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Poco più del 5% delle imprese siciliane ha puntato sulla formazione

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Poco più del 5% delle imprese siciliane ha puntato sulla formazione

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giovedì 16 Dicembre 2021 - 11:12

Secondo i dati Ocse, la formazione professionale in Italia è cresciuta del 113%, ma non tutte le regioni hanno mostrato la stessa attitudine verso questa opportunità, come accaduto nell'Isola

Il mondo del lavoro ha fame di competenze e di percorsi formativi in grado di incidere positivamente sulla ripartenza economica al termine della fase più critica della pandemia.

Secondo i dati Ocse, la formazione professionale in Italia è cresciuta del 113%, ma non tutte le regioni hanno mostrato la stessa attitudine verso questa opportunità, come accaduto in Sicilia, dove le aziende hanno investito meno di 2 milioni di euro nei percorsi formativi dell’Avviso FEMI 2021.01 di FondItalia.

Le regioni italiane

Avviato a novembre 2020, a durata annuale e articolato in 6 Sportelli, l’Avviso FEMI 2021.01 finanzia progetti di tipo aziendale, interaziendale ed individuale, concordati tra le Parti Sociali che promuovono il Fondo e le imprese aderenti. Al finanziamento delle proposte formative concorrono le risorse destinate dalle aziende nella misura dello 0,30% del monte salari. I sei Sportelli 2021 si sono chiusi con 2.227 imprese beneficiarie e 24 Conti di Rete coinvolti. 755 i progetti approvati per un importo totale pari a € 14.285.149,19 mentre i lavoratori destinatari della formazione sono stati 24.206.

Come evidenziato, non tutte le regioni hanno mostrato piena propensione verso le opportunità di formazione. Solo la Lombardia conta ben 659 imprese beneficiarie delle attività a sportello, mentre la Puglia 292 e la Campania 183. La Sicilia con 138 aziende è all’incirca a metà classifica. Un più alto numero di aziende ha coinciso con un maggior numero di lavoratori formati solo in Lombardia e Puglia, dove i destinatari coinvolti sono stati rispettivamente 6.187 e 4.784; seguono il Lazio con 2.164, la Campania con 1926, la Sicilia con 1.434 e l’Emilia Romagna con 1.416.  

In Sicilia

La Sicilia, dunque, non traina la formazione, ma rientra comunque tra le prime dieci regioni con imprese e lavoratori ad aver beneficiato dei corsi di formazione in periodo pandemico. Le aziende beneficiarie siciliane incidono per il 6% sul totale italiano (138 imprese su 2.227 beneficiarie in un anno) così come i lavoratori (1.434 sui 24.206 formati in un anno). Numeri lontani dalla Lombardia, dove le imprese beneficiarie incidono per il 30% sul totale italiano (659) e i lavoratori il 25% (6.187) o la stessa Puglia, che da regione Meridionale, è la seconda in Italia per numero di imprese beneficiarie, 292 per un’incidenza del 13%, e la seconda per destinatari, 4.784 per un’incidenza del 20%. 

Anche quest’anno abbiamo previsto la pubblicazione di un unico Avviso FEMI, articolato in sei Sportelli per consentire la programmazione a lungo termine delle attività formative, – spiega Egidio Sangue, Vicepresidente e Direttore di FondItalia – e finalizzato a promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori a supporto dello sviluppo e dell’innovazione delle imprese. La dotazione iniziale è stata aumentata progressivamente superando i 14 milioni di euro, grazie all’incremento delle risorse sulla base dei trasferimenti INPS che si sono resi disponibili”.

Quali sono i corsi su cui converge il maggior numero di richieste? Su un totale di poco meno di 74.000 ore di formazione oltre 15 mila ore sono state dedicate alle costruzioni, poco meno di 15.000 alla sanità e assistenza sociale e al commercio all’ingrosso e al dettaglio oltre alla riparazione di autoveicoli.

La classifica siciliana vede al 1° posto il commercio all’ingrosso e dettaglio oltre a riparazione di autoveicoli con 51 aziende, seguito dalle costruzioni con 20 aziende e le attività manifatturiere con 13 aziende. Tra gli oltre 1.400 lavoratori destinatari dei corsi, 345 provengono dal commercio e della riparazione, 270 dalle costruzioni e 85 dalle attività manifatturiere. Fanalino di coda le attività immobiliari con un solo iscritto.

Formazione in aula e teleformazione

Nonostante la pandemia, la formazione in aula si conferma la modalità maggiormente richiesta (92% del monte ore) anche se è sempre ammessa la teleformazione, conforme ai provvedimenti emanati dalle competenti autorità ai fini del contenimento del contagio dal virus COVID-19. Afferiscono a questa voce le ore erogate nella tipologia “a distanza sincrona e tracciabile”, del tutto assimilata alla modalità in presenza.

FondItalia rappresenta un riferimento importante per le aziende aderenti, soprattutto per le piccole e microimprese – sottolinea Francesco Franco, Presidente FondItalia – promuovendo formazione di qualità e facilitazioni per le aziende aderenti. Anche quest’anno abbiamo previsto l’abolizione permanente dell’apporto proprio, ossia il cofinanziamento da parte delle imprese che optino per aiuti di importanza minore. Abbiamo messo in campo, inoltre, nuove risorse per favorire la ripresa delle imprese nell’ottica di promuovere l’innovazione attraverso la realizzazione di nuove metodologie organizzative e produttive. FondItalia, inoltre, offre adeguata assistenza alle imprese per mettere a punto percorsi formativi in grado di sostenere l’occupazione dei lavoratori e per favorire una ripartenza del sistema produttivo del Paese”.

Le aree prioritarie, definite dal Comitato Tecnico Scientifico del Fondo, sono: aggiornamento e mantenimento delle competenze; adozione di nuovi modelli di gestione aziendale (risorse umane, qualità, tecniche di produzione) ed amministrazione; sviluppo delle abilità personali; introduzione di elementi di innovazione tecnologica; promozione della conoscenza del contesto lavorativo; diffusione delle competenze linguistiche; supporto all’internazionalizzazione e green economy.

Il 1° sportello dell’Avviso FEMI 2022.01 chiuderà il 22 dicembre 2021 e la graduatoria dei progetti approvati sarà pubblicata sul sito www.fonditalia.org il 10 febbraio 2022.

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