Hub per i vaccini a Taormina per salvare il turismo - QdS

Hub per i vaccini a Taormina per salvare il turismo

Massimo Mobilia

Hub per i vaccini a Taormina per salvare il turismo

mercoledì 10 Marzo 2021 - 00:01

L’obiettivo sanitario è strettamente collegato a quello economico. Il salvataggio del comparto principe del tessuto produttivo locale è essenziale per tentare di guardare al futuro con maggiore ottimismo

TAORMINA (ME) – Abituata ad accogliere oltre un milione di turisti l’anno, pure la Perla dello Ionio ha dovuto fare i conti con la pandemia e con le difficoltà incontrate durante l’ultima stagione estiva quando, in mancanza di visitatori stranieri (che rappresentano lo zoccolo duro con oltre l’80% di presenze annue), si è dovuta accontentare del turismo di prossimità e di una stagionalità lavorativa ridotta ai tre mesi estivi.

Così oggi, prima di dover fare i conti con la prossima estate, ancora piena di tantissimi punti interrogativi e che rischia di ripetere gli scarsi risultati del 2020, la capitale del turismo siciliano sta iniziando, invece, a confrontarsi con la necessità di vaccinare al più presto i propri cittadini, così come tutte le migliaia di lavoratori del comparto turistico che abbraccia l’intero comprensorio taorminese. Ecco perché, dopo gli hub vaccinali inaugurati a Palermo, Catania e Siracusa, Taormina potrebbe rappresentare, entro aprile, uno dei nuovi hub della Regione siciliana dedicati appunto alla vaccinazione contro il Coronavirus.

Nei giorni scorsi è arrivato, infatti, il benestare dell’Asp di Messina, sulla possibilità di allestire gli stand sanitari all’interno del grande parcheggio Lumbi di Taormina, dopo la visita effettuata dal nuovo dirigente ad interim, Bernardo Alagna. Era stata l’Asm (Azienda servizi municipalizzati) nella qualità di gestore del parcheggio, e d’accordo con l’Amministrazione del sindaco, Mario Bolognari, a mettere a disposizione i locali dei silos Porta Catania e Lumbi, attraverso una nota inviata alla Regione e all’Asp lo scorso 27 febbraio. Invito raccolto appunto dall’Azienda sanitaria, che ha optato per il pianterreno del parcheggio Lumbi, ovvero il piano più grande solitamente dedicato alla sosta dei bus e alla lavorazione dei carri allegorici nel periodo di carnevale. L’area sarebbe dotata di tutti i requisiti per allestire gli stand necessari a creare un hub con almeno quaranta varchi vaccinali, cioè singole postazioni in grado di vaccinare contemporaneamente quaranta persone, oltre agli spazi di prefiltraggio, accettazione e aree di attesa pre e post somministrazione. Insomma, un hub vaccinale a tutti gli effetti, come quelli già allestiti alla Fiera del Mediterraneo di Palermo, o all’ex mercato ortofrutticolo di Catania, dove si arriverebbero a vaccinare la media di quattrocento/cinquecento persone al giorno.

L’interesse dell’Amministrazione taorminese, espressa dal primo cittadino ma condivisa anche con i sindaci dei vicini Comuni di Castelmola, Letojanni e Giardini Naxos, è quella di raggiungere al più presto la copertura totale di vaccinati non solo tra la popolazione, ma soprattutto di tutti i lavoratori delle attività turistico ricettive della Perla, che risiedono anche nei paesi limitrofi. Un obiettivo sanitario che è strettamente collegato con l’obiettivo di salvare la prossima stagione turistica, spendendo la carta di offrire al villeggiante la sicurezza e l’appetibilità di visitare un luogo “vaccinato”. Una sorta di lasciapassare, insomma, per promuovere Taormina e il suo territorio e attrarre nuovamente il maggior numero possibile di turisti, ovviamente nelle more di quelle che saranno le prossime regole sulla mobilità, alla quale l’Italia e gli altri Paesi saranno sottoposti.

Una strategia chiara e decisa, che adesso dovrà attendere il definitivo via libera da parte del governo regionale, comunque con la consapevolezza che, tanto il governatore, Nello Musumeci, quanto l’assessore alla Sanità, Ruggero Razza, abbiano sempre avuto sensibilità alle richieste provenienti dalla Perla. Passaggio fondamentale sarà il recepimento di nuove dosi vaccinali, sufficienti a coprire la domanda di una popolazione di lavoratori stagionali mediamente giovane, che sicuramente non potrà attendere i mesi autunnali per vaccinarsi. Da tutto questo dipenderà l’economia di una importantissima fetta di turismo regionale.

Twitter: @MassimoMobilia

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