L’Hantavirus, il patogeno responsabile dell’epidemia a bordo della nave da crociera Mv Hondius, è più contagioso non appena compaiono i sintomi. Lo evidenzia l‘Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che spiega anche la necessità di mettere in quarantena i contatti.
L’epidemia provocata da questo raro virus ha finora causato tre vittime e ha suscitato preoccupazione a livello globale per la sua potenziale diffusione. Le persone evacuate dalla nave stanno ora tornando nei loro Paesi di provenienza.
E intanto a Torre del Greco, in provincia di Napoli un 24enne che era passeggero nel volo Klm che ha fatto scalo tecnico a Roma sul quale era salita per pochi minuti una donna sudafricana poi morta a causa dell’Hantavirus.
L’esperto: “La malattia è più contagiosa agli esordi”
E “i primi istanti della malattia sono quelli in cui la contagiosità è più elevata”, ha spiegato Olivier Le Polain, responsabile dell’Unità di epidemiologia e analisi per la risposta (Ear) dell’Oms, durante uno spazio di approfondimento video diffuso dall’agenzia Onu per la salute via social.
La quarantena per sei settimane ai passeggeri della nave
L’Oms ha raccomandato che tutte le persone che si trovavano a bordo della nave al suo arrivo domenica mattina nelle acque al largo di Tenerife per lo sbarco vengano messe in quarantena per 6 settimane. Questo periodo corrisponde al periodo massimo di incubazione del virus Andes al centro dell’epidemia – unico ceppo di hantavirus noto per trasmettersi tra esseri umani – che è di circa 42 giorni.
In media, tuttavia, le persone infette dal virus iniziano a sviluppare i sintomi dopo circa 3 settimane, ha precisato Le Polain, sottolineando l’importanza di non aspettare la comparsa dei sintomi prima di isolare i potenziali contatti. Se l’Oms raccomanda la quarantena, è perché le persone sono contagiose fin dalle prime fasi della malattia, ha ribadito l’esperto, aggiungendo che “a volte è anche un po’ difficile riconoscere i sintomi”, poiché “i sintomi iniziali potrebbero essere lievi, un po’ di stanchezza, magari una leggera febbre”, ma questi sintomi poi “a volte peggiorano”.
“Potremmo vedere nuovi casi nei prossimi giorni”
Le Polain ha affermato che il lungo periodo di incubazione dell’hantavirus “significa che potremmo vedere nuovi casi nei prossimi giorni, forse anche la prossima settimana”.
Ecco perché “dobbiamo rimanere vigili, assicurarci che ai primi segni e sintomi” i casi “vengano riconosciuti, isolati e curati”.
Iniziate le attività di tracciamento dei contatti dei passeggeri
Sebbene l’Oms formuli raccomandazioni, spetta a ciascun Paese implementare i protocolli sanitari che ritiene più appropriati. Da quando sono iniziate le attività di tracciamento dei contatti e il rimpatrio dei passeggeri e dell’equipaggio della Mv Hondius, la maggior parte dei paesi ha seguito le linee guida Oms e ha implementato quarantene di 42 giorni.
Diversi Paesi, tra cui Germania, Gran Bretagna, Svizzera e Grecia, hanno optato per una quarantena di 45 giorni, mentre Australia e Francia hanno annunciato periodi di osservazione minimi rispettivamente di 3 e 2 settimane, che possono poi essere prorogati.
Gli Stati Uniti, al contrario, hanno indicato che i 17 passeggeri americani di ritorno non sarebbero necessariamente stati messi in quarantena, una decisione che il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha definito “rischiosa”, riporta l’Afp.
La nave presentava “un ambiente favorevole alla trasmissione. È un ambiente in cui le persone vivono insieme in uno spazio piuttosto chiuso”, ha affermato Le Polain. “Ecco perché probabilmente assisteremo a una diffusione maggiore di quanto avremmo visto altrimenti”.
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