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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Aoun: “Teheran non usi il Libano come merce di scambio con Washington”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Aoun: “Teheran non usi il Libano come merce di scambio con Washington”
Foto da Imagoeconomica, di Carlo Carino by AI MID

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 5 giugno 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 5 giugno 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 5 giugno 2026
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 5 giugno 2026.
Inizio diretta: 05/06/26 07:00
Fine diretta: 06/06/26 00:00
Trump: "Situazione con Iran sembra procedere bene"

”La situazione con l’Iran sembra procedere abbastanza bene”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump parlando brevemente con i giornalisti.

Calcio, giocatori iraniani ricevono visti per gli USA

I giocatori della nazionale di calcio iraniana hanno ricevuto i visti di ingresso negli Stati Uniti dieci giorni prima del loro esordio in Coppa del mondo a Los Angeles, contro la Nuova Zelanda, mentre è ancora in corso il conflitto fra i due Paesi, ha reso noto una fonte della Casa Bianca citata da Reuters, secondo quanto rilanciato dal Guardian. Ieri l’ambasciatore iraniano in Messico, Abolfazl Pasandideh, aveva denunciato che la squadra non aveva ancora ricevuto i visti di ingresso. La squadra sarà basata a Tijuana in Messico, dove arriveranno domenica, e non in Arizona, come richiesto da Teheran. Dopo l’esordio del 15, il 21 l’Iran giocherà contro il Belgio e poi il 26, a Seattle, contro l’Egitto.

Tra Iran e Stati Uniti "negozia in una fase di stallo"

Tra Iran e Stati Uniti ”i negoziati sono in una fase di stallo” e tocca al presidente americano Donald ”Trump sbloccare la situazione”. Lo ha dichiarato il consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, Mohsen Rezaei, in una intervista esclusiva alla Cnn a Teheran. “La palla è nel campo di Trump”, ha detto, spiegando che l’Iran ha chiesto lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati non appena verrà firmato un accordo con gli Stati Uniti, e altri 12 miliardi di dollari in una fase successiva. ”Se lui (Trump, ndr) vuole raggiungere un accordo con l’Iran, i 24 miliardi di dollari sono una prova di fiducia che l’Iran vuole avere: è una prova che l’America deve superare e la strada sarà aperta”, ha detto Rezaei. “Questi sono i nostri soldi, non i soldi dell’America”, ha sottolineato.

Rezaei ha poi avvertito che l’Iran “trascinerà la guerra” oltre il Golfo Persico se gli Stati Uniti riprenderanno il conflitto. “Daremo un’altra dimensione alla guerra attaccando altre basi americane rispetto a quelle che abbiamo attaccato finora”, ha affermato, aggiungendo comunque che “la possibilità di una guerra è bassa”.

Putin: "Mai fornito armi all'Iran"

“Per quanto riguarda le armi, l’Iran non ce le ha chieste e noi non abbiamo fornito armi all’Iran”. Così il presidente russo Vladimir Putin a San Pietroburgo. Il leader del Cremlino aggiunge che non ci sarebbero prove che l’Iran stia perseguendo lo sviluppo di armi nucleari, pur riconoscendo le preoccupazioni di Israele in merito.

 

"Vicino accordo quadro sul nucleare"

I negoziati tra Stati Uniti e Iran sembrano vicini a un accordo quadro sul programma nucleare di Teheran. Lo dichiara il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Mariano Grossi, nel corso di una conferenza stampa.

“Abbiamo l’impressione che siano piuttosto vicini a raggiungere un accordo su quello che definirei, per quanto riguarda il nucleare, una sorta di quadro di riferimento, una struttura organizzativa che dia loro il tempo di esaminare i diversi problemi”, afferma.

“Il problema è complesso, perché l’Iran ha diversi obblighi in termini di informazione e di accesso per le nostre ispezioni”, anche se “in circostanze di guerra ciò non è possibile”.

Grossi spiega che le scorte di uranio altamente arricchito dell’Iran rimangono un elemento centrale di qualsiasi accordo futuro. Tra le ipotesi in campo ci sarebbero l’esportazione del materiale, la sua diluizione o il suo mantenimento in Iran sotto la supervisione dell’Aiea.

Putin: "I prezzi del petrolio peseranno sull'inflazione, anche negli USA"

Un aumento prolungato dei prezzi del petrolio (causato, principalmente, dal caso Iran) avrebbe effetti sull’inflazione delle principali economie mondiali, compresa quella degli Stati Uniti. Lo sostiene il presidente russo Vladimir Putin, intervenendo nella sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief). “Se i prezzi del petrolio rimarranno alti, questo avrà un impatto sull’intera catena economica. Probabilmente influirà anche sull’inflazione nelle principali economie, compresi gli Stati Uniti”, dice.

 

Aoun: "L'Iran non usi il Libano come merce di scambio con gli USA"

L’Iran utilizza il Libano come “merce di scambio” nei suoi negoziati con gli Stati Uniti. È l’accusa lanciata dal presidente libanese, Joseph Aoun, in un’intervista per la Cnn, ribadendo anche la necessità di lasciare che sicurezza e stabilità vengano gestiti direttamente dalle istituzioni libanesi.

Truppe israeliane in Azerbaigian? Arriva la smentita

L’Azerbaigian nega la notizia – al centro di un servizio della CNN – secondo cui Israele avrebbe avrebbe segretamente schierato personale militare e dei servizi segreti sul suo territorio per portare avanti operazioni contro l’Iran. Il Ministero degli Esteri parla di accuse “completamente infondate” e ribadisce che il Paese non ha “mai permesso”né “mai” permetterà tali attività.

 

L'allarme sull'emergenza umanitaria in Libano

“La crisi umanitaria in Libano è grave e in peggioramento“: l’allarme arriva dall’Ocha, l’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite. “I ripetuti spostamenti forzati, l’insufficiente disponibilità di alloggi e le scarse prospettive di un ritorno in sicurezza stanno ne aggravando la vulnerabilità”, si legge nel rapporto, che avverte inoltre che “le persone colpite stanno rapidamente esaurendo le proprie capacità di adattamento e i servizi essenziali sono sottoposti a una pressione crescente”. Sarebbero necessari quasi 640 milioni di dollari in sei mesi per far fronte alla situazione.

 

Centcom smentisce Teheran: "Nessun colpo sparato contro navi USA"

“Le forze iraniane non hanno attaccato o sparato colpi contro navi della Marina Usa”. Così l’Us Central Command (CENTCOM) smentisce le forze armate iraniane che hanno annunciato di aver sparato “colpi di avvertimento” contro due cacciatorpediniere statunitensi nel Mare dell’Oman. “Un’azione del genere sarebbe una grande violazione del cessate il fuoco”, si legge nel post su X.

 

Giornalista americano detenuto a Teheran: "Ci viene negata assistenza medica"

“Anche se curare le nostre malattie è una richiesta importante, avremmo almeno chiesto alle autorità iraniane di ridurre la pressione fisica e le torture psicologiche a cui siamo sottoposti in prigionia, se non del tutto almeno in parte”. Lo ha dichiarato Reza Valizadeh, in una telefonata dalla famigerata prigione iraniana di Evin, dove il giornalista iraniano americano è rinchiuso da un anno, la cui registrazione è stata ottenuta da Cbs news. Facendo riferimento ad altri tre cittadini americani rinchiusi nella prigione di Teheran, Valizadeh afferma che il gruppo “soffre di diverse malattie e ci viene negata ogni vera assistenza medica”.

Dall’inizio dell’offensiva di Usa e Israele contro l’Iran, tre mesi fa il regime ha tagliato praticamente le comunicazioni tra il prigioniero americano e il mondo esterno, ma la settimana scorsa queste restrizioni sono state allentate. “È sopravvissuto a un raid aereo nella prigione, è sopravvissuto alla prigione, alle condizioni di detenzione indegne”, ha rivelato all’emittente americana l’avvocato di Valizadeh, Ryan Fayhee, spiegando che il suo cliente “mi ha chiesto direttamente di condividere il suo messaggio con il popolo americano”.

Cbs news riporta di aver appreso che il Dipartimento di Stato ritiene che siano sei i cittadini statunitensi al momento detenuti in Iran e, secondo diverse fonti, nessuno di loro sarà rilasciato nell’ambito della tregua al momento in corso, seguendo invece una strategia tesa ad ottenere prima un accordo per mettere fine alle ostilità ed avviare negoziati sul nucleare per gestire la questione degli ostaggi in modo separato.

A questo proposito, nel suo messaggio Valizadeh lamenta il fatto che gli Usa hanno scelto di rilasciare l’equipaggio di una nave iraniana sequestrata dai militari Usa il 4 maggio scorso mentre cercava di forzare il blocco navale, consegnando i 22 iraniani al Pakistan che definì il loro ritorno in Iran “una misura per costruire la fiducia” nell’ambito dei negoziati.

“Il governo statunitense avrebbe potuto chiedere in cambio il nostro rilascio, invece non è successo”, ha affermato il giornalista, diventato cittadino americano nel 2022 grazie al suo lavoro per Radio Farda, l’emittente in persiano di Radio Free Europe/Radio Liberty, che il Dipartimento di Stato definito “illegalmente detenuto” dal maggio del 2025, dopo essere stato arrestato per strada a Teheran, dove era tornato per visitare i familiari a seguito di rassicurazioni ottenute dalle autorità iraniane riguardo al fatto che non avrebbe corso nessun rischio in Iran.

Iran, Teheran: "Sparati colpi avvertimento contro navi militari Usa"

La Marina iraniana ha annunciato di aver sparato “colpi di avvertimento” contro due cacciatorpediniere statunitensi nel Mare dell’Oman, costringendole a lasciare l’area e a dirigersi verso l’Oceano Indiano. In una dichiarazione delle forze armate di Teheran, citata dall’agenzia di stampa Irna, si precisa che l’operazione è stata condotta con missili Qadir e droni Shahed contro le unità Ddg-103 e Ddg-87, nell’ambito di attività contro “azioni ostili” e interferenze statunitensi nei confronti di navi commerciali e petroliere iraniane. Le forze armate iraniane sostengono inoltre che l’azione avrebbe spinto altre unità navali Usa, incluse navi del gruppo d’attacco della portaerei Uss George H. W. Bush e la nave d’assalto anfibia Tripoli, a lasciare l’area.

Al Arabiya: "Iran pronto a trasferire uranio in un Paese terzo"

L’Iran avrebbe informato il Pakistan dell’intenzione di trasferire presto parte delle proprie scorte di uranio in un Paese terzo. Lo sostiene Al Arabiya, che cita un report. Se accadesse, ciò potrebbe rendere ancora più tesi i rapporti con gli USA. L’uranio arricchito, infatti, rimane un tema centrale nei colloqui e uno dei motivi principali per il mancato raggiungimento di un accordo fino a ora.

 

 

Hezbollah rivendica tre attacchi contro l'esercito israeliano in 24 ore

Hezbollah ha rivendicato tre attacchi contro postazioni militari israeliane nel Libano meridionale nell’arco di 24 ore. In dichiarazioni diffuse tramite Telegram, il gruppo riferisce di un lancio di razzi contro soldati israeliani alla periferia di Wadi al-Hujayr, un’area a est della città costiera di Tiro, vicino al fiume Litani, alle 21 di ieri sera. E rivendica anche due distinti bombardamenti di artiglieria contro assembramenti di veicoli e truppe israeliane alla periferia della città di Haddatha.

Proseguono, nel frattempo, anche gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel Libano meridionale.

 

Araghchi: "Le basi Usa nella regione sono obiettivi legittimi"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che “resistere per 40 giorni alla più grande potenza mondiale, dotata di armi nucleari, non è uno scherzo” e che “il mondo ha compreso la vera potenza della nazione iraniana”. In dichiarazioni riportate dall’emittente radiotelevisiva della Repubblica Islamica dell’Iran (Irib), Araghchi avverte: “Abbiamo avvertito gli Stati della regione che le basi statunitensi utilizzate per qualsiasi aggressione contro l’Iran sono obiettivi legittimi“. E aggiunge: “Ci impegniamo a promuovere relazioni sostenibili e costruttive con l’Arabia Saudita”.

 

M5S chiede all'Italia di proporre una nuova missione di pace

“In Libano ci sono spiragli di pace che andrebbero sostenuti con un deciso intervento negoziale da parte europea, visto lo sbilanciamento di Trump a favore di Israele. L’Italia, con la sua storia di presenza nel Paese dei cedri, potrebbe giocare un ruolo importante per riportare la pace in Libano. Roma dovrebbe proporre in sede Onu e Ue una nuova missione di pace in supporto all’esercito libanese per garantire la smilitarizzazione della zona di sicurezza nel sud del Paese subito dopo il ritiro contestuale di Hezbollah a nord del fiume Litani e di Israele a sud della Linea Blu”. Lo affermano i capigruppo M5S delle commissioni Esteri di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e Francesco Silvestri.

“Rafforzare le autorità statali libanesi per creare un Libano sovrano e indipendente, capace di garantire sicurezza e stabilità interna –obiettivo da sempre ostacolato da Israele – contribuirebbe alla sicurezza e alla stabilità di tutto il Medio Oriente. Questa – aggiungono – dovrebbe essere l’azione diplomatica di un’Italia che torna a essere protagonista a livello internazionale, mentre con Meloni abbiamo solo un’Italia spettatrice dei vari Board of Peace e asservita a Trump e Netanyahu”.

 

Tajani: "Attacchi inaccettabili contro il Kuwait"

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, condanna con fermezza l’ultimo attacco all’aeroporto internazionale di Kuwait City, esprimendo vicinanza alle vittime.

“Questi attacchi sono totalmente inaccettabili e vanno contro ogni tentativo di pacificazione e stabilizzazione della regione. È indispensabile evitare ogni ulteriore escalation. Rivolgo un appello all’Iran affinché scelga la strada del dialogo e del negoziato. Solo attraverso la de-escalation, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati e del diritto internazionale, sarà possibile costruire una pace duratura”, dichiara incontrando i giornalisti ad Aosta.

E aggiunge: “L’Italia è pronta a contribuire alla sicurezza della regione del Golfo, ma insisto: la pace può essere raggiunta solo attraverso il negoziato, bisogna tornare alla politica”.

Libano, raid israeliani nella notte su Tiro: almeno 7 morti

Almeno sette persone sono morte nei raid israeliani condotti nella notte sulla città di Tiro, nel Libano meridionale, nonostante il cessate il fuoco in vigore. Lo riferisce una fonte della Protezione civile libanese citata dall’Afp. Quattro persone hanno perso la vita in un attacco nei pressi dell’ospedale Jabal Amel, che ha provocato anche sette feriti e danni all’edificio, mentre altre tre sono morte in un secondo raid che ha causato cinque feriti, tra cui due bambini.

L’esercito israeliano, intanto, ha ordinato l’evacuazione di diverse località del Libano meridionale, avvertendo di imminenti operazioni militari contro obiettivi legati a Hezbollah.

Libano: "Netanyahu non ha ancora approvato attuazione cessate il fuoco"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe affermato che il governo israeliano non ha ancora approvato l’attuazione del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti tra Israele e il governo libanese. Lo riporta Ynet News. “Al momento non c’è accordo, Hezbollah si oppone, e quindi non prenderò una decisione. Se accetteranno, lo sottoporrò alla vostra approvazione”, avrebbe detto Netanyahu durante una riunione del gabinetto di sicurezza ieri sera.

 

Ucciso comandante di Hezbollah

La scorsa settimana le forze di difesa israeliane hanno dichiarato di aver eliminato Abd Harb, comandante di un’unità di ingegneria di Hezbollah. Lo annuncia il portavoce delle Idf, aggiungendo che il “terrorista” operava in un’unità incaricata dell’assemblaggio e dell’utilizzo di ordigni esplosivi destinati a colpire le forze israeliane impegnate nel Libano meridionale. Harb – secondo l’esercito israeliano – sarebbe stato un alto comandante dell’organizzazione islamista, responsabile di numerosi attentati contro i soldati delle Idf, dalla Seconda Guerra del Libano in poi.

 

Libano, Protezione civile: "Sette morti in raid Israele a Tiro"

I raid aerei israeliani avvenuti nella notte sulla città di Tiro, nel sud del Libano, hanno causato la morte di sette persone, secondo quanto riferito all’AFP da una fonte della protezione civile. Un attacco nei pressi dell’ospedale Jabal Amel ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre sette, danneggiando leggermente la struttura. Un altro attacco ha provocato la morte di tre persone e il ferimento di altre cinque, tra cui due bambini, secondo la fonte.

Iran, Trump: "Non ho bisogno di un accordo per ottenere uranio arricchito"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostiene che Washington  non ha bisogno di un accordo con l’Iran per ottenere uranio arricchito.  “Potremmo ottenerlo subito. Non credo che potrebbero fermarci nemmeno se volessimo, ma non c’è motivo di farlo. È sepolto”, dice ai  giornalisti nello Studio Ovale. In merito a un potenziale incontro con Mojtaba Khamenei, solo in caso di accordo, dice: “Se ciò accadesse… sarei rispettoso”.

Iran, media: "Esplosione in porto Oman, stop a carico petrolio"

Il porto di Al-Fahal, in Oman, ha interrotto le operazioni di carico di petrolio greggio a seguito di un’esplosione avvenuta vicino alle banchine di attracco, probabilmente causata da un attacco di droni. Lo hanno riferito all’agenzia di stampa Reuters due fonti a conoscenza dei fatti.

Trump disposto a incontrare Mojtaba Khamenei

Rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di essere disposto a incontrare la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei.

Cosa prevede l'accordo sulla tregua tra Israele e Libano che Hezbollah respinge

I due Paesi hanno annunciato di aver concordato il rinnovo del cessate il fuoco. La dichiarazione è stata diffusa al termine del secondo giorno di colloqui tra gli ambasciatori ospitati dal Dipartimento di Stato statunitense. Un nuovo ciclo di colloqui si terrà nella settimana del 22 giugno. Hezbollah contrario: “Qualsiasi accordo accettabile deve iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese”.

In Libano c'è la tregua, ma quasi tutto rimane come prima

Sono trascorse poco più di 24 ore dall’annuncio del cessate il fuoco tra Libano e Israele. La situazione, però, è praticamente immutata. Israele ha commentato che le truppe rimarranno al momento sul territorio libanese, Hezbollah rifiuta i negoziati in corso e chiede l’allontanamento delle truppe dell’Idf prima di fermare gli attacchi. La tensione cresce in tutta l’area del Golfo e a farne le spese sono soprattutto i civili.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie

Contro ogni previsione (data la recente escalation) Israele e Libano hanno annunciato un nuovo cessate il fuoco. L’accordo prevede la creazione di “zone pilota” sotto il controllo esclusivo dell’esercito libanese, lo stop degli attacchi e l’allontanamento di Hezbollah dal Settore Sud del fiume Litani. Dagli eventi delle scorse ore, però, questa tregua sembra destinata a rimanere almeno in buona parte solo sulla carta: Hezbollah ha definito i negoziati in corso “vergognosi”, rifiutando i termini dell’accordo e ribadendo che solo un ritiro delle truppe israeliane dal Libano potrà portare a un vero stop del conflitto.

La questione Libano è destinata a diventare anche l’ago della bilancia nei colloqui tra Iran e USA. “La nostra condizione preliminare per accettare un cessate il fuoco nella guerra regionale è stata quella di un cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso il Libano. Il nemico deve cessare con urgenza i suoi attacchi contro il popolo libanese, ritirarsi immediatamente oltre i confini internazionali evacuando i territori occupati del Libano e riconoscere l’integrità territoriale del Libano”, hanno dichiarato i Pasdaran. Dallo statunitense Trump e dall’israeliano Netanyahu meno novità, anche se il timore che possano riprendere attacchi su larga scala in caso di ulteriori peggioramenti del quadro non manca. I prossimi giorni saranno decisivi.

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