Una guida per il Bonus facciate, rifare il volto agli edifici non è mai stato così conveniente - QdS

Una guida per il Bonus facciate, rifare il volto agli edifici non è mai stato così conveniente

Antonino Lo Re

Una guida per il Bonus facciate, rifare il volto agli edifici non è mai stato così conveniente

sabato 22 Febbraio 2020 - 00:00
Una guida per il Bonus facciate, rifare il volto agli edifici non è mai stato così conveniente

Guida passo passo all’agevolazione che consente di recuperare il 90% delle spese sostenute

In cosa consiste e quando è concessa l’agevolazione
L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires) ed è concessa quando si eseguono interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti. Sono inclusi anche gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna.
La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nell’anno 2020 o, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020.
La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Diversamente da altri bonus, non sono previsti limiti massimi di spesa né un limite massimo di detrazione.

Le aree ammesse al beneficio,occhio alla distinzione tra zona A e B
Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B, come individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968, o in quelle a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. In particolare, l’assimilazione alle predette zone A o B della zona territoriale nella quale ricade l’edificio oggetto dell’intervento dovrà risultare dalle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti. Si tratta di un punto critico, poiché, l’individuazione di queste zone è affidata alla definizione contenuta nel decreto ministeriale 1444/1968. Parliamo di una norma creata 52 anni fa, prima dell’avvento delle Regioni e delle loro competenza in materia edilizia. I comuni hanno manifestato già le loro perplessità affermando che la definizione del 1968 andrebbe sovrapposta a quanto risulta dall’attuale Puc (Piano urbanistico comunale) o Pgt (Piano di governo del territorio). Insomma, per ottenere la documentazione necessaria che attesti che l’edificio a cui sottoporre a lavori si trovi in zona A o B, bisogna recarsi in Comune, anche se non tutti hanno a disposizione la cartografia adeguata.

Le due aree:
– Zona A: comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante degli agglomerati stessi.

– Zona B: include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Chi può usufruire delle detrazioni Irpef
Possono accedere al bonus tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento. Sono ammessi all’agevolazione anche gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti, i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali). Beneficiari possono anche essere i titolari di un contratto (registrato) di locazione, leasing o comodato (purché in possesso del permesso del proprietario). Anche i familiari conviventi (e conviventi di fatto) di possessori e detentori possono usufruire del bonus facciate. Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Tipologie di intervento
I lavori previsti da questa misura sono il recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, non abitativi e parti di essi. La detrazione spetta su tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire l’intero perimetro esterno dello stabile. Parliamo di interventi di pulitura o tinteggiatura esterna, ma anche i lavori di efficientamento energetico, obbligatori quando gli interventi profondi (rifacimento intonaci) superano il 10% della superficie, possono beneficiare anch’essi della detrazione.

Come usufruire del bonus
I contribuenti che intendono usufruire del bonus facciate dovranno effettuare tutti gli adempimenti previsti per l’ecobonus. Bisogna ottenere l’asseverazione, con la quale un tecnico abilitato certifica la corrispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici previsti per ciascuno di essi e l’attestato di prestazione energetica (Ape) per ogni singola unità immobiliare per cui si chiedono le detrazioni, che deve essere redatto da un tecnico esterno ai lavori. Infine, servirà inviare all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

Regole per i bonifici
Per riuscire ad ottenere la detrazione fiscale del 90% sarà necessario effettuare il pagamento mediante bonifico bancario o postale e che sia specificata la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

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