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IA, Lucarelli (Ised) su Anthropic: dipendenza da reti esterne rischio sistemico

IA, Lucarelli (Ised) su Anthropic: dipendenza da reti esterne rischio sistemico

Blocco imposto da Usa non è vicenda che interessa solo mercato IA

Roma, 15 giu. (askanews) – “Il blocco imposto dal governo degli Stati Uniti ad Anthropic su Fable 5 e Mythos 5 non è una vicenda che riguarda solo il mercato dell’intelligenza artificiale. È l’ennesima dimostrazione di un problema strutturale che l’Europa conosce bene, ma affronta con troppa lentezza: la dipendenza da infrastrutture critiche che non governiamo”. Lo afferma, in una nota il Ceo di Ised, Guido Lucarelli commentando la decisione del governo statunitense di fermare Fable e Mythos, la super intelligenza artificiale di Anthropic, una tra le principali aziende di intelligenza artificiale al mondo.

“Non è la prima volta che ci troviamo in questa posizione – ricorda Lucarelli -, durante il Covid, la dipendenza dalla Cina per la produzione di siringhe e mascherine ha reso evidente quanto una supply chain concentrata in un unico paese possa trasformare un’emergenza sanitaria in un’emergenza geopolitica. Oggi la stessa logica si applica alle reti: la dipendenza da infrastrutture come Starlink significa che una scelta aziendale o politica presa oltreoceano può orientare o interrompere, interi modelli di business e servizi pubblici. L’AI è il capitolo più recente di questa storia, non il primo”.

Secondo Lucarelli, “la questione – aggiunge Lucarelli – non è chi ha torto o ragione tra Anthropic e Washington. La questione è che un sistema mission critical non può essere progettato con un singolo punto di dipendenza su un’infrastruttura soggetta a normative, interessi e decisioni che non appartengono al contesto in cui opera”.

Per Lucarelli, la risposta deve essere strutturata su tre livelli: Ridondanza architetturale e indipendenza tecnologica nel medio-lungo periodo: costruire layer europei, modelli specializzati su dati proprietari, logica di controllo che non dipenda da un unico fornitore esterno. Non come alternativa ideologica, ma come requisito progettuale. Ottimizzazione delle risorse nel breve periodo. L’AI oggi è come il petrolio: non ne produciamo in misura sufficiente e siamo esposti alle fluttuazioni esterne di prezzo, di accesso, di regolazione. Chi progetta sistemi in questo momento deve tenere conto del costo reale di questa dipendenza e ottimizzare il consumo di risorse AI esterne come si fa con qualsiasi input critico non controllato. Progettazione per livelli operativi multipli: sistemi che funzionano con AI, e che continuano a funzionare in modalità degradata, con meno AI o senza. Non come ripiego, ma come scelta architetturale deliberata, integrata fin dalla fase di progetto.

“L’Europa – spiega ancora il ceo di Ised – ha ora una scelta concreta davanti: continuare a costruire su infrastrutture esterne sperando che le variabili geopolitiche non ci riguardino, oppure iniziare a progettare con la consapevolezza che quella dipendenza ha un costo e che quel costo, prima o poi, si paga. La Pubblica Amministrazione italiana, in particolare, deve fare questa scelta in modo esplicito. Non nei documenti di strategia: nei capitolati di gara” conclude Lucarelli.