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Il prof. Barbera: “Riforma della giustizia ineludibile e garantista”

Il prof. Barbera: “Riforma della giustizia ineludibile e garantista”
Augusto Barbera

Il prof. Augusto Barbera difende la separazione delle carriere e il referendum sulla giustizia

“Va rovesciata l’accusa: tradiscono la Costituzione quanti non accettano che il referendum sia uno strumento di democrazia diretta su un quesito specifico e non una consultazione politica”. Lo dice, in una intervista a La Stampa, Augusto Barbera, ex presidente della Corte costituzionale, ex parlamentare del Pci e Pds, professore di diritto, che ritiene la separazione delle carriere una riforma ‘ineludibile e garantista’.

La riforma Vassalli e la nascita del processo accusatorio

“Nel 1989 ero in Parlamento quando fu approvata (pressoché all’unanimità) la riforma Vassalli. L’Italia era l’ultima democrazia ad adottare un processo penale di tipo accusatorio e ad abbandonare il rito inquisitorio, di impronta fascista, che dava al giudice il potere di trovare le prove. Fu in quel momento che si separarono le funzioni tra magistratura giudicante e inquirente. Il passaggio successivo sarebbe dovuta essere la separazione delle carriere”.

Mani Pulite, giustizialismo e il mancato passaggio alle carriere separate

Così però non avvenne. “Sì, ma per via degli eventi che segnarono la storia della Repubblica negli Anni Novanta. Mi riferisco a Mani Pulite e all’emergenza terroristico-mafiosa – spiega -. Più banalmente fu per l’insorgenza del giustizialismo. Ricordiamo il cappio ostentato alla Camera dai leghisti, l’azione dei missini sotto il portone di Montecitorio, le monetine dei militanti Pds contro Bettino Craxi. A sinistra, in particolare, non vollero entrare in conflitto con l’Associazione nazionale magistrati, contraria alla separazione delle carriere ieri come oggi.

Costituzione, referendum e autonomia della magistratura

Chi ci accusa, tradisce l’essenza stessa della Costituzione. I costituenti vollero questo strumento di democrazia diretta, diverso dalle consultazioni politiche. Ora, non sono un ingenuo e non sottovaluto gli aspetti politici di un referendum, ma dobbiamo esprimerci in concreto. La riforma rende più efficiente e giusta la giustizia o no? Io penso di sì. Non solo non viene toccata l’indipendenza e l’autonomia, ma anzi rafforzata.