Roma, 28 mag. (askanews) – La guerra in Medio Oriente impatta inevitabilmente sul traffico aerei passeggeri. Ad aprile, secondo i dati diffusi dalla Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo, la domanda totale, misurata in ricavi per passeggero-chilometro (RPK), ha registrato una flessione del 3,4% su base annua. Al netto del Medio Oriente, tuttavia, la domanda sarebbe cresciuta dell’1,2%. La capacità complessiva, misurata in posti-chilometro disponibili (ASK), è diminuita del 2,9%, mentre il coefficiente di riempimento degli aeromobili si è attestato all’83,1%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto ad aprile 2025.
Sul fronte internazionale, la domanda è scesa del 5,3% rispetto all’anno precedente. Escludendo il Medio Oriente, si sarebbe registrato un incremento dell’1,9%. La capacità è diminuita del 5,1%, con un load factor pari all’83,9%, in flessione di 0,2 punti percentuali. La domanda sui mercati domestici è rimasta sostanzialmente invariata rispetto ad aprile 2025, mentre la capacità è aumentata dello 0,8%. Il coefficiente di riempimento si è attestato all’81,9%, in calo di 0,7 punti percentuali.
“La contrazione del 46,6% della domanda per i vettori del Medio Oriente, dovuta al conflitto nella regione, è stata così marcata da trascinare la domanda globale in territorio negativo (-3,4%) – ha dichiarato il direttore generale della Iata, Willie Walsh – la situazione del trasporto aereo resta altamente volatile. Ad aprile il costo del carburante per aerei è più che raddoppiato, esercitando pressioni al rialzo sulle tariffe. I dati sulle programmazioni future mostrano inoltre una riduzione dell’offerta nei prossimi mesi, segnale che le compagnie stanno cercando di bilanciare l’aumento dei costi del carburante e l’indebolimento della domanda”.

