Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 30 giugno 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 30 giugno 2026
Punti chiave
- Iran: innalzato livello minaccia Stretto Hormuz
- Iran e Oman lavorano piano per riscossione di un pedaggio
- Iran: 20enne americano arrestato in Israele per spionaggio a favore di Teheran
- Teheran, "Parole Rutte confermano complicità Nato in guerra Usa"
- Colloqui indiretti tra USA e Iran mercoledì
- Teheran: "Iran risponderà a qualsiasi violazione memorandum"
- Al-Arabiya: "Domani colloqui indiretti con Usa su Hormuz"
- Teheran: "Nello Stretto di Hormuz non serve intervento di altri Paesi"
- Ministero Esteri Qatar: "Witkoff e Kushner a Doha, no incontri con Teheran"
- Teheran: "Risponderemo ad ogni violazione della tregua"
Elevato il livello di minaccia che riguarda le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, considerato ”sostanziale”. Lo si legge in un rapporto sulla sicurezza del Centro congiunto di informazione marittima (Jmic), nonostante il traffico marittimo sia rimasto stabile nelle ultime 48 ore. “Il livello di minaccia alla sicurezza marittima per lo Stretto di Hormuz è stato elevato a sostanziale, con un ulteriore rischio di mine persistente e operazioni di sminamento in corso”, si legge nel rapporto.
Il Jmic ha inoltre affermato che le interferenze alla navigazione, le comunicazioni radio del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, l’attività dei droni e le attività di sorveglianza sono continuate nella zona.
Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New York Times, che sottolinea come “la decisione di attaccare l’Iran il 28 febbraio abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in Medio Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del mondo”.
Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo, facendo impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari iraniani ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio attraverso lo Stretto.
Un cittadino statunitense di 20 anni è stato arrestato in Israele tre settimane fa, il 9 giugno, con l’accusa di spionaggio a favore dell’Iran. Lo riferiscono la polizia israeliana e il servizio di sicurezza Shin Bet, spiegando che il cittadino americano avrebbe raccolto informazioni su siti sensibili in Israele dietro compenso ed era in contatto con funzionari dell’intelligence iraniana.
Il sospettato avrebbe fotografato e documentato siti sensibili in Israele in cambio di compensi che variavano da decine a centinaia di dollari per incarico. Il sospetto è in custodia cautelare in attesa del processo.
‘Per noi era chiaro che la Nato e alcuni Stati membri di questa organizzazione hanno partecipato attivamente alla pianificazione, all’attuazione e al sostegno delle azioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista” contro l’Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, commentando in conferenza stampa le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte riguardo agli aerei americani decollati dalle basi di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia. Una ”chiara ammissione”, quella di Rutte, della ”complicità ai crimini di guerra e all’aggressione contro l’Iran” da parte dei membri della Nato, ha aggiunto Baghaei, denunciando ”l’azione degli Stati Uniti e del regime sionista” come ”un atto illegale e aggressivo e una guerra illegale, secondo tutti gli standard e le norme del diritto internazionale”.
Il funzionario iraniano ha poi detto che ”sia il Segretario Generale della Nato, sia tutti gli Stati membri della Nato che hanno partecipato” alla guerra contro l’Iran ”saranno responsabili di aver commesso un illecito internazionale”. Inoltre, ha aggiunto, ”i crimini commessi a Minab, a Lamerd e in altre zone dell’Iran, in quanto crimini di guerra, possono essere attribuiti, data la confessione del Segretario Generale della Nato, sia agli Stati membri della Nato sia a tutti i comandanti e responsabili delle decisioni e degli ordini.”
Citato dall’Irna, Baghaei ha sottolineato che ”alcuni paesi europei stanno cercando di giustificarsi e di assolversi dalla partecipazione a questi crimini dichiarando che il loro sostegno o la loro partecipazione si sono limitati a servizi logistici e tecnici. Questo non alleggerisce in alcun modo il peso del crimine commesso”.
Colloqui indiretti tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti si terranno domani in Qatar alla presenza dei mediatori. A sostenerlo Al Arabiya, citando fonti secondo le quali negoziati si concentreranno sullo Stretto di Hormuz e sulla stabilità generale della regione.
Secondo le stesse fonti, l’Iran dovrebbe ricevere entro la fine della settimana circa 3 miliardi di dollari di fondi congelati nell’ambito del memorandum d’intesa per concludere la guerra. È inoltre previsto che oggi entrambe le delegazioni incontrino il primo ministro del Qatar e mediatori pakistani a Doha.
L’Iran risponderà a qualsiasi violazione del memorandum d’intesa da parte degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, mentre in Qatar domani sarebbero previsti colloqui indiretti tra le delegazioni dei due Paesi. “Non lasceremo impunita alcuna azione. Come hanno dimostrato le potenti forze armate iraniane, qualsiasi atto di aggressione contro gli obiettivi della Repubblica islamica dell’Iran riceverà una risposta immediata e decisa”, ha dichiarato Baghaei ai giornalisti durante una conferenza stampa.
“Tali azioni costituirebbero una violazione dell’articolo 1 del memorandum d’intesa. Naturalmente, se tali violazioni dovessero ripetersi e persistere, la prosecuzione di questo processo incontrerà delle difficoltà”, ha aggiunto.
Colloqui indiretti tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti si terranno domani in Qatar alla presenza dei mediatori. Lo sostiene Al Arabiya, citando fonti secondo le quali negoziati si concentreranno sullo Stretto di Hormuz e sulla stabilità generale della regione.
Secondo le stesse fonti, l’Iran dovrebbe ricevere entro la fine della settimana circa 3 miliardi di dollari di fondi congelati nell’ambito del memorandum d’intesa per concludere la guerra. È inoltre previsto che oggi entrambe le delegazioni incontrino il primo ministro del Qatar e mediatori pakistani a Doha.
Nello Stretto di Hormuz “non c’è bisogno di alcun intervento da parte di altri” Paesi. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, respingendo le parole del presidente francese, Emmanuel Macron, sullo Stretto e accusando Parigi di intervenire in modo eccessivo nelle dinamiche regionali. “Commentare ogni cosa non è segno di responsabilità né conferisce credibilità alla Francia”, ha affermato il portavoce, sottolineando che tutti i Paesi dovrebbero “riconoscere correttamente i confini e lasciare che le cose seguano un corso logico”.
Richiamando il memorandum d’intesa per la fine della guerra, Baghaei ha evidenziato che “un intervento che non sia dettato da buone e positive intenzioni porterà a un peggioramento della situazione”.
L’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il genero di Donald Trump, Jared Kushner, sono arrivati a Doha. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, precisando che i due inviati statunitensi non avranno incontri diretti con la delegazione iraniana, a sua volta attesa nella capitale del Golfo. Secondo il portavoce, Witkoff e Kushner incontreranno le delegazioni dei Paesi mediatori.
“Siamo pronti a intervenire e senza esitazione adotteremo le misure necessarie e proporzionate in risposta a qualsiasi violazione dei termini del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa ad interim iraniano Majid Ebn-Reza, in una conversazione telefonica con il vice primo ministro e ministro di Stato per gli affari della Difesa del Qatar, Saoud bin Abdulrahman Al Thani. “Le relazioni tra Teheran e Washington affondano le radici in decenni di sfiducia e ripetuti comportamenti ostili”, ha aggiunto, citato da Tasnim. Denunciando le “interferenze extraregionali nella regione”, ha affermato che queste non fanno altro che aumentare l’incomprensione, la sfiducia e l’instabilità.
Quaranta navi hanno attraversato lunedì lo Stretto di Hormuz, un numero ancora significativamente inferiore alla media giornaliera registrata prima dell’inizio della guerra in Medio Oriente a febbraio. Lo comunica la Kpler, azienda di riferimento a livello mondiale nel tracciamento dei flussi petroliferi, che ha condiviso i suoi dati con la Cnn.
Secondo quanto riferito, 16 delle 40 imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto seguendo la rotta iraniana. Altre 12, invece, hanno interrotto la trasmissione dei segnali di localizzazione oppure hanno percorso una rotta definita “sconosciuta”, ha aggiunto la società.
Il Libano riferisce che Israele ha colpito più volte durante la notte in territorio libanese. Secondo quanto riportato, a partire dalla mezzanotte Israele ha effettuato un raid aereo nel villaggio di Deir Siryan, nel distretto di Nabatieh, e nel villaggio di Hadatha è stata sganciata una “bomba sonora” contro un’abitazione.
Due membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nella zona di Kermanshah, nell’Iran occidentale. Lo rende noto la televisione di stato iraniana, aggiungendo che altre due persone sarebbero rimaste ferite in quello che il regime ha definito un “attacco terroristico”.
Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato in un post sui social che le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz saranno condotte esclusivamente dall’Iran e che nessun altro Paese può intervenire in questa missione. Le dichiarazioni di Gharibabadi arrivano dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di aver parlato con il governo omanita per coordinare un’azione congiunta di sminamento nello stretto. “Consigliamo vivamente alla Francia di non complicare ulteriormente la situazione con le sue provocazioni”, ha dichiarato il vice ministro.
Prezzo del petrolio in discesa. Il prezzo del Brant, riferimento in Europa, è cseso dello 0,95% a 72,20 dollari al barile. Il Wti, riferimento in Usa, è sceso dello 0,88% a 69,87 dollari al barile.
L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff è attualmente in viaggio verso Doha. Lo rendono noto alla CNN due funzionari statunitensi. Un altro alto funzionario statunitense, nel frattempo, aveva dichiarato alla CNN nel fine settimana che i colloqui tecnici relativi al memorandum d’intesa stavano procedendo “come previsto”, nonostante un recente scambio di colpi tra Washington e Teheran. L’Iran, tuttavia, ha dichiarato che nei prossimi giorni non sono previsti incontri negoziali con gli Stati Uniti a nessun livello, poiché Teheran rimane concentrata sull’attuazione del memorandum d’intesa piuttosto che sul passaggio a colloqui per un accordo definitivo.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran rispetterà i propri impegni se gli Stati Uniti faranno altrettanto, avvertendo al contempo che Teheran risponderà con fermezza alle minacce.In un post su X, Pezeshkian ha dichiarato: “La comprensione reciproca è una strada a doppio senso. Se la parte americana rispetterà l’accordo, anche noi rispetteremo i nostri impegni”.Senza nominare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha aggiunto una frecciatina che sembrava essere rivolta alla Casa Bianca. “Il nostro approccio nei confronti di lamentele irragionevoli e minacce infondate si basa sulla razionalità e sulla dignità umana nel processo decisionale, nonché su una difesa decisa e senza esitazioni quando si tratta di agire”, ha affermato Pezeshkian.
Due membri delle Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisi e altri due feriti in un attacco terroristico armato nella città di confine di Paveh, nell’Iran occidentale. Lo scrive Al-Jazeera, citando l’agenzia iraniana Tasnim.
L’obiettivo dell’amministrazione è quello di negoziare un accordo definitivo che proibisca all’Iran di avere l’uranio altamente arricchito. Lo hanno assicurato al Congresso il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato Steve Witkoff, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti all’incontro, il primo sull’accordo siglato fra Iran e Stati Uniti. Rubio e Witkoff sono stati incalzati in modo bipartisan. Con i deputati presenti i toni sono stati particolarmente accesi: alcuni democratici hanno sollevato timori sui conflitti di interesse di Witkoff, che ha varie attività in Medio Oriente, costringendo Rubio a difenderlo a spada tratta. La conference call si è chiusa improvvisamente dopo l’acceso botta e risposta fra la democratica Debbie Wasserman e Rubio sulle sanzioni petrolifere. Il leader dei democratici in Senato Chuck Schumer ha riferito che con l’allentamento delle sanzioni l’Iran riceverà miliardi di dollari in ricavi petroliferi mantenendo allo stesso tempo la sua leva sullo Stretto di Hormuz.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Nessun incontro tra Iran e Usa in Qatar. O forse sì: è un giallo quello che circonda il vertice annunciato da Donald Trump per la giornata di oggi a Doha, summit che secondo il tycoon sarebbe stato chiesto da Teheran. Che, però, smentisce la possibilità di un summit tra delegazioni e inviati dei due Paesi anche nei prossimi giorni.
Eppure, nonostante le dichiarazioni del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, il tycoon insiste e rilancia parlando di un incontro che “può essere importante. O forse no”.
L’annuncio di Trump, la smentita di Teheran
“L’Iran ha richiesto un incontro. Si terrà domani a Doha”, l’annuncio di ieri su Truth Social del presidente degli Stati Uniti smentito con forza da Teheran, che ha inoltre escluso qualsiasi collegamento tra la visita di una delegazione tecnica iraniana a Doha e la contemporanea missione nell’emirato dell’inviato Steve Witkoff e di Jared Kushner.
A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo cui la missione iraniana è esclusivamente legata al monitoraggio dell’attuazione del memorandum d’intesa. “Nei prossimi giorni non sono previsti incontri negoziali a nessun livello con la parte americana, e il fatto che i rappresentanti statunitensi si rechino in Qatar non ha nulla a che vedere con la visita della delegazione iraniana, che ha lo scopo di verificare l’attuazione delle disposizioni del memorandum d’intesa, compreso l’articolo 11”, ha affermato Baghaei.
“Una delegazione di esperti della Repubblica Islamica dell’Iran si recherà a Doha entro la fine di questa settimana” per discutere l’attuazione delle clausole del memorandum, ha dichiarato quindi spiegato il portavoce, chiarendo che “non siamo ancora entrati nella fase di negoziazione di un accordo definitivo“, e precisando ancora una volta che “nei prossimi giorni non si terranno incontri negoziali con la controparte statunitense a nessun livello“.
Esperti iraniani e omaniti avvieranno quindi nei prossimi giorni colloqui per ridefinire le rotte di transito nello Stretto di Hormuz, ha annunciato il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, alla televisione di Stato.
Secondo il ministro, Teheran ha già informato il sultanato dell’Oman che sarà l’Iran a stabilire le rotte di navigazione nello Stretto e che non accetterà percorsi alternativi. Il vice ministro degli Esteri ha aggiunto che le autorità iraniane cercheranno di impedire il passaggio delle navi al di fuori delle rotte che saranno definite.
“L’Iran andrà avanti con i nuovi accordi sul transito nello Stretto di Hormuz anche se il sultanato dell’Oman non dovesse accettarli”, ha affermato Gharibabadi.
Trump rilancia sul vertice di Doha
Le smentite di Teheran non hanno però minimamente scalfito le certezze del presidente americano. Steve Witkoff e Jared Kushner, ha infatti rilanciato il tycoon nel corso della giornata, “stanno andando in Qatar. Credo che siano già partiti, oppure che si stiano preparando a partire. Quindi vedremo come andrà. Ma su quel fronte stiamo andando molto bene. L’incontro a Doha potrebbe essere importante, o forse no. Lo scopriremo“.
“Dal punto di vista militare stiamo vincendo. Direi che dal punto di vista militare la vittoria è quasi assicurata“, ha aggiunto Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Poco dopo l’annuncio di Trump, ecco quindi arrivare la conferma anche dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. “L’inviato speciale Witkoff e Jared Kushner voleranno a Doha questa settimana per incontri di alto livello, mentre continuiamo a discutere del memorandum d’intesa”, ha affermato Leavitt a Fox News. “A margine di questi colloqui di alto livello, ci saranno anche colloqui tecnici”, ha aggiunto.
Anche una fonte diplomatica informata ha poi confermato alla Cnn che i team tecnici di Stati Uniti e Iran incaricati di lavorare all’attuazione dell’intesa si incontreranno a Doha “nei prossimi giorni”. “Sono stati attivati canali di comunicazione per contenere eventuali tensioni e i colloqui tecnici sono destinati a proseguire“, ha aggiunto.
Intanto gli inviati americani incontreranno oggi il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim bin Jaber Al Thani, ed altri funzionari per discutere dei colloqui con l’Iran, ha indicato su X il giornalista di Axios, Barak Ravid, precisando che domani i team tecnici di Iran e Stati Uniti si incontreranno separatamente con i mediatori di Qatar e Pakistan.
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