Milano, 9 ago. (askanews) – Il mercato italiano dei crediti di carbonio volontari si prepara a crescere con l’entrata in funzione del Registro nazionale, che consentirà alle aziende di compensare parte delle proprie emissioni finanziando interventi di tutela e gestione delle foreste. Una sfida che richiede strumenti in grado di certificare con precisione quanta CO2 venga realmente assorbita dai boschi e di monitorare nel tempo la validità dei crediti, evitando errori, duplicazioni o pratiche di greenwashing.
A rispondere a questa esigenza è Ruma, startup incubata in Progetto Manifattura, l’hub green di Trentino Sviluppo, che ha sviluppato la piattaforma EcoSense, capace di creare il “gemello digitale” delle foreste attraverso immagini satellitari, rilievi con droni e ispezioni sul campo.
“La nostra piattaforma EcoSense permette di osservare da remoto lo stato delle aree naturali e di documentare con precisione quanto carbonio riescono a immagazzinare, trasformando l’esperienza sul campo in dati concreti per la rendicontazione aziendale”, spiega la ceo Angelica Pianegonda.
Il sistema calcola la biomassa presente, stima l’anidride carbonica immagazzinata dagli alberi e consente di seguire l’evoluzione della vegetazione negli anni, offrendo alle aziende una rendicontazione verificabile dei crediti acquistati e ai proprietari forestali uno strumento per valorizzare il patrimonio boschivo. La tecnologia monitora inoltre la crescita della vegetazione in prossimità di infrastrutture come linee elettriche, ferrovie e strade, contribuendo alla manutenzione del territorio e alla prevenzione dei rischi.

