“Housing first”, un tetto alle donne vittime di violenza e con figli minori - QdS

“Housing first”, un tetto alle donne vittime di violenza e con figli minori

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“Housing first”, un tetto alle donne vittime di violenza e con figli minori

mercoledì 05 Febbraio 2020 - 00:00
“Housing first”, un tetto alle donne vittime di violenza e con figli minori

L’iniziativa è attiva a Catania dove il Comune ha concesso un immobile confiscato alla Caritas. La prima famiglia ospitata è quella di Yemenz, ospite dell’appartamento con i quattro figli

CATANIA – Fornire un tetto a chi è senza casa e si trova in condizioni di estrema fragilità è il primo passo di un progetto destinato ad accoglienza e presa in carico di donne vittime di violenza con figli minori. Giunto alla seconda edizione e promosso dalla Conferenza episcopale siciliana-Delegazione regionale della carità, si chiama “Housing first” ed è attivo, da qualche mese, in un immobile confiscato alla criminalità organizzata e concesso in comodato d’uso dal Comune di Catania alla Caritas. Il progetto, che comincia con l’accoglienza, prospetta una piena integrazione e il raggiungimento dell’autonomia per le persone ospitate nel giro di un paio di anni, anche se, in caso di particolari esigenze, si può procedere con un ulteriore rinnovo.

Yemenz e la sua famiglia, composta da quattro figli, di cui tre minorenni e una appena diciottenne, sono gli ospiti dell’appartamento e stanno vivendo un tentativo di ripristino della normalità, dopo anni complicati, divisi dal mare e dalla guerra. Lei, di origine eritrea, è scappata dal suo Paese circa un decennio fa, dopo aver perso il marito in un incidente stradale in Sudan e aver lasciato, per necessità e sicurezza, le sue tre figlie in patria. Poi il percorso alla ricerca della speranza, le violenze, l’arrivo in Italia e la nascita del quarto bambino. Oggi, grazie anche al progetto Housing First II, si è riuscita a ricongiungere con le sue tre figlie.

Una famiglia riunita e una rete di sostegno per avviare il cammino della piena autonomia. A disposizione, infatti, oltre agli assistenti sociali, che li stanno seguendo in tutto il percorso, e ai medici volontari della Rete sanitaria della Caritas diocesana, ci sono anche le iniziative del Talità Kum per i più piccoli, l’Istituto scolastico statale “Federico De Roberto” di Catania (scuola diurna per i bambini e serale per la signora), l’Istituto religioso delle figlie della sapienza, la parrocchia SS. Pietro e Paolo di Catania e Pax Christi.

In particolare, in occasione delle festività agatine, l’arcivescovo di Catania, S.E. Mons. Salvatore Gristina, ha stabilito di sostenere questa iniziativa anche con la Missione Sant’Agata 2020. Alla raccolta dell’offertorio, che si terrà durante il Solenne Pontificale, contribuiranno anche gli “Amici del Rosario” tramite la quota di partecipazione simbolica a un sorteggio di due quadri raffiguranti S. Agata che avverrà il prossimo 12 febbraio in Cattedrale.

La Caritas Diocesana garantisce quotidianamente il supporto completo alla famiglia, che include anche il sostentamento di tutte le spese e il disbrigo delle pratiche, nell’ottica di fornire alle persone prese in carico quegli strumenti per avviare un percorso di sostentamento in maniera autonoma tramite la garanzia di un lavoro regolare. Un risultato che era stato già raggiunto in passato, grazie alla prima edizione del progetto Housing First, con dodici mamme e 18 bambini, tra italiani e stranieri, che si sono garantiti la propria autonomia, riuscendo, al contempo, ad allontanare i propri compagni e/o mariti colpevoli delle aggressioni e delle violenze.

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