Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 31 maggio 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 31 maggio 2026
Punti chiave
- Araghchi: "Colloqui con Usa continuano, non dare importanza a speculazioni"
- Macron: "Francia pronta a fare sua parte su Hormuz e nucleare"
- Macron parla con leader regione: "Essenziale si arrivi ad accordo rapidamente, momento è ora"
- Libano, fonti: Domani riunione emergenza Consiglio sicurezza Onu
- Cnn, riapre siti missilistici sotterranei, i limiti della strategia Usa
- Cbs, Usa in attesa risposta dopo modifiche 'significative' volute da Trump
- Libano, media: Rubio annuncerà nuovo accordo con Israele martedì
- Libano, raid Idf vicino ospedale Tiro: 13 feriti tra il personale sanitario
- Libano, Netanyahu: "Conquista fortezza Beaufort segna svolta drammatica"
- Trump torna ad attaccare il Papa
“I colloqui e lo scambio di messaggi” con gli Stati Uniti “sono in corso, e finché non produrranno un risultato concreto, non è possibile giudicarli”. Lo ha detto alla tv di Stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo: “Tutto ciò che viene detto in questa fase è speculazione e non si dovrebbe dare troppa importanza”.
Una volta che Stati Uniti e Iran avranno raggiunto un accordo, “la Francia è pronta a fare la sua parte, contribuendo alla ripresa del traffico marittimo con la missione multinazionale indipendente istituita con il Regno Unito, sostenendo le discussioni sul nucleare con la sua esperienza e le sue capacità, e contribuendo alla necessaria creazione di un quadro di sicurezza regionale, con i partner di cui ha contribuito a garantire la protezione negli ultimi mesi”. Lo ha ribadito su X il presidente francese Emmanuel Macron, dopo i contatti delle ultime ore con i leader di Oman, Emirati, Arabia Saudita ed Egitto.
“È essenziale che un accordo tra Stati Uniti e Iran si concretizzi rapidamente. Questa opportunità va colta ora”. E’ il “messaggio” che il presidente francese Emmanuel Macron ha consegnato al principe ereditario saudita Mohammed Ben Salman, al sultano d’Oman Haïtham Bin Tariq, al presidente emiratino Mohammed Ben Zayed e al presidente egiziano Abdefattah Al Sissi, che ha sentito nelle ultime ore, come da lui stesso riferito su X.
Secondo Macron, “la priorità deve andare alla conclusione di un cessate il fuoco e alla riapertura immediata dello stretto di Hormuz, senza alcuna condizione e in conformità con il diritto internazionale. Le discussioni dovranno poi proseguire per giungere a un accordo completo e solido sugli altri temi, in particolare sul programma nucleare e balistico, e sulla stabilità regionale”
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione d’emergenza domani per discutere l’intensificarsi dell’offensiva israeliana in Libano, in seguito alla conquista del castello medievale di Beaufort. Lo riferito fonti diplomatiche all’Afp. L’incontro è stato richiesto dalla Francia e si terrà immediatamente dopo una riunione d’emergenza sull’incidente che ha coinvolto il drone russo che si è schiantato nella notte fra giovedì e venerdì scorso contro un condominio rumeno, prevista per le 15 ora locale, secondo quanto riferito dalle fonti.
L’Iran potrebbe essere pronto a lanciare un numero molto maggiore di missili a lungo raggio contro Israele e altri Paesi del Medio Oriente, dopo aver rapidamente disseppellito i suoi arsenali sotterranei. Lo rivela la Cnn, che cita alcuni esperti, per i quali emergerebbero così i limiti della strategia di bombardamento degli Stati Uniti. Per settimane, gli attacchi americani e israeliani hanno limitato l’accesso dell’Iran ai suoi siti missilistici sotterranei distruggendo strade e seppellendo gli ingressi dei tunnel. Ma le immagini satellitari esaminate dalla Cnn mostrano come l’Iran abbia utilizzato semplici attrezzature come bulldozer e autocarri a cassone ribaltabile per contrastare quelle campagne, suggerendo che le capacità missilistiche di Teheran non possono essere distrutte semplicemente prendendo di mira gli ingressi dei tunnel.
Se le ostilità dovessero riprendere, l’Iran sarebbe in grado di “continuare a lanciare missili finché avrà lanciatori ed equipaggi, anche se la produzione si è fermata – ha dichiarato Sam Lair, ricercatore associato presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies che analizza le capacità missilistiche dell’Iran – Non c’è nulla che impedisca ai lanciatori di essere armati con l’ampio arsenale di missili che gli iraniani hanno ancora”.
Secondo la Cnn, l’Iran ha ora sbloccato 50 dei 69 ingressi dei tunnel colpiti dagli Stati Uniti e da Israele in 18 strutture missilistiche sotterranee e ha riparato anche altre parti delle basi, comprese le strade che gli Stati Uniti e Israele avevano bombardato per impedire ai lanciatori di missili di utilizzarle. “L’esercito statunitense è bravo a ottenere successi tattici, e seppellire e sopprimere la forza missilistica iraniana ne è un ottimo esempio – ha osservato Lair – Tuttavia, se ciò non è accompagnato da una serie di ragionevoli obiettivi strategici di guerra e da una teoria di vittoria realizzabile, può finire per essere un fallimento strategico.” Il portavoce del Pentagono Sean Parnell non ha risposto alle domande della Cnn, limitandosi a ripetere una precedente dichiarazione secondo cui “l’esercito americano è il più potente del mondo e ha tutto ciò di cui ha bisogno per operare nel momento e nel luogo scelti dal presidente”.
I mediatori stanno continuando a lavorare al memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, dopo l’ultima serie di modifiche “significative” proposte dal presidente Donald Trump. Secondo quanto riferito a Cbs News da una fonte informata, la Casa Bianca sarebbe ora in attesa della risposta di Teheran alla controproposta americana. Si tratta della terza tornata di modifiche apportate da Trump alla bozza di accordo statunitense, già più volte trasmessa all’Iran attraverso i mediatori.
Il Segretario di Stato americano, che guida gli sforzi di stabilizzazione del cessate il fuoco in vigore tra Israele e Libano, dovrebbe annunciare un nuovo accordo tra le parti nella giornata di martedì 2 giugno. Lo riferisce l’emittente libanese Lebanon Broadcasting Corporation International.
Almeno 13 componenti del personale sanitario libanese sono stati feriti in un raid israeliano nei pressi dell’ospedale Hiram di Tiro, nel sud del Libano. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese, mentre Israele prosegue le proprie operazioni militari nel Paese.
Il ministero ha affermato in una nota che “il nemico israeliano ha lanciato un attacco aereo nelle vicinanze dell’ospedale Hiram di Tiro, ferendo 13 membri del personale ospedaliero e causando danni significativi alla struttura”. Le autorità libanesi hanno inoltre rivolto un appello alla comunità internazionale affinché “ponga fine agli attacchi israeliani, sempre più intensi ed estesi”.
La conquista della fortezza di Beaufort, nel sud del Libano, rappresenta una “svolta drammatica” nella campagna israeliana contro Hezbollah. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio, commentando la presa dello strategico sito medievale da parte delle forze israeliane.
“Oggi siamo tornati a Beaufort in modo diverso. Siamo tornati uniti, determinati e più forti che mai”, ha affermato Netanyahu, aggiungendo che “la conquista di Beaufort è una tappa drammatica e una svolta drammatica nella politica che stiamo portando avanti”. Secondo Netanyahu, Israele ha ormai “spezzato la barriera della paura” e sta riprendendo l’iniziativa: “Stiamo operando su tutti i fronti: in Siria, a Gaza e in Libano”.
Donald Trump torna all’attacco di Papa Leone. Dopo qualche giorno di silenzio in un post su Truth social, il presidente americano scrive: “Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere un’arma nucleare”.
A corredo del suo post, Trump ha rilanciato le foto pubblicate sul suo account X dal democratico Brandon Johnson, ricevuto due giorni fa in Vaticano da Leone XIV, che è nato a Chicago. “È stato un onore condividere del tempo con un magnifico essere umano, Sua Santità Papa Leone XIV”, ha scritto Johnson, postando anche le immagini della preghiera di Prevost durante un incontro multireligioso.
L’ultimo attacco di Trump arriva nello stesso giorno in cui Leone XIV ha presieduto la preghiera per la pace nei giardini vaticani. Un rosario durante il quale Prevost ha ricordato che la pace non è “né un’ingenua illusione, né un affare da gestire per interesse”. E ha invocato che “la bramosia di potere e la violenza delle parole lasceranno il passo alla sete di giustizia e di verità”.
“Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i diritti del popolo iraniano”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran.
“Coloro che si occupano di diplomazia non hanno fiducia nelle parole o nelle promesse degli Stati Uniti”, ha proseguito Ghalibaf, aggiungendo inoltre che le eventuali modifiche al settimo piano di sviluppo del Paese saranno esaminate da commissioni parlamentari specializzate, con particolare attenzione alla ricostruzione dopo i danni della guerra.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno preso il controllo della fortezza medievale di Beaufort, nel sud del Libano. ”
A 44 anni dalla battaglia eroica di Beaufort, e in questa giornata dedicata ai soldati caduti nella Prima guerra del Libano (1982), le nostre truppe sono tornate sulla cima di Beaufort e vi hanno nuovamente issato la bandiera israeliana”, ha dichiarato Katz su Telegram.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno nuovamente emesso un avviso di evacuazione rivolto a tutta la popolazione libanese residente a sud del fiume Zahrani. Il portavoce Avichay Adraee ha affermato su X che Hezbollah “ha violato l’accordo di cessate il fuoco e ha preso di mira il fronte interno israeliano”, costringendo Israele ad agire “con forza”.
L’esercito ha avvertito che chiunque si trovi vicino a miliziani, strutture o armamenti di Hezbollah “sta mettendo a rischio la propria vita”, aggiungendo che “qualsiasi edificio utilizzato da Hezbollah per scopi militari può diventare un obiettivo”.
“La loro marina è completamente distrutta, al 100%. La loro aeronautica è completamente distrutta, al 100%. Il loro esercito, invece, lo abbiamo in qualche modo lasciato stare, perché riteniamo che sia in una certa misura moderato”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai microfoni di Fox News.
“Abbiamo eliminato diverse figure della leadership e in realtà abbiamo lasciato stare il loro esercito. La gente sarà sorpresa nel sentirlo, perché nelle guerre sono stati commessi errori quando si è distrutto tutto e tutti, e poi ci si ritrova con un Paese che per 40 anni non riesce più a ricostruirsi – ha spiegato – Guardate cosa è successo con l’Iraq”.
“Preferirei raggiungere un accordo, perché possiamo riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz al momento della firma. L’unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Loro hanno accettato questo”. Lo ha dichiarato a Fox News il presidente americano Donald Trump, commentando gli ultimi sviluppi nei negoziati con l’Iran.
“È stato molto interessante. Inizialmente avevano detto: ‘Non svilupperemo un’arma nucleare’. Io ho risposto: ‘Bene, ma cosa succede se comprate un’arma nucleare?’. Così ora il testo dice: ‘Non svilupperemo né acquisteremo in alcun modo un’arma militare nucleare’. È una grande differenza – ha affermato Trump – Sono negoziatori molto tosti e ci vuole molto tempo, ma io non ho fretta”.
Il presidente americano Donald Trump ha chiesto una serie di modifiche al memorandum d’intesa in fase di definizione con l’Iran prima di procedere con la firma. Secondo quanto riferito ad Axios da fonti dell’amministrazione americana, Trump vorrebbe rendere più dettagliate le disposizioni relative alla gestione delle scorte di uranio altamente arricchito ancora in possesso di Teheran e alle modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo.
La bozza dell’accordo prevede attualmente l’impegno iraniano a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e un periodo di 60 giorni per negoziare gli obblighi nucleari di Teheran e il destino del materiale fissile accumulato.
Il presidente americano – riferisce una fonte – intende inserire indicazioni più precise sui tempi e sulle modalità con cui gli Stati Uniti acquisirebbero tale materiale. La Casa Bianca continua comunque a dirsi fiduciosa sulla conclusione dell’intesa: “Ci sarà un accordo”, ha dichiarato un alto funzionario, precisando che la finalizzazione potrebbe richiedere da pochi giorni a oltre una settimana.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie
L’attacco missilistico lanciato dall’Iran contro una base aerea in Kuwait ha causato cinque feriti tra personale americano e ha danneggiato due droni MQ-9 Reaper. Lo riporta Bloomberg. Giovedì 28 maggio i Pasdaran avevano annunciato di aver preso di mira una base americana usata per lanciare un attacco contro una località nei pressi dell’aeroporto di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. Il Wall Street Journal: “Le navi disattivano il Gps per attraversare lo Stretto di Hormuz“. Nuovi attacchi dell’Idf nel sud del Libano: almeno cinque morti. Le truppe israeliane continuano ad avanzare nella regione di Nabatieh.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

