A distanza di qualche giorno, la vicenda di Ceuta si è ampiamente ridimensionata, ma non sono chiari i meccanismi secondo cui i 50 mila immigrati che hanno sfondato la rete di protezione sono prontamente tornati in Marocco. Di fatto, hanno lasciato solo qualche unità che si è poi “dispersa”.
Solo immigrazione regolare attraverso i Ministeri
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, hanno preso una posizione analoga, sostenendo che può essere consentita solo l’immigrazione regolare, cioè quella effettuata attraverso il ministero degli Esteri.
Si tratta di una posizione ineccepibile, peraltro subito avallata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, la quale ha comunicato energicamente come i regolamenti europei stabiliscano che l’unico canale d’ingresso di esterni nei confini dei Ventisette sia quello dei Ministeri.
Dunque c’è stata univocità dell’atteggiamento di quasi tutte le istituzioni italiane ed europee. Resta tuttavia il mistero di questo rumoroso andirivieni di 50 mila persone che superano il confine verso la Spagna e poi, quasi subito dopo, risuperano il confine verso il Marocco.
Qualcuno sostiene maliziosamente che in questa strana operazione c’entri il malumore del Marocco verso la Spagna, che privilegia i rapporti con l’Algeria. Il campo delle illazioni è molto grande e non intendiamo avventurarci nello stesso.
478.600 migranti in Italia contro 234.760 in Spagna
Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha detto una verità, e cioè che negli ultimi anni i migranti entrati in Europa attraverso l’Italia sono stati 478.600, mentre quelli entrati attraverso la Spagna sono stati 234.760. Ciononostante la presidente Meloni, fin dal primo giorno, ha comunicato che intendeva stendere una rete anti ingresso dei clandestini.
Evidentemente tale rete era bucata, mentre quella spagnola è stata più efficiente. Nessun Paese europeo ha comunicato la sospensione del trattato di Schengen, mentre il Governo italiano ha ritenuto di farlo per questa improvvisa e non attesa immigrazione “entra ed esci”.
Tuttavia, qualunque misura anti immigrazione clandestina è legittima. Pertanto la mossa di Meloni andava fatta.
PIL spagnolo al 2,8% contro lo 0,8% italiano: i risultati che contano davvero
La polemica tra il Governo italiano e quello spagnolo continua inutilmente per la differente collocazione dell’area politica dei due Governi. Si tratta di un’insulsa guerriglia, perché devono essere evidenziati i risultati dell’azione di governo e non le vuote chiacchiere. Non possiamo ignorare che il Governo spagnolo ha ottenuto un incremento del Pil del 2,8%, mentre quello italiano, se va bene, dello 0,8%. Due punti di differenza sono un’enormità, quindi merito al Governo spagnolo e non altrettanto a quello italiano: i dati sono giudici tassativi e chi non si rimette a essi adotta comportamenti inadeguati a promuovere il benessere della popolazione.
I cittadini colti devono vedere i fatti come sono
La continua diatriba della collocazione dell’area politica di una compagine di governo è una cosa stucchevole e fuori dai tempi, per il semplice motivo che non importa dove essa si collochi, ma importa valutare il suo programma e soprattutto i suoi risultati, che debbono giungere con puntualità.
Se le alleanze politiche e i relativi governi funzionassero e fossero valutati, ripetiamo, solo in base ai risultati, vi sarebbe una grande chiarezza nello scenario, da essere considerato molto bene da parte dei cittadini. Invece c’è confusione, non sappiamo se “spontanea” oppure provocata. In altri termini, ognuno valuti se le comunicazioni false o fumose che vengono date dalle parti politiche sono frutto di incapacità e mancanza di concretezza, oppure hanno come obiettivo quello di confondere i cittadini in modo da poterli facilmente manipolare per ottenerne il consenso.
La questione che oggi rileviamo è quella di sempre: la capacità dei componenti della Comunità di capire i fatti e di soppesare i comportamenti di chi gestisce le istituzioni. Le valutazioni sono conseguenti esclusivamente ai risultati. Il resto è fatto di vuote parole, più o meno ben rappresentate da stampa e televisioni, ma che non devono ingannare cittadini colti e attenti, i quali riescono a vedere al di là della cortina fumogena che inonda spesso la comunicazione dei media sociali.
La capacità sta nel perforare tale cortina e nel vedere i fatti come sono e non come vengono rappresentati.

