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L’orrore della guerra in Libano, Casco Blu morto in un attacco. Unifil: “La violenza deve cessare”

L’orrore della guerra in Libano, Casco Blu morto in un attacco. Unifil: “La violenza deve cessare”
Foto da Imagoeconomica

La notizia del decesso poche ore dopo l’annuncio di un nuovo cessate il fuoco

Un Casco Blu è stato ucciso nel sud del Libano: la notizia arriva poche ore dopo l’approvazione di un accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele e l’annuncio di nuovi colloqui per arrivare alla pace il prossimo 22 giugno. La vittima è un operatore Unifil serbo. Feriti altri due colleghi.

Casco Blu ucciso in Libano, cosa è accaduto

A confermare il decesso è stata la stessa Unifil, che in una nota scrive: “Uno dei Caschi Blu dell’Unifil è morto questa mattina presto a causa di ferite gravi riportate dopo che dei colpi di mortaio hanno colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel Libano sudorientale. Altri due operatori, che hanno riportato ferite, stanno ricevendo cure in un centro medico nella base dell’Unifil”.

“Gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurare crimini di guerra”, si legge ancora in un post su X dell’Unifil, che ribadisce che “La violenza deve cessare”.

A perdere la vita è stato il sergente maggiore serbo Milovan Jovanovic. Trasferito in ospedale per le ferite riportate, è deceduto intorno alle 4 (ora locale).

Il cordoglio italiano

L’Italia si unisce al dolore della Serbia per l’uccisione del sergente maggiore Jovanovic. “La Difesa italiana e il Ministro Guido Crosetto esprimono cordoglio alle Forze Armate serbe e al Ministro della Difesa Bratislav Gašić per il peacekeeper serbo che ha perso la vita a seguito di un colpo di mortaio caduto questa notte in una postazione Unifil nel Settore Est del Libano, dove non opera il contingente italiano. In questo momento di dolore, il nostro pensiero va alla famiglia della vittima e la nostra sentita vicinanza agli altri due militari della missione rimasti feriti, a cui auguriamo una pronta e completa guarigione”, si legge in un post su X.

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