Il web sta rovinando l’informazione perché la necessità della sintesi non consente di spiegare i fatti e le circostanze in modo completo. Inoltre, disabitua chi fa informazione a ponderare le questioni che emergono, con la conseguenza che vengono riportate senza l’opportuna verifica.
Da ciò deriva che un’informazione generica, superficiale e spesso falsa induce i lettori a conoscere in modo sbagliato fatti e circostanze. Ulteriore conseguenza è quella che chi legge ne prende atto e quindi si forma un’opinione errata.
Articolo 21 della Costituzione e Codice deontologico: i principi etici del giornalismo
Come vedete, una falsa o inesatta informazione crea un danno per l’Opinione Pubblica e rende non fruibile quello che accade.
È vero che l’articolo 21 della Costituzione non cita i giornalisti come attori principali della stessa, anche perché la legge istitutiva dell’Ordine (n. 69 del 1963) è stata approvata quindici anni dopo. Prima chiunque si poteva appellare giornalista.
Ovviamente la legge fissa anche principi etici, che sono stati meglio identificati nel Codice deontologico dell’1 giugno 2025.
Verificare le fonti, soppesare le notizie, formarsi un’opinione
La fretta nel fare informazione ha falsato il dovere dei giornalisti, che è quello di soppesare tutte le notizie che pervengono loro, controllare le fonti – possibilmente più di una – valutare il peso realistico che esse hanno, formarsi un’opinione e infine, solo dopo questo esame preventivo, scrivere l’articolo.
Quanti giornalisti seguono questo indispensabile processo? Non crediamo che siano tanti in base a ciò che leggiamo e sentiamo nei diversi mezzi d’informazione.
Questo comportamento non adeguato ai valori etici da parte di chi informa cittadine e cittadini, crea un danno non indifferente perché, come prima si scriveva, induce le persone comuni a formarsi opinioni non vere.
Non solo i giornalisti debbono verificare le notizie, ma devono anche muoversi per andare a trovarne di altre che confermino o smentiscano le prime. Obiezione: per seguire questo processo non c’è più il tempo. Non è vero, perché con i mezzi che ognuno ha a disposizione può fare una serie di contatti in modi diversi. L’importante è che si capisca il nocciolo dell’argomento e che si facciano domande appropriate perché competenti.
La competenza come requisito del buon giornalismo
Ecco il requisito che occorre per fare del buon giornalismo: la competenza. Quella delle materie che si trattano, che si forma dalla lettura di centinaia di libri e di quotidiani di carta, facendo opportuna selezione di tutte le comunicazioni che si ricevono da radio e televisioni.
I cortesi lettori non si annoino se riproduciamo ancora una volta questo tema, cioé quello di un’informazione corretta, completa, bilanciata, vera, appropriata, fondata sulla conoscenza e sulla competenza, perché essa è il cardine su cui si fonda l’opinione di cittadine e cittadini, cioé del Popolo, che è la fonte della Democrazia.
I tre pilastri per un’informazione che funziona
Ecco qual è il nucleo di tutto l’argomento: la Democrazia. Fondata sul volere del Popolo, ma di un Popolo colto, che pensa in maniera adeguata e quindi che esprime opinioni in tutte le sedi, anche nell’urna, appropriate alle materie trattate.
Perché il Popolo divenga colto occorre che le istituzioni mettano in atto quegli strumenti necessari per raggiungere questo obiettivo.
Il primo è una Scuola moderna, che tratti le questioni di oggi e non quelle di trent’anni fa, con professori e professoresse formati adeguatamente e non con una sfilza di supplenti che fanno ciò che possono e danno quello che hanno, cioé poco. Una Scuola così forma una generazione di ragazzi incapaci di ragionare con la propria testa, con la conseguenza che poi pensano con la testa degli altri.
E poi occorre un’Università moderna, che riduca l’insegnamento delle materie e aggiunga l’insegnamento del metodo, cioé del come fare a risolvere i problemi. I professori universitari, inoltre, hanno l’obbligo etico di insegnare ai/alle loro allievi i principi fondamentali della Comunità, cioé dello stare insieme, il primo dei quali è il rispetto del prossimo.
Il terzo pilastro della crescita del Popolo, che divenga colto, è l’informazione, di cui abbiamo trattato prima. Non importa se essa venga fatta da giornalisti pubblicisti o professionisti, purché siano coscienziosi del proprio dovere e bravi nella loro importante professione.

