Roma, 11 set. (askanews) – In Italia quasi un adulto su due (46,4%) ha problemi di peso: il 34,8% è in sovrappeso e l’11,6% è in condizione di obesità (Istat- Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol – Anno 2025). In questo scenario, la sfida non è soltanto iniziare un percorso alimentare sano e corretto, ma trasformarlo in abitudini sostenibili nel tempo.
Comprendere le proprie abitudini alimentari diventa quindi un passaggio fondamentale. Per rispondere a questa esigenza Melarossa ha introdotto il Diario Alimentare, la nuova funzionalità dell’app pensata per aiutare l’utente a registrare ciò che mangia giorno dopo giorno e confrontarlo con il proprio fabbisogno calorico di riferimento.
Il Diario Alimentare fotografa ciò che l’utente consuma realmente, mettendo in relazione alimentazione e fabbisogno calorico. Lo strumento è organizzato nei pasti principali (colazione, pranzo, cena e spuntini) e consente di inserire alimenti singoli, piatti comuni e condimenti, scegliendo tra diverse unità di misura.
Annotare i pasti per conoscere meglio le proprie abitudini “Il diario alimentare è un vero e proprio strumento di studio – spiega il dott. Lorenzo Traversetti, biologo nutrizionista – perché permette di riportare “nero su bianco” le regole alimentari e nutrizionali seguite nel corso di una o più giornate. Questa trascrizione fedele consente di leggere le proprie abitudini in modo più critico, analizzando le possibili deviazioni rispetto al proprio stile nutrizionale e individuando le strategie migliori per gestire eventuali strappi alla regola”.
Un pranzo fuori casa, un piatto pronto o uno spuntino non previsto fanno parte della vita quotidiana. Annotarli nel diario aiuta a capire meglio come si mangia, senza considerarli errori o strappi alla regola.
“Il diario permette di gestire con flessibilità anche i piatti pronti, i condimenti o gli imprevisti fuori casa – continua Traversetti – dal punto di vista nutrizionale, ciò che si mangia ogni giorno deve essere osservato nel suo insieme. Registrare anche l’assunzione di piatti pronti e condimenti permette di analizzare più facilmente la tendenza naturale al ricorso a queste soluzioni o un loro eventuale abuso. L’obiettivo non è demonizzarli, bensì renderli gestibili in un’ottica di corretto bilanciamento dietetico”.

