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Un mese di guerra in Ucraina: le tappe del conflitto

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Un mese di guerra in Ucraina: le tappe del conflitto

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giovedì 24 Marzo 2022 - 08:33

Un mese di guerra in Ucraina. Le tappe della “operazione speciale” lanciata da Putin. Un massacro che nessuno, né in Occidente né a Mosca, aveva previsto

Un mese di guerra in Ucraina, un Paese intero sotto le bombe, attacchi indiscriminati contro i civili, milioni di persone in fuga, più di 120 bambini uccisi, quasi mille i morti totali. Ma l’Ucraina resiste, e in alcuni casi contrattacca. Secondo Kiev sono stati uccisi finora 15.600 militari russi, distrutti centinaia di aerei, elicotteri, tank. Un massacro che nessuno, né in Occidente né a Mosca, aveva previsto.

La partita è ancora aperta. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di vendere cara la pelle. E lo dimostra ogni giorno.

Un mese di guerra in Ucraina: le tappe del conflitto

24 febbraio – Alle 4 del mattino le truppe russe invadono l’Ucraina. In contemporanea Putin annuncia che smilitarizzerà il Paese con una “operazione militare speciale”.

25 febbraio – “Forze nemiche di sabotaggio sono entrate a Kiev, ma io resto qui”, annuncia Zelensky.

26 febbraio – Pioggia di missili su Kiev mentre inizia l’esodo degli ucraini verso i Paesi vicini. Zelensky: “Oltre 100.000 invasori sulla nostra terra”. I Paesi europei annunciano l’invio di aiuti militari e l’Occidente potenzia le sanzioni.

27 febbraio – Putin evoca per la prima volta lo spettro nucleare. La battaglia infuria a Kharkiv. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen annuncia che per la prima volta l’Unione finanzierà la consegna di armi e apre all’Ucraina nell’Unione europea.

In this handout picture taken and released by the State Emergency Service of Ukraine on March 15, 2022, firemen work to extinguish a fire in a housing block hit by shelling in the Sviatoshynsky district in western Kyiv. – Strikes on residential areas in Kyiv killed at least two people early on March 15, emergency services said, as Russian troops intensified their attacks on the Ukrainian capital. (Photo by various sources / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE – MANDATORY CREDIT “AFP PHOTO / State Emergency Service of Ukraine / handout” – NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS – DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS
ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI UCRAINI AL CONFINE CON LA ROMANIA. GUERRA IN UCRAINA PROFUGHI
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28 febbraio – A Gomel, in Bielorussia, partono i negoziati tra le delegazioni di Mosca e Kiev.

 1 marzo – Le truppe russe assediano Kherson e bombardano la torre della tv a Kiev. Missili su Kharkiv. Zelensky in video all’Europarlamento: “Siate con noi, Putin uccide i bambini”.

2 marzo – I civili uccisi sono centinaia. Gli sfollati centinaia di migliaia. Kherson è la prima grande città ucraina a cadere sotto il controllo russo.

4 marzo – Le forze russe prendono il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa. E’ la notte della grande paura quando l’area della centrale viene colpita da missili e si sviluppa un incendio.

5 marzo – Mariupol sotto assedio. Falliscono i corridoi umanitari. I media internazionali abbandonano la Russia.

6 marzo – I rifugiati in Polonia sfiorano il milione. Impossibili le evacuazioni da Mariupol.

 7 marzo – Mykolaiv sotto le bombe. La Russia approva una lista di ‘Paesi ostili’, tra i quali l’Italia.

8 marzo – McDonald’s chiude 850 punti vendita in Russia.   Coca-Cola ferma le attività. Gli Usa, stop all’import di petrolio e gas russi.

9 marzo – Orrore nel mondo per il bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol.

10 marzo – Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e l’omologo ucraino Dmytro Kuleba si incontrano in Turchia, senza alcun esito.

12 marzo – Bombardamenti a Kiev e Mykolaiv. Rapito il sindaco di Melitopol. Mariupol circondata.

13 marzo – Un milione di persone senza gas e riscaldamento in Ucraina. Esplosioni a Leopoli.

14 marzo – Il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan incontra a Roma il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi.

16 marzo – Bombardato un teatro di Mariupol convertito in rifugio. Oltre mille persone all’interno.

17 marzo – Il Pentagono: “La Russia ha lanciato più di 1.000 missili sull’Ucraina”.

19 marzo – 190 mila civili evacuati attraverso i corridoi umanitari dall’inizio dell’invasione.

20 marzo – Bombe su Mariupol anche dal mare. Colpita una scuola con almeno 400 sfollati. Kiev accusa: “Donne stuprate e uccise”.

21 marzo – Bombe su un centro commerciale a Kiev, missili su Odessa. Tremila morti a Mariupol, cadaveri insepolti nelle strade.

22 marzo – Zelensky in video al Parlamento italiano chiede nuovi aiuti. Kiev tenta la controffensiva e riprende il controllo di Makariv, a 60 km da Kiev.

23 marzo – Bombardato un ponte a Chernihiv, cruciale per portare aiuti umanitari ed evacuare i civili. I rifugiati sono oltre 3.500.000. I bimbi morti sono 121, secondo Zelensky. Le vittime civili quasi mille, secondo l’Onu.

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