La mafia sostituisce le istituzioni inefficienti - QdS

La mafia sostituisce le istituzioni inefficienti

Carlo Alberto Tregua

La mafia sostituisce le istituzioni inefficienti

sabato 05 Dicembre 2020 - 00:00

Quando vi sono periodi di crisi, come quella gravissima che stiamo attraversando, nel nostro Paese e nel Meridione in particolare, rispunta il fenomeno mafioso, perché ancor più vengono evidenziate le inefficienze delle istituzioni e della sottostante burocrazia.
La stessa non si ritiene al servizio dei cittadini, che pagano gli stipendi a funzionari e dipendenti, bensì al di sopra degli stessi e, in qualche caso, al di fuori della legge.
La conseguenza è che anziché essere serviti, i cittadini subiscono vessazioni di ogni genere, consistenti in mancate risposte alle loro istanze, in ritardi ingiustificati, in servizi non funzionanti.
Tutto ciò accade perché, l’abbiamo scritto più volte, nella Pubblica amministrazione mancano i valori di responsabilità, merito e produttività.
Quando soggetti che lavorano, percepiscono i loro compensi (stipendi, indennità, premi e altro) a prescindere dai risultati che conseguono, si manifesta uno squilibrio fra dare ed avere, a danno dei cittadini.

La situazione è ancor più grave quando tali inefficienze danneggiano il sistema produttivo e imprenditoriale dei servizi, del commercio, del turismo, dell’agricoltura e di altri settori; cioé la parte viva che produce ricchezza nel nostro Paese.
In questo quadro, quando le banche non finanziano adeguatamente gli investimenti e non supportano in misura omogenea i cinque milioni di imprenditori piccoli e medi, ecco che emerge il sistema alternativo alle istituzioni, cioé l’organizzazione mafiosa.
I sostituti delle banche diventano gli usurai, cui tante piccole partite Iva si rivolgono non sapendo quale Santo interpellare.
Privati cittadini bisognosi, con famiglie anche numerose, chiedono prestiti. Il dato è confermato dall’aumento vertiginoso di persone che vanno a consumare un pasto presso la Caritas e altre organizzazioni benemerite di tipo assistenziale.
I cittadini e gli imprenditori hanno bisogno della Pubblica amministrazione, non solo in campo sanitario, ma per chiedere provvedimenti nel settore economico, autorizzazioni, concessioni e altro, per ottenere i quali bisogna ungere le ruote contro i ritardi lunghissimi.
Di tutte le branche pubbliche nazionali, regionali e locali, non ce n’è una che si distingua per efficienza e capacità, perché trasversalmente sono tutte senza guida e senza nessuno cui debbano rispondere dei mancati risultati.
Cosicché si trovano in una condizione che non è suscettibile di miglioramenti. Perché? La risposta è semplice: manca l’organizzazione dei servizi, secondo cui a ogni funzionario o dipendente dovrebbe essere assegnato un compito da portare a compimento in un tempo predeterminato e con un tasso di efficienza adeguato.
La mafia non viene estirpata dalle istituzioni proprio perché esse non danno convenienza ai cittadini di ripudiarla. Se tuti i servizi funzionassero bene, se non ci fosse bisogno della mazzette, se i tempi delle risposte fossero ragionevoli, di tipo europeo, l’organizzazione criminale perderebbe appeal, in quanto cittadini e imprese non avrebbero la necessità di rivolgersi a essa per la sopravvivenza. Ma tutto ciò non accade e quindi chi blatera la lotta alla mafia mente, perché non fa nulla per attuarla.

Vi è poi l’altra questione riguardante la criminalità organizzata e cioé che essa ha abbandonato i metodi cruenti e ha esteso la sua influenza a tutto il territorio nazionale, collegandosi anche con le altre mafie, come quella russa e cinese, in modo da operare meglio nei traffici internazionali.
Non si sente più parlare del traffico d’armi e non perché esso non vi sia. Si parla poco del traffico di droga e non perché sia cessato. E si avverte appena l’introduzione e la ramificazione delle sue attività nell’economia e segnatamente nell’economia pubblica.
La mafia dei colletti bianchi è diventata una realtà, vi sono imprenditori, professionisti e tecnici che si muovono con agio dentro le istituzioni corrose dall’inefficienza.
La conseguenza è che nella competizione fra istituzioni e mafia, ancora non si vede chi possa prevalere. Un vero guaio.

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