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Guerra Iran, le ultime news in diretta | Libano, Fars: “Teheran potrebbe ritirarsi dagli accordi a causa dei raid israeliani”

Guerra Iran, le ultime news in diretta | Libano, Fars: “Teheran potrebbe ritirarsi dagli accordi a causa dei raid israeliani”
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 8 aprile 2026.

Guerra Iran-USA-Israele, le ultime notizie dell’8 aprile 2026 in diretta

Guerra in Iran mercoledì 8 aprile 2026, LIVE sul QdS
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 8 aprile 2026.
Inizio diretta: 08/04/26 06:00
Fine diretta: 09/04/26 00:00
Ministri preoccupati per il caso Libano

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto oggi colloqui telefonici con il ministro degli Esteri del Kuwait, lo sceicco Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, e con il ministro degli Esteri dell’Algeria, Ahmed Attaf, per uno scambio sulla crisi nel Golfo e sugli ultimi attacchi militari in Libano. Sono emerse preoccupazioni sia per gli attacchi israeliani, soprattutto in Libano, e sugli approvvigionamenti energetici anche in considerazione della fragile tregua in atto.

Trump: "Ciarlatani dietro gli accordi"

“Numerosi accordi, elenchi e lettere vengono diffusi da persone che non hanno assolutamente nulla a che vedere con i negoziati tra Stati Uniti e Iran. In molti casi si tratta di veri e propri truffatori, ciarlatani e anche peggio. Verranno smascherati rapidamente una volta completata la nostra indagine federale”. Lo scrive in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riferendosi ai colloqui con gli iraniani previsti ancora per venerdì a Islamabad.

“C’è solo un gruppo di ‘punti’ significativi che sono accettabili per gli Stati Uniti, e ne discuteremo a porte chiuse durante questi negoziati. Questi sono i punti su cui ci siamo accordati per un cessate il fuoco”, aggiunge Trump.

Convocato l'ambasciatore di Israele in Italia dopo attacchi in Libano, pericolo Unifil
Unifil - attacco in Libano - Adnkronos

“Ho appena dato indicazioni di convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto oggi in Libano. I militari italiani non si toccano”. Lo rende noto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo l’incidente che ha coinvolto i nostri soldati del contingente Unifil.

“Una colonna italiana dell’Unifil, che portava elementi a Beirut per il rimpatrio, è stata bloccata dalle Idf. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo. Per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare”, il resoconto dell’incidente.

L'ipotesi che l'Iran si ritiri dall'accordo a causa del Libano

L’Iran starebbe valutando di ritirarsi dal cessate il fuoco di due settimane concordato con gli Stati Uniti a causa dei raid israeliani in Libano. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte informata. All’agenzia Tasnim, inoltre, una fonte iraniana ha detto: “Se Israele violerà il cessate il fuoco e continuerà i suoi attacchi in Libano, l’Iran si ritirerà dall’accordo”. Aggiungendo anche che se gli Stati Uniti non riusciranno a contenere Israele, “l’Iran, eccezionalmente in questa questione, li aiuterà a farlo, con la forza”.

In riferimento ai raid, Trump specifica a radio Pbs che il Libano “non è incluso” negli accordi – a causa di Hezbollah – e che i raid israeliani a Beirut delle ultime ore sarebbero “scaramucce”.

 

 

 

Pedaggio in criptovalute per attraversare lo Stretto di Hormuz? L'ipotesi

L’Iran potrebbe chiedere alle compagnie di navigazione di pagare pedaggi in criptovaluta per le petroliere che vorranno transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo rivela il portavoce dell’Unione degli esportatori di prodotti petroliferi, del gas e petrolchimici iraniana, Hamid Hosseini, al Financial Times.Il Paese “deve monitorare ciò che entra ed esce dallo stretto per garantire che queste due settimane non vengano utilizzate per il trasferimento di armi”, spiega Hosseini, annunciando una procedura di controllo da parte delle autorità iraniane per la sicurezza.

La tariffa prevista è di un dollaro per barile di petrolio, mentre le navi vuote possono transitare liberamente.

 

I raid in Libano e la "pace" a rischio a Hormuz

Sono trascorse poche ore dall’inizio del cessate il fuoco e l’ombra di una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz si fa già reale. L’Iran esorta Israele a porre fine ai raid in Libano, altrimenti le azioni israeliane avranno ripercussioni sul traffico navale a Hormuz e “il regime sionista ne sarà responsabile e puniremo l’aggressore“. Lo conferma un alto funzionario iraniano, anonimo, a Press Tv.

L'appello della Turchia agli USA

“Non si deve dare alcuna possibilità di sabotare il processo” di pace. Lo dice il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante una conversazione telefonica con Donald Trump. Il riferimento è naturalmente a Israele e ai raid in Libano che continuano nonostante il cessate il fuoco.

Per quanto il presidente turco abbia espresso “soddisfazioni” per la tregua, Erdogan sottolinea anche che “la finestra di opportunità di due settimane che si è aperta dopo 40 giorni molto difficili e impegnativi per il mondo intero deve essere sfruttata al meglio per un accordo di pace duraturo”.

 

Anche gli USA smentiscono il Pakistan sul Libano

L’accordo sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non riguarda il Libano. Lo conferma – dopo Israele – anche la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, al giornalista di Axios Barak Ravid. L’affermazione contraddice quanto inizialmente comunicato dal Pakistan, mediatore della tregua raggiunta nella notte.

 

Trump: "Molto presto colloqui di persona, senza Vance per motivi di sicurezza"

Trump sostiene che “molto presto” si terranno colloqui di persona tra funzionari statunitensi e iraniani. Non dovrebbe partecipare per motivi di sicurezza – secondo quanto riferito dal presidente al New York Post – il vice presidente JD Vance. Prevista la presenza, invece, di Steve Witkoff e Jared Kushner.

 

Pakistan contro le violazioni del cessate il fuoco

“In alcuni punti della zona di conflitto sono state segnalate violazioni del cessate il fuoco che minano lo spirito del processo di pace. Esorto con forza e sincerità tutte le parti a dar prova di moderazione e a rispettare il cessate il fuoco per due settimane, come concordato, affinché la diplomazia possa assumere un ruolo guida nella ricerca di una soluzione pacifica del conflitto”. Lo dichiara su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.

 

Bloccato il passaggio delle petroliere a Hormuz

L’Iran blocca il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz a causa dei raid israeliani in Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa Fars.

 

Nuovi droni intercettati in Arabia Saudita

L’Arabia Saudita ha intercettato nove droni diretti contro il suo territorio. Ad annunciarlo è stato il Ministero della Difesa di Riad. Non si hanno ulteriori notizie sugli obiettivi o sul luogo dove sarebbero stati intercettati i droni.

 

Violazioni al cessate il fuoco

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un colloquio telefonico con il capo dell’Esercito pachistano Asim Munir, avrebbe discusso “delle violazioni del cessate il fuoco” da parte di Israele “in Iran e Libano”. Lo rende noto il Ministero degli Esteri di Teheran.

I Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno anche reso noto di aver abbattuto un drone Hermes di fabbricazione israeliana mentre sorvolava la città di Lar nel sud dell’Iran. Lo riferisce la televisione di Stato Irib. “L’ingresso di qualsiasi tipo di aereo nemico statunitense o sionista nello spazio aereo del Paese, anche senza condurre operazioni militari, è considerato una violazione del cessate il fuoco e comporterà una risposta decisa“, specifica una nota.

 

L'appello per il cessate il fuoco in Libano
Cessate il fuoco guerra Iran, in Libano continuano i raid - Adnkronos

In una dichiarazione congiunta a firma del presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron, della premier italiana Giorgia Meloni, del cancelliere federale tedesco Friedrich Merz, del premier britannico Keir Starmer, del primo ministro canadese Mark Carney, di quello danese Mette Frederiksen, del premier dei Paesi Bassi Rob Jetten, del presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez, della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si legge: “Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concluso oggi tra gli Stati Uniti e l’Iran. Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo. (…) Esortiamo tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco anche in Libano. I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Questa dichiarazione è aperta ad altri partner”.

Iran: "Usa non controllano Netanyahu, colpiremo Israele"

“In seguito alla violazione, da parte di Israele, del cessate il fuoco in Libano e contro Hezbollah, l’Iran si sta preparando a condurre operazioni contro le posizioni militari in Israele”. Lo ha dichiarato una fonte della sicurezza iraniana citata dall’agenzia di stampa Fars. La fonte commenta anche che “a Teheran si sta diffondendo la convinzione che i continui attacchi, nonostante l’accordo, siano un segno dell’incapacità degli Stati Uniti di controllare Netanyahu o che Israele abbia ottenuto libertà d’azione dal Comando Centrale degli Stati Uniti”.

 

Iran: colpito l'oleodotto est-ovest in Arabia Saudita, si valutano i danni

L’oleodotto est-ovest dell’Arabia Saudita è stato colpito in un attacco iraniano malgrado il cessate il fuoco concordato tra le parti e attualmente è in corso una verifica dei danni. A riferirne è una fonte dell’apparato industriale citata da Reuters, secono quanto riporta il Times of Israel. Anche altri siti sono stati colpiti, ha aggiunto la stessa fonte. L’oleodotto rappresenta l’unico sbocco per le esportazioni di greggio saudita dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.

Iran: "Hapag-Lloyd non riprende transito nello Stretto di Hormuz, situazione 'tesa'"

Hapag-Lloyd non riprenderà, per il momento, il transito nello Stretto di Hormuz, poiché la situazione rimane “tesa” nonostante il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo fa sapere un portavoce del colosso armatoriale tedesco, stando a quanto riportano media tedeschi, secondo il quale “sulla base della nostra attuale valutazione del rischio, continueremo ad astenerci dal transitare nello stretto”, in attesa di capire, nei prossimi giorni, “se la riapertura annunciata verrà effettivamente rispettata”.

Attualmente, sono sei le navi della Hapag-Lloyd nel Golfo. “Stiamo valutando costantemente e con la massima attenzione quando sarà nuovamente possibile il transito”, ha dichiarato il portavoce. Secondo l’associazione degli armatori tedeschi, almeno 50 navi gestite da compagnie tedesche, con circa 1.000 marittimi a bordo, restano bloccate.

Iran: Hegseth, "Siamo noi che controlliamo loro destino, non viceversa. Ora è possibile pace vera'

”Siamo noi che controlliamo il loro destino e non viceversa, ecco perché si sono seduti al tavolo dei negoziati”. E ora, dopo l’accordo di un cessate il fuoco di due settimane, ”c’è la possibilità di una pace vera e di un accordo reale”. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Capo degli Stati maggiori riuniti Dan Caine, dopo l’accordo di un cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran.

Parlando dell’abbattimento, da parte dell’Iran, di un caccia americano con a bordo due piloti, Hegseth ha affermato che l’Iran “è stato fortunato una volta in 40 giorni”, la durata del conflitto.

Da Teheran: "Riapertura dello Stretto di Hormuz tra giovedì e venerdì"

Un alto funzionario iraniano coinvolto nei colloqui con gli Stati Uniti ha dichiarato: “Potremmo riaprire lo Stretto di Hormuz in modo limitato e controllato” domani o venerdì. Lo scrive Ynet News, citando Reuters. Il funzionario ha aggiunto che “se raggiungeremo un’intesa su un quadro per i colloqui, lo Stretto potrebbe essere aperto sotto il controllo iraniano. Il cessate il fuoco è fragile, preferiamo una pace a lungo termine ma non temiamo di tornare alla guerra”.

Israele attacca Beirut

Israele ha lanciato una serie di attacchi su Beirut, colpendo diverse zone della capitale e i suoi sobborghi meridionali. Lo riportano i media statali libanesi.

Trump: "Lavoreremo a stretto contatto con Iran"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a meno di 24 ore dal post in cui minacciava di cancellare la civiltà persiana, ha cambiato tono accettando la tregua. “Gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con l’Iran, che, secondo le nostre valutazioni, ha attraversato un processo di cambiamento di regime che si rivelerà molto produttivo”, scrive su Truth Social, assicurando che “non ci sarà alcun arricchimento dell’uranio“.

“Stiamo discutendo, e continueremo a discutere, con l’Iran in merito all’alleviamento dei dazi e delle sanzioni“, aggiunge il tycoon, precisando infine – in riferimento a un possibile piano di pace – che “molti dei 15 punti sono già stati concordati”.

Teheran su Hormuz

La marina iraniana ha informato le navi al largo dello Stretto di Hormuz che è ancora necessario ottenere il permesso dall’Iran per attraversarlo. Lo riporta il Wall Street Journal, citando una registrazione condivisa da un membro dell’equipaggio di una delle navi presenti nella zona. La registrazione afferma: “Dovete ottenere il permesso dalla marina iraniana per attraversare lo stretto. Qualsiasi nave che tenti di passare senza permesso verrà distrutta”.

Non c'è ancora il negoziatore per l'Iran

Non è ancora stato definito chi guiderà il team iraniano atteso venerdì a Islamabad per negoziare con gli Stati Uniti. Smentita la notizia secondo la quale sarebbe stato scelto il capo del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf.

“Il segretariato del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, i tre poteri dello Stato e gli altri funzionari competenti del Paese stanno esaminando con esemplare coesione tutti gli aspetti e le condizioni necessarie per i negoziati e a breve verranno diffusi annunci ufficiali in merito”, sostiene la fonte, rimasta anonima.

 

Iran: due navi attraversano lo Stretto di Hormuz

Due navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, le prime dall’annuncio della tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran. Lo rende noto il sito per il tracciamento del traffico marittimo MarineTraffic. La nave cargo NJ Earth, di proprietà di un armatore greco, è passata dallo Stretto dalle 10.44 di questa mattina (ora italiana), e la Daytona Beach, con bandiera della Liberia, era passata prima, alle 8.59, poco dopo aver lasciato il porto di Bandar Abbas.

 

Salvini non commenta le frasi di Trump

“Speriamo che sia l’inizio del percorso, che tutti gli attori – compresa la Cina – lavorino per il disarmo, stanotte abbiamo perso sonno. Le frasi di Trump? Non commento”. Le parole di Matteo Salvini, ospite della Stampa estera, sul tema della tregua in Iran.

 

Israele: "Nessun cambiamento nelle linee guida per i civili"

Le forze israeliane precisano che al momento non ci sono cambiamenti nelle linee guida per i civili in Israele in seguito al cessate il fuoco di due settimane concordato da Iran e Stati Uniti. “Il comando del fronte interno sta valutando e discutendo la situazione per discutere opzioni di eventuali cambiamenti e aggiornamenti. Nessuna decisione è però stata ancora presa”, si legge in una nota.

 

La dichiarazione del Papa sulla tregua: "Segno di viva speranza"

“A seguito di queste ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo, accolgo con soddisfazione e come segno di viva speranza l’annuncio di una tregua immediata di due settimane. Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra”. Così reagisce papa Leone XIV, al termine dell’udienza generale, alla tregua Iran-USA.

“Esorto ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera, auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo”, aggiunge.

Il vicepresidente Aref in Iran: "Buongiorno vittoria"

Mohammad Reza Aref, primo vicepresidente dell’Iran, parla di “vittoria” dopo l’annuncio di una tregua di due settimane con gli USA. “Buongiorno alla vittoria! Oggi la storia ha voltato pagina – si legge in un post su X rilanciato dall’iraniana Press Tv – ed è iniziata l’era dell’Iran”.

In Libano continuano le operazioni contro Hezbollah

Le forze israeliane (Idf) affermano che “continuano operazioni di terra mirate in Libano contro Hezbollah”. Via X fanno sapere che “nel rispetto delle direttive a livello politico, le Idf hanno interrotto il fuoco nelle operazioni contro l’Iran”, pur rimanendo in massima allerta “per rispondere a livello difensivo a qualsiasi violazione”.

LEGGI QUI L’APPROFONDIMENTO (di Edoardo Ullo)

La condanna della Spagna contro Israele

La Spagna giudica “inaccettabile” il proseguimento dell’invasione del Libano da parte di Israele nonostante la tregua raggiunta tra USA e Iran nelle scorse ore. “Devono essere chiusi tutti i fronti e tutti i fronti significa anche il Libano. È inaccettabile che prosegua la guerra di Israele, l’invasione di Israele di un Paese sovrano come il Libano”, conferma il ministro degli Esteri, Jose Manuel Albares, citato da Rne. Il premier Pedro Sanchez accoglie positivamente il cessate il fuoco come “una notizia positiva” pur precisando che la Spagna “non intende applaudire a chi ha innescato l’incendio del mondo solo perché si presentano con un secchio d’acqua”.

 

Abu Dhabi, tre feriti da detriti da proiettile intercettato

Detriti precipitati in seguito all’intercettazione di un proiettile negli Emirati Arabi Uniti hanno provocato il ferimento di tre persone, due di nazionalità emiratina, una indiana, e un incendio in un impianto per la produzione di gas. L’attività dell’impianto del trattamento del gas di Habshan è stata sospesa a causa dell’incidente.

Ghalibaf capo negoziatore per l'Iran

Sarà Mohammad Bagher Ghalibaf, capo del Parlamento di Teheran, a guidare la delegazione iraniana nei colloqui attesi venerdì con gli Stati Uniti nella capitale pakistana Islamabad. Lo riferisce l’agenzia iraniana Isna. A guidare la delegazione statunitense, invece, ci sarà il vicepresidente JD Vance.

 

Von der Leyen: "Ora inizino i negoziati"

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen accoglie “con favore” il cessate il fuoco tra Iran e USA, che “porta una de-escalation quanto mai necessaria”. Ringraziando il Pakistan per l’opera di mediazione, aggiunge: “Ora è fondamentale che i negoziati per una soluzione duratura a questo conflitto continuino. Continueremo a coordinarci con i nostri partner a tal fine”.

NYT: "Trump ha sentito Netanyahu e capo Esercito Pakistan prima dell'annuncio della tregua"

Fonti del New York Times e del Wall Street Journal parlano di un colloquio telefonico avvenuto nella notte tra Trump e Netanyahu, prima dell’annuncio della tregua con l’Iran. Stamani l’ufficio di Netanyahu ha diffuso una dichiarazione in cui “Israele sostiene la decisione del presidente Trump” e puntualizza che il cessate il fuoco “non include il Libano” a differenza di quanto annunciato dal Pakistan.

 

L'appello ai civili libanese: "Non tornate nei villaggi del Libano meridionale"

L’esercito libanese invita i civili a non tornare nei villaggi del Libano meridionale, dopo che Israele ha dichiarato che il cessate il fuoco in Iran non si applica ai combattimenti contro Hezbollah. “Alla luce degli sviluppi regionali e della diffusione di notizie su un cessate il fuoco, il comando dell’esercito invita i cittadini ad astenersi dal tornare nei villaggi e nelle città del sud e ad evitare di avvicinarsi alle zone in cui le forze di occupazione israeliane sono avanzate, al fine di preservare la propria sicurezza, soprattutto perché potrebbero esporre le proprie vite al pericolo di continui attacchi israeliani”, si legge in un comunicato delle Forze Armate libanesi.

 

Cina intervenuta direttamente per convincere l'Iran ad accettare la tregua

La Cina è intervenuta per persuadere Teheran ad accettare la tregua provvisoria con gli Stati Uniti, con un contatto diretto con l’Iran. Lo conferma l’Ap.

Due feriti in Bahrein

Due feriti in Bahrein dopo un attacco iraniano. “A seguito dell’aggressione iraniana, due cittadini hanno riportato ferite lievi e diverse case sono state danneggiate nella zona di Sitra a causa delle schegge cadute in seguito all’intercettazione di un drone iraniano”, ha dichiarato il Ministero dell’Interno del Bahrein in un post su X.

 

Israele, Netanyahu si oppone: “Tregua non si applica in Libano”

“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere i raid contro l’Iran per due settimane a patto che l’Iran apra immediatamente lo Stretto e fermi tutti gli attacchi contro Usa, Israele e Paesi nella regione”, si legge in una dichiarazione diffusa su X dall’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu. La dichiarazione puntualizza che “il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano” a differenza di quanto annunciato da Sharig.

C'è la tregua, ecco cosa prevede

Poco prima della scadenza dell’ultimatum, Stati Uniti e Iran hanno detto sì alla tregua di 2 settimane. Lo Stretto di Hormuz è stato riaperto.

“Con la massima umiltà, sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano, con effetto immediato”, afferma il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif.

“Accolgo con grande favore questo gesto saggio ed esprimo la mia più profonda gratitudine ai leader di entrambi i Paesi, invitando le loro delegazioni a Islamabad venerdì 10 aprile 2026 per ulteriori negoziati volti a raggiungere un accordo definitivo per la risoluzione di tutte le controversie”, aggiunge.

“Entrambe le parti hanno dimostrato notevole saggezza e comprensione, rimanendo costruttivamente impegnate a promuovere la causa della pace e della stabilità. Ci auguriamo vivamente che i ‘colloqui di Islamabad’ portino a una pace duratura e desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni”, conclude.

La giornata storica dell'ultimatum e la preoccupazione su basi e carburante

La giornata del 7 aprile ha tenuto il mondo con il fiato sospeso. La ragione? L’ultimatum di Trump all’Iran e gli estenuanti tentativi di trovare una mediazione, intervallati da pesanti minacce e indiscrezioni sull’escalation del conflitto negli ultimi giorni. In Italia, nel frattempo, l’informativa del ministro Crosetto sull’uso delle basi italiane. “L’Italia non è in guerra”, ha ribadito il ministro, pur sottolineando che non c’è alcun distanziamento dalla NATO o dagli USA e che ogni uso delle basi militari in territorio italiano avverrà nel rispetto assoluto degli accordi internazionali in vigore.

Conflitto Iran-USA, le ultime news: cosa sta succedendo

Con grande sorpresa, viste le minacce e l’ultimatum degli USA e le risposte forti dell’Iran, poco dopo la mezzanotte italiana è stata annunciata la tregua. Riapre anche lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio del petrolio e per evitare lo shock energetico. La tregua dovrebbe valere anche per il Libano, al centro di una crisi umanitaria scatenata dalle operazioni di Israele contro Hezbollah. Tuttavia, nelle ore immediatamente successive all’annuncio di Donald Trump, Netanyahu si esprime sui canali ufficiali e sostiene: “La tregua non si applica in Libano”.

“Se gli attacchi nei confronti dell’Iran cessano, le nostre potenti forze armate fermeranno le operazioni difensive. Per un periodo di due settimane, sarà possibile il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate dell’Iran e tenendo in considerazione limitazioni tecniche”. Queste le parole del ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, annunciando il sì di Teheran al cessate il fuoco di 15 giorni nella guerra con gli Stati Uniti.

Gli USA di Trump, nel frattempo, annunciano l’ipotesi di colloqui diretti. Ci sarebbe già l’invito da parte del Pakistan per ospitare i negoziati nei prossimi giorni, venerdì 10 aprile per l’esattezza.

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