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Il bastone e la carota, sanzioni e premi

Il bastone e la carota, sanzioni e premi
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Una Comunità ordinata cresce

Non è diffuso nel nostro Paese il principio generale secondo il quale ognuno riceve per quello che dà: prima dà e poi riceve. Invece a molti sembra di essere nel paese di Bengodi, dove si ottiene tutto gratis senza fare alcuna fatica.

I bambini, nei primi anni di vita, sono disordinati, non hanno conoscenze, si trovano proiettati in un mondo popolato dagli altri, che funzionano in base alle proprie abitudini. Poi, pian piano, crescono e ricevono la cosiddetta educazione, sia dalle famiglie che dagli enti pubblici preposti, cioè scuola, università e formazioni diverse.

Dovere prima del diritto: il principio che la scuola italiana non insegna

Questi enti, però, non hanno l’obiettivo di far istruire ragazze e ragazzi sui principi etici di equità, secondo i quali prima viene il dovere e poi si può reclamare il proprio diritto. Per cui, ognuno di essi, man mano che cresce, segue i propri impulsi, le proprie attitudini, ma non si muove secondo quei principi che dovrebbero regolare il funzionamento di una Collettività, perché a essi bisogna essere abituati.

Una classe dirigente degna di questo nome dovrebbe sentire il dovere di far capire alle generazioni successive quale sia il rapporto fra dovere e diritto, insegnando con il metodo del bastone e della carota, ovvero delle sanzioni e dei premi.

Ci dovrebbe essere chiarezza nell’organizzazione della formazione per puntare a un sistema sociale equo, nel quale ognuno prende in base a ciò che dà, non il contrario.

Come l’egoismo individuale blocca il funzionamento della collettività

Sentiamo continuamente parlare di diritti, ma quasi mai di doveri, il che stravolge il principio obiettivo della stessa vita, secondo il quale, qualche milione di anni fa, gli esseri umani prima di tutto dovevano procacciare il cibo (all’inizio esclusivamente vegetale e poi anche animale). Allora non esistevano diritti, ma solo il dovere di sopravvivere. Poi, pian piano, nelle epoche successive sono nate tutte le altre esigenze, di cui oggi vediamo le risultanze.

Perché una Società funzioni, occorre ben organizzare i servizi, pubblici e privati. Senza tale organizzazione tutto va a casaccio e con disordine, con la conseguenza che mancano i risultati, cioè i servizi.

Una Società ordinata dovrebbe avere una classe dirigente capace di farla funzionare secondo alcuni dei principi prima descritti.

Quando il sistema premiale funziona meglio dell’indulgenza

Il bastone e la carota. Sembra un’affermazione cruda e anche limitata nella sua efficacia, ma se ci pensate bene, quando è adottato il sistema premiale o sanzionatorio, le cose funzionano meglio perché le persone debbono essere istruite e regolamentate in base a principi semplici, ma funzionali, che abbiano obiettivi chiari e concreti.

Insomma, ci vuole proprio concretezza, senso della realtà e cognizioni adeguate per fare funzionare una Comunità di soggetti dotati di individualità, che li porta a funzionare come una squadra e non in modo isolato, ognuno per proprio conto.

Quanto precede può sembrare frutto di fantasia, invece è conseguenza di lunghe e variegate esperienze che fanno vedere le cose come sono effettivamente, non come molti vorrebbero che fossero. Sembra un ossimoro, ma è la constatazione di ciò che è e non di ciò che vorremmo che fosse.

Perché la classe dirigente non vuole cittadini colti e informati

Perché la Comunità non pensa, non ragiona e non funziona nei termini che abbiamo descritto prima? La risposta è semplice e immediata: perché prevale l’egoismo, la voglia di accaparrare e di attirare risorse o vantaggi infischiandosene se ciò che viene acquisito risulta sottratto agli altri.

L’egoismo esiste e dobbiamo fare i conti con esso, non illudendoci che le cose possano andare diversamente se non ci si mette quell’impegno e quel senso dell’insieme, spesso assente, che deve essere trasmesso e insegnato perché non sempre si sviluppa spontaneamente.

A qualcuno non sembri che noi parliamo alla suocera affinché intenda la nuora, infatti vogliamo dire senza ombre che tutto quanto precede riguarda il nostro Paese, la sua popolazione e soprattutto la classe dirigente, la quale non vuole che cittadine e cittadini siano informati e colti perché Cultura è Libertà, Libertà è Democrazia e la Democrazia non consente ai gruppi di potere di fare quello che vogliono a loro vantaggio.