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Trasporti, al lavoro per non far mancare nulla nelle case italiane

redazione

Trasporti, al lavoro per non far mancare nulla nelle case italiane

mercoledì 12 Agosto 2020 - 00:00
Trasporti, al lavoro per non far mancare nulla nelle case italiane

Questa la mission della Nicolosi Trasporti anche durante l'emergenza coronavirus. L'azienda rappresenta un’eccellenza tutta siciliana, riconosciuta sia a livello nazionale che internazionale

Un’azienda leader nel settore del trasporto nazionale e internazionale, che rappresenta la Sicilia nel segno dell’efficienza. Parliamo di Nicolosi Trasporti, fondata da Sebastiano Nicolosi nel 1962, prima nata come ditta individuale e poi cresciuta negli anni diventando una delle prime aziende ad aver fatto uso delle navi per integrare il trasporto su strada. Il numero uno dell’impresa, Gaetano Nicolosi, è stato ospite del Quotidiano di Sicilia per tracciare il percorso imprenditoriale fatto finora e lanciare uno sguardo al prossimo futuro.

“Oggi abbiamo circa trecento dipendenti diretti più l’indotto – spiega – con diverse sedi in tutta Italia. Siamo presenti a Malta, in Tunisia e in Libia. Abbiamo un fatturato superiore ai 30 milioni di euro annui, una forza trainante di circa 250 camion e 850 rimorchi, e disponiamo di circa 40.000 metri di capannoni. Lavoriamo prevalentemente con il mondo food e siamo piattaforma di aziende come McDonald’s e Cremonini per il Sud Italia”.

Nicolosi Trasporti può inoltre vantare un importante accordo con un’azienda italiana storica conosciuta in tutto il mondo. “Con Barilla – afferma Gaetano Nicolosi – abbiamo un’importante esclusiva. La solida collaborazione tra le nostre aziende dura da oltre trent’anni, e l’esclusiva sulla Sicilia dal 2001. Il rapporto tra le parti è forte ed è basato sul detto ‘Il paese è dei paesani’: in pratica, sulla nostra terra loro sanno benissimo che ci muoviamo come nessun altro. E credo che questo modo di vedere sia giusto. Noi carichiamo dai siti produttivi, che sono nove in Italia, poi andiamo sull’hub distributivo di Catania e poi si arriva alla consegna alla bottega sotto casa o alla Gdo. Il trasporto dunque si divide in due fasi: la cosiddetta trazione primaria, dal punto di produzione a quello di stoccaggio, e quella secondaria, che dall’hub territoriale arriva al negozio”.

Un’azienda all’avanguardia che ha fatto degli obiettivi green uno dei suoi fiori all’occhiello. “La società – sottolinea Nicolosi – possiede altre aziende nel mondo delle energie rinnovabili. Noi stiamo puntando molto sul green. Abbiamo tanti parchi fotovoltaici, mezzi a GNL (Gas Naturale Liquido) e abbiamo realizzato quest’anno il nostro primo rifornimento GNL. Parliamo di un investimento di un milione e mezzo di euro. È già operativo, stiamo solo aspettando il collaudo dei vigili del fuoco. Abbiamo acquistato i primi cinquanta mezzi a GNL ed entro il biennio li convertiremo tutti e 250. Possiamo contare anche su un interporto privato di 120 mila metri quadri”.

Nicolosi ha poi delineato nel dettaglio gli obiettivi della sua azienda: “Servire la committenza. Noi siamo dei tassisti, abbiamo un portafoglio clienti siciliano importante e altrettanto lo è quello nazionale. Siamo brandizzati, abbiamo delle ottime commesse e non operiamo attraverso rapporti di lavoro occasionali. Vi è una stabilità commerciale di un certo spessore. Non a caso siamo hub del fashion Piazza Italia, siamo diventati magazzino e distributori per conto loro. E, come detto, lavoriamo con i principali gruppi dell’alimentare: Perfetti, Mutti, Bauli, De Cecco, Colussi, McDonald’s. Ci occupiamo frontalmente anche della GDO (Grande distribuzione organizzata) con Lidl, Coop, Deco e Smile Simply”.

I primi sei mesi di questo 2020 sono stati inevitabilmente segnati dall’emergenza Coronavirus. Numerose aziende sono arrivate al collasso, ma Nicolosi Trasporti ha non soltanto retto nel migliore dei modi l’urto, anzi è cresciuta ancora rispetto al primo semestre dello scorso anno.

“C’è un ascensore – spiega Nicolosi – e lo divido in tre fasi. La prima nasce dalla fobia del consumatore, poi ve n’è una seconda che coincide con il calo o la chiusura di altri segmenti. Noi abbiamo anche il settore dei mobili e dell’abbigliamento, che in questo momento sono al collasso. Nel frattempo, però, cresciamo nel food, sia con le aziende primarie che nella distribuzione ai supermercati. Così arriviamo alla terza fase, quella in cui la gente ha esaurito i propri risparmi. Ma su quello che succederà da oggi ai prossimi mesi non possiamo mettere mano sul fuoco”.

In ogni caso, per quanto riguarda il secondo semestre dell’anno, Nicolosi si confessa molto positivo. “Vedo tutto quello che è successo come un esperimento sociale. In questa fase abbiamo avuto a che fare con una pandemia che ha portato all’immobilità delle linee di produzione del 50/60%, ma per il settore del trasporto food la Nicolosi Trasporti rispetto al 2019 è cresciuta del 10%. Inoltre, durante il periodo del Coronavirus, siamo riusciti a raggiungere la contrattualizzazione con marchi quali Lavazza, Piazza Italia, Decathlon, Mutti. Abbiamo chiuso nove contratti di spessore nei mesi peggiori di questo 2020. Io non ho messo nessuno in cassa integrazione in questo periodo, anzi ho assunto personale”.

Ma c’è anche dell’altro. “Abbiamo stipulato – dice Nicolosi- un agreement con il comparto alimentare di Zafferana per la produzione del miele. Stiamo incentivando il mondo delle api con una grandissima sponsorizzazione. Loro metteranno delle webcam nei campi in cui si apprenderà questo lavoro, svolto dai vari operai che si recheranno lì. Chi ha collaborato con noi e firmato questo accordo non sarà succube delle multinazionali, ma avrà la possibilità di vendere al dettaglio il prodotto. Noi facciamo parte di una compagine in cui abbiamo 14 marketplace, tra i quali Amazon ed Ebay e dunque diamo la possibilità alle aziende del territorio di vendere su questi canali. Incentiviamo la nostra terra”.

Gaetano Nicolosi è inoltre socio-fondatore e componente del direttivo Alis (Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile). “Uno strumento nuovo – spiega – che riprende le radici delle associazioni di categoria. Abbiamo un presidente in prima linea, Guido Grimaldi, che è anche un imprenditore e riesce a percepire i bisogni di tutti. Si fa carico delle problematiche e mette sul tavolo delle proposte per migliorare il processo produttivo. Alis si fa carico realmente dei problemi, tant’è vero che nei mesi di pandemia è stata l’unica associazione di categoria a far sentire la propria voce su radio, tv e giornali. Non solo sul trasporto, ma anche su altri segmenti. Per il resto ho visto mutismo e scetticismo”.

Barilla: “Consegne in Sicilia a ridotto impatto ambientale”

L’importanza del mercato siciliano e della partnership con Nicolosi Trasporti è stata sottolineata anche da Riccardo Stabellini, Group Supply Chain, Logistics Director – Italy di Barilla.“La strategia del nostro Gruppo – ha dichiarato – focalizzata sulla riduzione di emissioni inquinanti e sintetizzata nella nostra mission ‘Good for you, Good for the planet’, caratterizza tutti i nuovi progetti aziendali, compresi quelli in ambito logistico”. “La Sicilia – ha aggiunto – è per noi un territorio estremamente importante e poter consegnare le nostre merci con veicoli a ridotto impatto è un fatto decisamente significativo. Continueremo ad essere costantemente attenti a tutte le innovazioni in campo tecnologico nell’ambito del trasporto che ci permetteranno di contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta”.

Alleanza Nicolosi-Grimaldi a beneficio dei consumatori

Gaetano Nicolosi ha sottolineato la grande importanza del Gruppo Grimaldi, multinazionale operante nel settore dei trasporti marittimi e nella logistica, per lo sviluppo della propria attività.

“Le logiche Grimaldi – evidenzia – hanno fatto sì che questa categoria diventasse più industrializzata, attraverso lo sviluppo delle autostrade del mare, e che ci fossero dei criteri di efficienza da seguire. Voglio sottolineare la positività che hanno dato all’impatto ambientale, senza dimenticare quel sottobosco che nessuno riesce a percepire, vale a dire il cittadino. Faccio un esempio: se prima un trasporto Milano-Catania costava 100, oggi con le autostrade del mare costa 80. Questo gap di differenza si ripercuote sul consumatore finale: se io sono il produttore e ho un costo inferiore all’interno della mia filiera, una parte del risparmio ottenuto la riverso sul mercato per essere più competitivo, e ovviamente ne beneficia il consumatore”.

“Su questo aspetto – aggiunge – c’è un dato evidente, anche dal punto di vista turistico, che viene colto di rado: parliamo della Sardegna. In questa regione fino a qualche anno fa c’era un operatore marittimo monopolista, il che ha portato la gente a non andare più lì e spostarsi in altre regioni, perché era troppo costoso. Dunque, sono state penalizzate le strutture ricettive e l’indotto. Poi è arrivato Grimaldi, che ha scardinato questo monopolio abbassando le tariffe e adesso l’utente utilizza nuovamente quella direzione. La Sicilia ha un’attività e una densità di popolazione diversa rispetto alla Sardegna, ma la famiglia Grimaldi ci ha portato nelle condizioni di ottimizzare le aziende e farle entrare in un processo produttivo, come un ingranaggio. Sulle navi Grimaldi facciamo circa 20.000 imbarchi l’anno”.

Nicolosi ha poi espresso le sue considerazioni sulla possibile realizzazione del ponte sullo Stretto, mostrando qualche perplessità a riguardo. “Se questo viene realizzato in tempi logici – risponde – sono favorevole. Se si tratta di un progetto reale, costruito in sei-sette anni va benissimo, l’importante è che non ci siano tempi biblici. La mia preoccupazione però riguarda Messina e Reggio Calabria. Per un decennio potrà crearsi un indotto di lavoro di migliaia di gente, ma dopo che succederà?”.

Negli ultimi anni il mondo dei trasporti su strada ha dovuto fare i conti con un problema non di poco conto: la carenza di autisti. Una criticità emersa in tutto il territorio italiano. “Il tessuto del trasporto – conferma Nicolosi – era monoveicolare, ma oggi questa tendenza è cambiata poiché sotto questo aspetto non vi è un prosieguo generazionale. Quindi questo flusso viene assorbito dalle aziende strutturate. Manca l’indotto del trasporto e autisti non ce ne sono più. È una categoria che sta andando a morire. La patente costa 5.000 euro e nonostante abbiamo lavorato per una riduzione a 2.500 euro nessuno vuole diventare un autista. E un datore di lavoro non può dare a un neopatentato un camion per questioni di sicurezza. Stessa carenza è riscontrabile nel mondo della meccanica: nessuno vuole fare il meccanico. A Torino abbiamo un’azienda di trasporti con dodici lavoratori tra i quali un solo italiano. Gli altri sono tutti dei Paesi dell’Est”.

“Personalmente – conclude – mi sto esponendo affinché si crei una scuola accademica che faccia formazione. Alis, in Italia, ha stimato una carenza di 15.000 posti di lavoro”.

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