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La sparatoria a Misilmeri, lunedì il paese in piazza. Il sindaco Rizzolo al QdS: “Chiesto incontro col prefetto”

La sparatoria a Misilmeri, lunedì il paese in piazza. Il sindaco Rizzolo al QdS: “Chiesto incontro col prefetto”
Il sindaco di Misilmeri, Rosario Rizzolo. Fonte Facebook

Il primo cittadino lancia l’allarme sicurezza: “Ho chiesto più forze di polizia, il paese è grande e c’è bisogno di controllo” Lunedì 20 luglio alle 21 manifesteremo per ‘riappropriarci’ della piazza”

Un sit-in per presidiare piazza Fontana Nova, ovvero piazza Cosmo Guastella, uno dei luoghi simbolo di Misilmeri, paese in provincia di Palermo, scosso dalla sparatoria al termine di una rissa che ieri sera ha causato due feriti e il fermo per tentato omicidio del giovane (Giovanni Scafidi di 24 anni) che ha sparato si è andato a costituire ai carabinieri.

Contattato dal QdS, il sindaco Rosario Rizzolo parla dell’accaduto e dell’atmosfera che in queste ore aleggia in paese, un vero e proprio allarme sicurezza.

“Oggi vediamo episodi di microcriminalità – osserva il primo cittadino – ma mi domando, c’è solo questo o c’è qualche capoccione dietro? Dopo questo quesito ribadisco il fatto che ho chiesto al prefetto più forze di polizia e chiedo un incontro urgente per fare il punto della situazione. Non è possibile che un paese con 30mila abitanti, e in estate sono di più, abbia un solo comando dei Carabinieri che serve altri 10 Comuni. Avevo fatto richiesta già due anni prima”.

Il primo cittadino prosegue: “La cittadinanza è scossa e noi da genitori siamo preoccupati quando sappiamo che i nostri figli sono fuori. Già nella mia prima sindacatura avevo notato dei mutamenti nel tessuto sociale e ora sembrano ancora più netti. Non si sta più sereni come prima”.

Lunedì il sit-in a piazza Fontana Nova

“Sì perché vogliamo che la piazza torni il simbolo di Misilmeri, quello che una volta era la piazza delle famiglie, dei commercianti, dei misilmeresi – dice Rizzolo – e che adesso non lo è più. Era da molto tempo che non si sparava in paese, e questo naturalmente ci ha scosso. Dobbiamo scendere in piazza per dire no a questo andazzo ma non può soltanto essere la cultura, l’educazione o altro, devono esserci anche gli strumenti per poter contrastare questi episodi e reprimerli”.

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