandiere nere, segno di lutto, e bandiere rosse, simbolo di martirio e vendetta.
La salma del leader supremo iraniano Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi statunitensi e israeliani, è giunta al complesso religioso della Grande Moschea di Mosalla a Teheran in vista dei funerali. E’ quanto riporta l’agenzia Irna su Telegram,
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Iran e Stati Uniti hanno concluso a Doha un ciclo di colloqui indiretti. A riferirlo sono i mediatori all’emittente Al-Arabiya. Proseguono, quindi, gli sforzi per allentare le tensioni dopo i recenti scambi di fuoco e far progredire i negoziati. L’accordo raggiunto a giugno tra Washington e Teheran, mediato da Qatar e Pakistan, prevedeva un cessate il fuoco di 60 giorni per sospendere la guerra scoppiata con gli attacchi israeliani-americani alla fine di febbraio, nonché la riapertura dello Stretto di Hormuz. “I mediatori del Qatar e del Pakistan hanno concluso mercoledì a Doha incontri separati con i negoziatori statunitensi e iraniani, registrando progressi positivi”, hanno detto i mediatori di Iran e Stati Uniti.
Nei 14 punti sono state stabilite le tempistiche per i colloqui volti a porre fine definitivamente alla guerra e a risolvere questioni come gli accordi per Hormuz, i finanziamenti per la ricostruzione dell’Iran e il futuro del programma nucleare della Repubblica islamica.
I prossimi colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran si terranno dopo i funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, che inizieranno sabato.
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