Roma, 2 nov. (askanews) – Nel 2001 i Salamini Italiani alla Cacciatora, dopo 5 anni di trattative con l’UE, ottenevano il prestigioso riconoscimento della DOP. Un traguardo che assumeva anche il valore di un primato nel settore dei salumi europei, visto ceh il termine “Cacciatore”, applicato alla categoria dei salami, è sempre stato sinonimo di un salame dalla piccola pezzatura definito nel gergo comune “Cacciatorino” o “Salamino” per identificare l’identità merceologica di un salame utilizzato dai cacciatori durante le loro battute di caccia. Fino al 2001, quindi, il nome “Cacciatore” era utilizzato solo in Italia, nessuno usava questo termine in Europa. E ancora oggi è l’unica denominazione europea con il riferimento al nome della nazione e non della città o della regione.
Nel 2003 è stato poi costituito il Consorzio di tutela. Oggi il Cacciatore Italiano è il Salame europeo tutelato con i maggiori volumi, pari a oltre 4 milioni di Kg prodotti. Il che significa, tenendo conto che la pezzatura media è pari a 200 grammi, che ogni anno vengono immessi sul mercato circa 20 milioni di Cacciatori. Nel 2025 si è registrata una netta crescita delle vendite (+ 5%), dell’export (+19%) e dell’affettato (+47%). E oggi la quota vendite all’estero rappresenta circa il 40% del totale certificato, rispetto al 34% di quota, registrato nel 2024. Sempre sul fronte export, emerge la performance in Germania (+39%) che si conferma il primo mercato di riferimento, che passa dal 47% al 52% del totale esportato. A seguire troviamo Svizzera, Olanda, Belgio, UK e Austria.
Straordinaria, in particolare, la performance in UK (+74%) dovuta al programma di promozione THE EU FAB 6 Savour the PDO and PGI Wines and Deli Meats from Europe, finanziato dalla UE. “25 anni della DOP per i Salamini Italiani alla Cacciatora che celebrano nuovi record e che vedono il Consorzio sempre più impegnato a tutelare, promuovere e valorizzare il prodotto sia sul mercato interno che all’estero con l’obiettivo di allargare l’area di crescita coinvolgendo nuovi e interessanti mercati di riferimento”, commenta Paolo Beretta, presidente del Consorzio Cacciatore Italiano.

