Il Covid-19 non può giustificare i furbetti - QdS

Il Covid-19 non può giustificare i furbetti

Carlo Alberto Tregua

Il Covid-19 non può giustificare i furbetti

giovedì 03 Giugno 2021 - 00:00

Il Papa stringe le mani

Abbiamo scritto più volte di tanta gente che parla al pubblico o in televisione o in ambiti distanziati con la mascherina.
Si tratta di un comportamento ridicolo perché è noto, anche se non confermato definitivamente, che il Virus per trasmettersi deve avere una base liquida, la saliva, perché, almeno dalle contraddittorie risultanze scientifiche, esso non veleggia nell’aria.

Sulla questione ognuno dice la sua, gli scienziati di tutto il mondo e d’Italia sono in continuo disaccordo, la verità è che ancora essa non è stata certificata.

Di fronte a questo scenario, sembra del tutto inutile continuare ad avere dei comportamenti illogici. Per esempio, abbiamo notato con piacere, negli ultimi servizi televisivi, che Papa Francesco, nel ricevere autorità straniere ed italiane (anch’esse straniere per lo Stato del Vaticano), stringe regolarmente la mano e non porta la mascherina, come per altro il suo ospite.

D’altro canto, chi ha ricevuto il vaccino è in buona misura immunizzato, per cui, quando si incontra con un’altra persona “inoculata”, le precauzioni di distanziamento e mascherina sono del tutto superflue.

Il Pontefice ci ha dato un altro buon esempio al riguardo e cioè ha baciato il numero del Lager imposto sul braccio di Lidia Maksymowicz, con cui si è incontrato qualche giorno fa.

Dunque, continuare con questi allarmismi è del tutto ingiustificato perché se, da un canto, è corretto restringere le libertà personali e costituzionali dei cittadini quando ciò è necessario, dall’altro, quando non è necessario, si tratta di una violazione palese che va eliminata.

Purtroppo gli italiani hanno subito la dittatura degli scienziati, cui ha obbedito come un cagnolino il debole ministro della Salute, Roberto Speranza, durante il governo Conte. ma questo non è andato avanti sotto l’esecutivo guidato da Mario Draghi, che silenziosamente fa le scelte e le impone ai suoi ministri, forse a tutto il Parlamento.

Così si governa, con decisione, buonsenso ed equilibrio.
Il Covid-19 è stato un disastro economico per il Paese, anche a causa delle eccessive ed ingiustificate restrizioni; il governo Conte ha cominciato a distribuire soldi a destra e a manca con palesi iniquità perché ha privilegiato i singoli cittadini e dimenticato tutte le partite Iva.
La conseguenza è che nel settore privato vi è una sofferenza notevole perché tutti coloro che hanno dovuto tenere chiusi gli esercizi, hanno ricevuto ristori ridicoli, ben lontani dal danno effettivo che hanno subito.

Dobbiamo segnalare un’altra grave anomalia e cioè la distribuzione a pioggia di assegni sia in conseguenza del Covid che per il Reddito di cittadinanza, che ha “premiato” una serie di persone che non avevano diritto e ciò perché, per la fretta di ottenere consensi, si è invertito l’ordine naturale della cose che prevede prima i controlli e dopo l’erogazione.
Un’ulteriore anomalia va segnalata perché hanno ricevuto ristori anche gli evasori fiscali e tributari, sempre per la stessa ragione secondo la quale i controlli hanno cominciato il loro percorso dopo l’erogazione.

Come si vede, non solo l’epidemia ha creato un forte calo di Pil nazionale e pro capite, non solo ha di fatto bloccato la ruota economica, ma ha fatto emergere una serie di anomalie che fanno aumentare la divergenza che vi è fra cittadini, i quali sempre meno sono uguali, in osservanza dell’articolo 3 della Costituzione.

Confidiamo che il Governo Draghi rompa questi circuiti viziosi, dìa direttive chiare e incontrovertibili alla propria Pubblica amministrazione, quasi sempre deficitaria, nella quale però vanno opportunamente laudate le Forze dell’Ordine, Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia, che svolgono un eccellente lavoro e ottengono risultati adeguati e conseguenti alla loro efficienza.

Dispiace però, l’abbiamo scritto più volte, che il modello organizzativo delle Forze dell’Ordine non sia adottato dalle altre branche della Pubblica amministrazione nazionale e locale, perché se così fosse anch’esse funzionerebbero con efficacia e produrrebbero servizi di qualità, cosa che non avviene, a danno di tutti i cittadini.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684