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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Iniziati i funerali di Khamenei. L’11 luglio ripresa dei colloqui in Pakistan

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Iniziati i funerali di Khamenei. L’11 luglio ripresa dei colloqui in Pakistan
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su negoziati e crisi energetica

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 4 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta del 4 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 4 luglio 2026.
Inizio diretta: 04/07/26 07:00
Fine diretta: 05/07/26 00:00
Ambasciatore in Cina: "Pechino e altri paesi amici riceveranno trattamento speciale nello Stretto di Hormuz"

La Cina e altri “paesi amici” dell’Iran riceveranno un trattamento speciale nello Stretto di Ormuz. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce ‘Al Jazeera’, è l’ambasciatore iraniano in Cina, Abdolreza Rahmani Fazli che ha sottolineato che ci sarà un nuovo accordo per agevolare la Cina e altri paesi “amici” nello Stretto di Hormuz “in coordinamento con l’Oman”. Secondo l’ambasciatore, parte di questo accordo consisterà nell’imposizione di tariffe alle imbarcazioni che transitano nello stretto. “L’applicazione di questa tariffa non sarà in contrasto con il diritto internazionale del mare”. L’ambasciatore ha rilasciato queste dichiarazioni durante un discorso tenuto sabato al World Peace Forum che si è svolto a Pechino.

Trump: "Pensavo odiassero Khamenei, lacrime ai funerali forse sono finte"

Il presidente americano Donald Trump si è detto sorpreso dal vedere persone piangere durante i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei. “Pensavo l’odiassero – ha detto ad Axios – Forse sono lacrime finte”.

Trump: "Colpendo funerali potremmo farli fuori tutti, ma non avremmo nessuno con cui negoziare"

Il presidente americano Donald Trump ha detto di star seguendo attentamente i funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso dai raid di Usa e Israele dello scorso 28 febbraio. Trump ha ribadito ad Axios che gli iraniani “stanno supplicando di fare un accordo” aggiungendo che entrambe le parti hanno deciso di sospendere per una settimana i colloqui fino alla conclusione delle cerimonie funebri. “In questo momento, nessuno sparerà all’altro – ha detto – Sono tutti lì. Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare”.

Beirut, dal 2 marzo bilancio 4.303 morti e 12.202 feriti dal 2 marzo

Il bilancio delle vittime delle operazioni militari israeliane contro Hezbollah in Libano dal 2 marzo è di 4.303 morti e 12.202 feriti. Lo riferisce il ministero della Salute libanese. Nonostante l’accordo tra Libano e Israele sotto il patrocinio degli Stati Uniti, l’esercito israeliano continua a condurre alcune operazioni nel paese.

Erdogan: "Israele lega sopravvivenza a prosecuzione conflitti"

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan è tornato ad attaccare il governo israeliano, accusandolo di legare “la propria sopravvivenza politica alla prosecuzione dei conflitti nella regione” e di “non lasciare in pace, in particolare, il Libano e la Siria”. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa congiunta con il premier pakistano Shehbaz Sharif.

“Le forze di oppressione israealiane continuano i loro attacchi illegali e disumani contro gli oppressi di Gaza”, ha affermato Erdogan, aggiungendo che “all’attuale governo israeliano, dipendente dalla guerra, non deve essere data un’altra occasione per far sprofondare la nostra regione nell’odore della polvere da sparo e del sangue”.

Libano: Aoun esorta gli Usa a continuare a sostenere il Paese

“Pur apprezzando i vostri sforzi in questo contesto” il Libano esorta gli Stati Uniti “a continuare a sostenere le cause giuste e legittime del Libano, e al fianco delle sue istituzioni, del suo esercito e del suo popolo”. Lo sottolinea il presidente del Libano Joseph Aoun in un telegramma inviato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione del 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti. “Non c’è dubbio che la storia del rapporto tra Libano e Stati Uniti d’America – sottolinea Aoun – sia antica e profondamente radicata”

Teheran: "Continueremo a chiedere risposte a crimini Usa e Israele"

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Repubblica islamica continuerà il percorso tracciato dalla Guida Suprema Ali Khamenei e proseguirà nella richiesta di giustizia contro quelli che ha definito i “criminali americani e israeliani”.

“Il martirio della nostra grande Guida non rappresenta la fine del cammino, ma l’inizio di una nuova fase nel percorso di elevazione dell’Islam e del nostro amato Iran”, si legge nella nota del ministero, diffusa mentre sono in corso i funerali di Khamenei. Il comunicato aggiunge che l’accertamento delle responsabilità per quelli che Teheran considera i crimini commessi da Usa e Israele “resterà una richiesta permanente della Repubblica islamica”.

Al Arabiya: "Ripresa colloqui con Usa l'11 luglio in Pakistan"

Il Pakistan ospiterà l’11 luglio un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, nell’ambito degli sforzi per rilanciare il dialogo tra i due Paesi. Lo riferiscono fonti ad Al Arabiya, secondo cui i colloqui si concentreranno su tre dossier principali ancora da risolvere: le sanzioni statunitensi contro Teheran, i fondi iraniani congelati e il programma nucleare della Repubblica islamica.

Secondo le stesse fonti, non sarebbe ancora stato definito il livello di rappresentanza della delegazione iraniana, una decisione che sarà presa dopo la conclusione dei funerali della defunta Guida Suprema Ali Khamenei.

Nyt, Pezeshkian aveva detto a Khamenei che si sarebbe dimesso senza accordo con Usa

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva detto alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei che si sarebbe dimesso nel caso in cui avesse respinto l’accordo con gli Stati Uniti. Lo riferiscono alcuni funzionari iraniani al New York Times, ricostruendo una della fasi più delicate dei negoziati, quando Khamenei esitava ad approvare l’intesa preliminare per il cessate il fuoco.

Secondo la ricostruzione, Pezeshkian avrebbe incontrato personalmente la Guida Suprema per illustrargli la gravità della situazione economica e gli effetti del blocco navale statunitense, che stavano mettendo in seria difficoltà il Paese. In quell’occasione, il presidente avrebbe ribadito che si sarebbe dimesso qualora l’accordo fosse stato respinto.

Ministro Intelligence iraniano: "Vendicheremo Khamenei e vittime di attacchi Usa e Israele"

Il ministero dell’Intelligence iraniano ha promesso “vendetta” per l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e delle altre vittime dei raid statunitensi e israeliani. Lo riporta un comunicato ufficiale diffuso dai media di Stato.

“I cuori feriti del fiero popolo iraniano e di tutti coloro che aspirano alla libertà nel mondo non potranno guarire se non con la vendetta contro i responsabili del crimine di aver assassinato il leader martire”, si legge nella nota del ministero. Il comunicato ribadisce inoltre la fedeltà all’attuale Guida Suprema Mojtaba Khamenei e l’impegno a “vendicare il sangue del leader martire e delle vittime innocenti” di quelle che Teheran definisce la seconda e la terza “guerra imposta”, con riferimento al conflitto di 12 giorni dello scorso anno e alla guerra avviata da Israele e Stati Uniti nel febbraio scorso.

Sharif a funerali Khamenei: "Sua saggezza sarà ricordata per generazioni"

Il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha preso parte alla cerimonia funebre a Teheran per la Guida Suprema Ali Khamenei, elogiandone “la saggezza, la leadership e la profonda influenza su Iran e sull’intera regione” che “saranno ricordate per generazioni”. Lo ha scritto su X, dopo essere stato anche un mediatore chiave per l’accordo tra Iran e Stati Uniti.

Media, Mojtaba non incluso in lista guide preghiere per funerali Khamenei

I media di Stato iraniani hanno riferito che saranno alti esponenti del clero sciita a guidare le preghiere funebri per la defunta Guida Suprema Ali Khamenei, durante le cerimonie previste in diverse città del Paese. L’attuale Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, non risulta invece tra coloro che presiederanno i riti.

Secondo quanto riportato, le preghiere saranno guidate da Ja’far Sobhani a Teheran, Naser Makarem Shirazi a Qom e Hossein Nouri Hamedani a Mashhad. L’annuncio segue un articolo del New York Times secondo cui Mojtaba Khamenei avrebbe voluto partecipare ai funerali del padre, ma la richiesta sarebbe stata respinta per motivi di sicurezza.

Nyt: "Khamenei convinto da Pezeshkian ad approvare cessate il fuoco con Usa"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe avuto un ruolo decisivo nel convincere la Guida Suprema, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ad autorizzare il cessate il fuoco e l’avvio di negoziati con Washington. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari iraniani secondo cui il capo dello Stato avrebbe avvertito che l’economia del Paese era vicina al collasso a causa del blocco navale statunitense e avrebbe anche minacciato le dimissioni nel caso in cui l’intesa fosse stata respinta.

Nella fase finale dei colloqui, Pezeshkian avrebbe incontrato Khamenei per presentare la gravità della situazione. In parallelo, il governatore della Banca centrale, Abdolnaser Hemati, avrebbe inviato una lettera in cui segnalava una pesante crisi di bilancio e il rischio di esaurimento delle forniture essenziali di cibo e medicinali entro la fine di agosto.

Hemati avrebbe inoltre avvertito che il Paese non sarebbe stato in grado di mantenere su larga scala le esportazioni di petrolio né di individuare rotte commerciali alternative. Alla fine, Khamenei avrebbe dato il via libera ai negoziati, pur dichiarandosi contrario “in linea di principio”, subordinando comunque la decisione all’approvazione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, che ha poi approvato il piano.

Media: "Autorità si preparano per emergenze a funerali, anche 3mila morti"

Le autorità iraniane si sarebbero pronte all’eventualità che le cerimonie funebri di Ali Khamenei della durata programmata di diversi giorni possano causare situazioni di emergenza con vittime fino a 3mila morti.

A scriverne, citando un documento riservato e fonti municipali di Teheran, è il quotidiano tedesco Die Welt. L’articolo, scritto da Teheran da un autore anonimo la cui identità è nota alla redazione del giornale, afferma che i funzionari hanno elaborato piani per far fronte ad una possibile situazione di emergenza – timori presumibilmente legati alla presenza di una folla così numerosa e con un caldo estremo – con conseguenti potenziali vittime – anche molto numerose – durante le processioni funebri per l’ex Guida Suprema morto durante i bombardamenti del 28 febbraio.

Secondo Die Welt, citato da Iran International, una lettera riservata della Mezzaluna Rossa iraniana e dell’organizzazione nazionale per la gestione delle crisi, indirizzata al Primo Vicepresidente Mohammad-Reza Aref, prevede un numero di morti compreso tra 1.500 e 3mila. L’articolo riporta inoltre che sarebbe stata istituita un’unità speciale per gestire i morti e i dispersi, mentre migliaia di nuove tombe sarebbero state predisposte nel cimitero di Behesht-e Zahra a Teheran. Un’impiegata del comune di Teheran, identificata con uno pseudonimo per motivi di sicurezza, avrebbe dichiarato alla Welt che i colleghi del centro di coordinamento della crisi avrebbero confermato.

“Le fosse comuni preparate esistono davvero”, ha affermato. “Ai responsabili è stato detto che fino a 3mila morti non sarebbero stati un problema. Con una folla così numerosa e questo caldo estremo, nessuno sa cosa succederà”. Le cerimonie funebri di Khamenei sono iniziate a Teheran sabato e dovrebbero proseguire a Qom, nelle città irachene di Najaf e Karbala, e infine a Mashhad, dove è prevista la sepoltura giovedì.

Iran a Francia e Gran Bretagna: "Noi garanti della sicurezza di Hormuz"

Lo Stretto di Hormuz “non e’ un teatro per le dimostrazioni militari di potenze extraregionali”, l’Iran e’ la “potenza responsabile e garante della sicurezza dello Stretto”. Lo scrive sui social il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, rispondendo alla dichiarazione congiunta rilasciata ieri dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer, i quali si sono detti pronti a collaborare per mantenere la sicurezza sullo Stretto di Hormuz.

Gli Stati Uniti hanno dato “una sonora lezione all’Iran”. Lo ha ribadito il presidente Donald Trump nel suo discorso per il 250 anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza american. Che ha aggiunto: “Loro vogliono un accordo. Gli abbiamo dato una settimana di pausa per il funerale di Khamenei”.

Iran, iniziati i funerali di Khamenei: slogan contro USA e Israele a Teheran

Iniziata ufficialmente la cerimonia funebre pubblica per Ali Khamenei. Migliaia le persone in lutto entrate nella Grande Moschea di Teheran per le esequie dell’Ayatollah, la Guida Suprema dell’Iran. Le esequie dureranno cinque giorni, con una tappa in Iraq, per concludersi il 9 luglio con la sepoltura a Mashhad. Lo riporta Adnkronos.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Dopo le indiscrezioni riguardanti alcune tensioni confermate dalle critiche fatte pubblicamente da Trump a Netanyahu nelle ultime settimane, arriva la notizia. I due leader si incontreranno “presto” negli Usa. L’ufficio di Netanyahu ha reso noto che “il Primo Ministro ha affermato, durante la loro conversazione, che gli Stati Uniti sono garanti della libertà globale e che Israele apprezza molto gli stretti legami tra le nazioni”. A riportarlo è l’emittente Al-Arabiya.

Pur essendo Washington il più stretto alleato di Israele, il tycoon aveva criticato apertamente il primo ministro israeliano dopo che la guerra tra Israele e Hezbollah in Libano ha messo a rischio i colloqui di pace con l’Iran. Il comunicato riferisce che durante la conversazione, Netanyahu si è anche congratulato con Trump per il 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti.

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