Il trasporto aereo merci internazionale sta attraversando una fase di forte pressione sui prezzi, con aumenti significativi registrati da febbraio a marzo 2026. Secondo Drewry, le tariffe sono aumentate fino al 95% su alcune rotte, a causa della riduzione della capacità disponibile e dell’incremento dei costi del carburante dovuto al conflitto in Iran. L’impatto è particolarmente evidente nei collegamenti tra Asia e Medio Oriente. Sulla rotta Shanghai–Dubai, i prezzi hanno toccato gli 8,60 dollari al chilogrammo, avvicinandosi ai livelli record della pandemia. Gli effetti si estendono anche ad altre direttrici globali, segnalando una pressione diffusa sull’intero sistema cargo.
I supplementi sono i fattori che spingono l’aumento
A spingere l’aumento sono soprattutto i supplementi: tra Singapore e Londra, i costi aggiuntivi per il carburante sono saliti fino al +290% su base mensile, mentre sulle spedizioni dal Golfo verso l’Europa si registrano rincari anche nei supplementi di sicurezza. Le rotte dall’India verso l’Europa mostrano incrementi significativi, seppur più contenuti. Alla base di questa dinamica c’è una contrazione dell’offerta, con diversi grandi vettori, tra cui Qatar Airways, Emirates ed Etihad Airways, costretti a ridurre le operazioni a causa delle tensioni nell’area. Il Medio Oriente, che rappresenta una quota rilevante del traffico cargo globale, amplifica così gli effetti della crisi su scala internazionale.
Nel complesso, circa la metà delle rotte monitorate ha registrato aumenti mensili superiori al 20%, confermando una fase di forte volatilità e di crescente pressione sui costi logistici a livello globale.
Il dati del World ACD Market
| Anche secondo i dati di WorldACD Market Data già a meta marzo le tariffe globali per il trasporto aereo merci hanno registrato un aumento significativo a causa di limitazioni di capacità e interruzioni lungo i principali corridoi commerciali. Secondo il report, nella dodicesima settimana, i prezzi medi di mercato sono cresciuti del 7% su base settimanale, arrivando a 2,84 $/kg, dopo incrementi del 10% e dell’8% nelle settimane precedenti. Anche le tariffe spot hanno registrato un aumento del 6%, raggiungendo i 3,38 dollari/kg, spinti dalla pressione costante sulla capacità disponibile e dall’accumulo di spedizioni arretrate. Il tonnellaggio globale è rimasto sostanzialmente stabile (-1% su base settimanale), ma i volumi sono diminuiti del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando difficoltà persistenti lungo le principali rotte commerciali. II report conferma inoltre che la capacità limitata in Medio Oriente e Asia meridionale è stata un fattore chiave nell’aumento delle tariffe: nelle settimane 11 e 12, la disponibilità in queste regioni è stata inferiore del 37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo WorldACD Market Data. Nella dodicesima settimana, la capacità proveniente dal Golfo è aumentata solo marginalmente (+3%), rimanendo circa il 20% al di sotto dei livelli pre-interruzione, mentre l’Asia meridionale ha mostrato un ritorno graduale verso i livelli di base, contribuendo a una parziale stabilizzazione del traffico regionale. Le restrizioni operative imposte da alcune grandi compagnie di trasporto hanno ulteriormente ridotto la disponibilità della rete, congestionando le rotte a lungo raggio e limitando le opzioni per gli spedizionieri, mantenendo alta la pressione sui prezzi globali del trasporto aereo merci, come riportato da WorldACD Market Data. |
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

