Il cemento avanza inesorabile, Comuni del trapanese “immobili” - QdS

Il cemento avanza inesorabile, Comuni del trapanese “immobili”

Vincenza Grimaudo

Il cemento avanza inesorabile, Comuni del trapanese “immobili”

mercoledì 28 Agosto 2019 - 01:00
Il cemento avanza inesorabile, Comuni del trapanese “immobili”

Poche demolizioni nell’hinterland: a Marsala con il contagocce, a Castelvetrano partite di recente. In provincia tempi biblici per abbattere le migliaia di case non sanabili sulla costa

TRAPANI – Nel marsalese almeno 500 case abusive sulla costa, altrettante nell’altro versante demaniale tra Castelvetrano e Campobello di Mazara. Le ruspe, però, si vedono con il binocolo.

In provincia di Trapani gli abusivi del cemento selvaggio sul bagnasciuga praticamente da sempre la fanno franca e la stragrande maggioranza di essi continua indisturbato a farsi la sua villeggiatura.

Praticamente la macchina delle demolizioni, finalmente avviata due anni fa con maggiore vigore dalla Procura di Trapani che ha voluto andare a fondo nelle pratiche che puntualmente si impantanavano tra i vari uffici comunali, cammina a passo di lumaca. Sulle dita di due mani praticamente si contano gli abbattimenti avvenuti tra Paceco, Castellammare del Golfo, Favignana, Erice e Trapani.

Qualcosina di più a Marsala dove sono stati abbattuti dal 2011 ad oggi appena 24 immobili; e poi solo oggi finalmente si smuove anche Castelvetrano dove c’è voluta una commissione prefettizia per riuscire a fare partire la prima ottantina di demolizioni dopo che in precedenza erano state abbattute appena due case realizzate nella località balneare di Triscina senza le prescritte autorizzazioni di legge e non sanabili in quanto costruite nella fascia dei 150 metri dalla battigia.

Gli immobili, appartenenti a proprietari diversi e acquisiti al patrimonio del Comune, sorgono uno lungo la strada 135 e 151 e nel corso di un monitoraggio svolto dall’ ufficio tecnico comunale erano stati individuati nel 2013 insieme con altri 14 immobili.

Si tratta di edifici costituiti dalla sola struttura portante. La situazione più tragica, sotto l’aspetto proprio dell’invasione del cemento selvaggio lungo le coste, è senza dubbio quella della zona costiera tra Castelvetrano e Campobello di Mazara: qui si contano la “bellezza” di 5 mila immobili costruiti entro i 150 metri di fascia protetta demaniale. Un tappeto di case sterminato che praticamente finisce per ostruire persino il panorama.

Che dire di Marsala con i suoi 519 immobili ancora da buttare giù: se il trend dei tempi di abbattimento dovesse rimanere quello a cui abbiamo assistito sino ad oggi ci vorrebbero qualcosa come 85 anni per potere evadere tutte le pratiche di abusivismo.

Il maggior numero di demolizioni finora eseguite dal Comune ha riguardato il versante nord marsalese e non quello meridionale, con un litorale più massicciamente cementificato negli ultimi trent’anni.

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