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Il caldo urbano favorisce insetti e roditori: l’IA anticipa la loro presenza

Il caldo urbano favorisce insetti e roditori: l’IA anticipa la loro presenza

Interventi più mirati, meno uso di pesticidi e maggiore tutela della salute pubblica ed ambientale

Roma, 24 mar. (askanews) – La gestione degli infestanti nei contesti urbani e produttivi sta vivendo una trasformazione profonda. Per decenni la stagionalità era considerata un fattore naturale di contenimento: il freddo invernale sembrava frenare la proliferazione di insetti e roditori. Oggi questa logica non è più sufficiente. Il riscaldamento globale e la crescente urbanizzazione stanno modificando il comportamento termico delle città. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), le superfici artificiali e la densità edilizia favoriscono la formazione di isole di calore urbane, con differenze di temperatura fino a 10 °C rispetto alle aree meno urbanizzate. Anche nei mesi invernali, soprattutto nelle aree densamente costruite, le temperature possono restare elevate rispetto al territorio circostante, riducendo l’effetto di “raffreddamento naturale” che un tempo aiutava a limitare gli infestanti (EEA, Agenzia europea dell’ambiente). Queste condizioni trasformano le città in vere e proprie città-incubatrici: ambienti in cui calore residuo, infrastrutture chiuse e densità abitativa creano contesti ideali per la sopravvivenza e la proliferazione di insetti e roditori durante tutto l’anno, aumentando la complessità della gestione degli infestanti.

Un rischio che cresce ma resta invisibile

Il cambiamento climatico non è l’unico fattore. Molti ambienti urbani e produttivi mantengono temperature stabili indipendentemente dal clima esterno: magazzini, impianti e spazi chiusi restano favorevoli alla sopravvivenza e riproduzione di parassiti. “Oggi molte infestazioni si sviluppano in ambienti dove la temperatura non scende mai sotto determinate soglie, e questo rende il rischio meno visibile ma più persistente rispetto al passato, perché i parassiti possono riprodursi e insediarsi in continuità tutto l’anno – spiega Andrea Cattarin, Presidente e CEO di SGD Group, società all’avanguardia nei settori della protezione ambientale e del controllo infestanti -. Quando le colonie si insediano in aree difficilmente accessibili, intercapedini, controsoffitti, locali tecnici i controlli visivi tradizionali non bastano più”. Secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), la diffusione delle specie aliene invasive in Europa è aumentata del 96% negli ultimi trent’anni, con impatti crescenti sugli ambienti urbani e produttivi. Quando il segnale diventa evidente, spesso il fenomeno è già strutturato e diffuso, e intervenire in modo casuale può risultare inefficace, aggiunge l’esperto, evidenziando la necessità di adottare modelli di prevenzione basati sull’anticipazione dei rischi.

Pest Intelligence: prevenire prima che il problema emerga

Da queste dinamiche nasce la Pest Intelligence: un approccio avanzato che combina AI, sensori, analisi dei dati e monitoraggio continuo per anticipare e prevenire le infestazioni prima che diventino un problema visibile. La componente “intelligente” non riguarda l’automazione dell’intervento, ma la capacità predittiva. Sensori e sistemi digitali raccolgono informazioni su temperatura, umidità, variazioni microclimatiche, accessi strutturali e configurazione degli spazi. Questi dati vengono elaborati da algoritmi di analisi avanzata che identificano pattern ricorrenti e condizioni favorevoli allo sviluppo degli infestanti. In pratica, l’IA non si limita ad intervenire quando l’infestante è visibile, ma trasforma i dati raccolti in previsioni. “La Pest Intelligence consente di individuare le vulnerabilità prima che si traducano in infestazioni conclamate, permettendo interventi mirati e riducendo l’uso di pesticidi solo dove il rischio è reale”, spiega Cattarin. Questo approccio predittivo ottimizza le risorse, rende gli interventi più efficaci e limita l’impatto ambientale. Inoltre, l’AI permette di adattare continuamente i modelli, migliorando la precisione delle previsioni con l’accumulo di dati. Il risultato è un cambio di paradigma: dalla disinfestazione reattiva alla prevenzione basata su evidenze, con interventi mirati e una riduzione dell’uso estensivo di prodotti chimici. “L’obiettivo non è eliminare indiscriminatamente, ma intervenire solo dove i dati indicano un rischio reale”, aggiunge Cattarin.

Impatto economico: un settore da 905 milioni di dollari

Il mercato globale del pest control nell’ultimo anno ha toccato quota 20,7 miliardi di dollari nel 2025, con previsioni di crescita fino a 28,7 miliardi di dollari entro il 2033, spinto dall’aumento della domanda legata alla salute pubblica e alla sicurezza degli ambienti (Proficient Market Insights, società internazionale di analisi di mercato). Crescono anche i segmenti legati al monitoraggio intelligente e alla prevenzione basata sui dati, che costituiscono il perimetro tecnologico della Pest Intelligence. Secondo Precedence Research, istituto indipendente di ricerca di mercato, il valore globale dei sistemi di monitoraggio intelligente dei parassiti, è stimato in circa 905 milioni di dollari nel 2024 e potrebbe superare 1,6 miliardi di dollari entro il 2034 (Smart Pest Monitoring Management System Market Size, Share and Trends 2025 to 2034).

Ricadute su imprese, cittadini e salute pubblica

La presenza di infestanti negli ambienti urbani e produttivi ha ricadute economiche e sanitarie. Nel settore alimentare, la non conformità ai protocolli HACCP può comportare sanzioni amministrative superiori ai 6.000 euro per singola inadempienza, oltre alla sospensione delle attività (HACCP Roma). Cresce l’attenzione verso i criteri ESG (Environmental, Social and Governance), che comprendono la capacità delle organizzazioni di prevenire i rischi sanitari e ambientali riducendo l’uso di sostanze chimiche aggressive. Garantire ambienti controllati significa tutelare lavoratori, consumatori e cittadini, oltre a dimostrare, attraverso sistemi digitalizzati e monitoraggio continuo, la condizione di sicurezza più che l’intervento episodico. La gestione degli infestanti non riguarda solo le imprese, ma ha ricadute dirette sulla salute dei cittadini, soprattutto nei contesti urbani ad alta densità. Insetti e roditori possono veicolare agenti patogeni, contaminare ambienti e superfici, compromettere la salubrità degli spazi condivisi. In condizioni ambientali favorevoli, alcune specie infestanti possono aumentare rapidamente il numero di generazioni e sviluppare colonie numerose, incrementando il rischio di contaminazioni negli ambienti residenziali e pubblici (Ma et al., 2025, Nature Reviews Earth & Environment). In questo senso, la prevenzione basata sul monitoraggio continuo diventa uno strumento di tutela indiretta della salute pubblica, riducendo il rischio prima che si manifestino situazioni critiche.

Verso un modello di prevenzione continua

In città sempre più dense e infrastrutture sempre più complesse, la gestione degli infestanti non può più basarsi sull’emergenza. La Pest Intelligence rappresenta un’evoluzione del pest control: non una risposta a posteriori, ma un sistema di lettura continua del rischio. “Rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto significa passare da una logica di reazione a una di prevenzione strutturata”, conclude Cattarin. “È una trasformazione che riguarda la salute pubblica, la sostenibilità ambientale e la qualità della vita urbana”.