Il ministro Costa a Pantelleria, l'Italia come Paese-Parco - QdS

Il ministro Costa a Pantelleria, l’Italia come Paese-Parco

Pietro Crisafulli

Il ministro Costa a Pantelleria, l’Italia come Paese-Parco

lunedì 03 Agosto 2020 - 00:09
Il ministro Costa a Pantelleria, l’Italia come Paese-Parco

Il Ministro alla comunità pantesca, "Creare lavoro in queste aree per contrastare lo spopolamento" E all'assessore Cordaro dice, "Facciamo il Parco degli Iblei". L'inserimento di quella ambientale nella nuova Educazione civica scolastica

Sostenere la green economy nei parchi per contrastare lo spopolamento.

Questa l’idea del ministro Sergio Costa, accolto ieri pomeriggio sull’isola di Pantelleria da Salvatore Gabriele, presidente del Parco Nazionale più giovane d’Italia, dal sindaco pantesco Vincenzo Campo e dall’assessore regionale all’Ambiente Totò Cordaro.

Il discorso sotto le vele

Costa, protetto dal sole che batteva forte da una serie di vele, ha parlato alle autorità del progetto “Italia Paese-Parco”, illustrando i prossimi passi per rafforzare e tutelare ancor di più l’ambiente in questa specifica zona, “attraverso la valorizzazione delle tradizioni locali”.

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La “Figlia del vento” (questo significa Bent el rion, il nome arabo da cui deriva Pantelleria), è la seconda tappa del viaggio tra i Parchi nazionali – sono in tutto venticinque – dopo il Gran Paradiso.

La storia dei parchi nazionali in Italia cominciò nel settembre del 1922 a Pescasseroli con l’inaugurazione dell’attuale parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, subito seguito dal Gran Paradiso.

La Sicilia attende ancora l’istituzione dei parchi nazionali delle Egadi e del litorale trapanese, delle Isole Eolie e dei Monti Iblei.

“Fate nascere il Parco degli Iblei”

“Ieri ero al Gran Paradiso – ha infatti detto Costa -, il Parco più a Nord e più antico d’Italia e oggi sono in quello più al Sud e più giovane, in questa Pantelleria che fa parte dell’Italia, Paese della Bellezza. Io spero però che presto il più giovane parco italiano sia quello degli Iblei e ho chiesto all’assessore di far presto e di farmi tornare in Sicilia per quell’occasione. Ci tengo”.

Tornando all’occupazione, Costa ha ricordato “l’intuizione delle Zea, le zone economiche ambientali, nate per aiutare coloro che vogliono fare della sostenibilità nei Parchi nazionali occasione di sviluppo”.

Risorse da parte dello Stato

“E lo Stato – ha sottolineato – ci mette le risorse, chiedendo però ai Parchi di finanziare progetti di una green economy certificata. Inoltre ho firmato il bando Parchi per il clima, con un fondo, quest’anno, di cento milioni di euro. L’anno scorso erano ottantacinque e sono stati tutti bene assorbiti”.

“Dobbiamo creare lavoro in queste aree – ha sottolineato – per contrastare lo spopolamento. La concretezza passa però attraverso l’ascolto del territorio”.

L’idea di Costa è insomma quella di “far diventare l’Italia un Paese Parco” mettendo assieme “la tutela della biodiversità con l’economia, che deve essere green”.

“Chiamatemi idiota” ha concluso Costa, citando Dostoevskij e confermando di credere fermamente nell’Italia come Paese della Bellezza.

Gabriele, l’importanza della visita

“La presenza del ministro a Pantelleria – ha detto il presidente del Parco, ed ex sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele – è la chiara manifestazione di un interesse e di vicinanza da parte dello Stato, a un territorio portatore di buone prassi nella relazione uomo-ecosistema, ma che necessita ancora di strumenti adeguati. Questa visita concretizza una delle principali mission del Parco: lavorare in rete con altre realtà paesaggistiche nazionali ed estere, sotto la regia ministeriale per essere parte di un sistema allargato con obiettivi condivisi”.

La visita a Pantelleria prosegue oggi

La visita istituzionale a Pantelleria, che prosegue oggi, ha lo scopo di conoscere l’isola e le attività per la preservazione e la valorizzazione dell’habitat dell’isoletta, ultimo Parco nazionale a nascere in Italia, nel 2016, ed esteso per oltre duemilaseicento ettari e con una “straordinaria biodiversità, radicata in una grande varietà di microclimi”.

Un percorso che prevede l’attraversamento della fascia costiera per approfondirne le necessità legate al tema mare e una visita nell’entroterra “per conoscere lo stato delle strutture esistenti e il loro recupero, a vantaggio di una mirata riqualificazione e fruizione”.

La soddisfazione per l’Ambiente materia scolastica

Costa – ex generale dei Carabinieri impegnato nella lotta alle ecomafie – in questi giorni si è detto felice “dell’introduzione dell’educazione ambientale come materia scolastica obbligatoria in tutta Italia”.

“Abbiamo vinto la battaglia – ha detto – e da settembre sarà studiata in tutte le classi fino all’Università facendo crescere il sistema Italia in tema di sensibilità ambientale”.

Lo sviluppo sostenibile con l’educazione ambientale e la conoscenza e la tutela del patrimonio e del territorio fanno parte infatti – con lo studio della Costituzione e la cittadinanza digitale – dell’insegnamento della nuova e obbligatoria Educazione civica secondo le linee guida che, a fine giugno, il Ministero dell’Istruzione ha inviato a tutte le scuole.

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