“In Sicilia 90 orfani a seguito di femminicidio” - QdS

“In Sicilia 90 orfani a seguito di femminicidio”

Ivana Zimbone

“In Sicilia 90 orfani a seguito di femminicidio”

mercoledì 05 Aprile 2023

Compie un anno il progetto “Respiro” portato avanti dall’associazione Thamaia Onlus e selezionato da “Con i Bambini”. Agosta e Dini: “Rispondere ai bisogni delle vittime collaterali”

Il progetto Respiro (Rete di Sostegno per Percorsi di inclusione e Resilienza con gli Orfani Speciali) ha compiuto un anno. Anna Agosta e Agnese Dini – rispettivamente la presidente e l’operatrice di resilienza dell’associazione Thamaia Onlus che dal 2021 difende le donne e i bambini vittime di violenza maschile – raccontano al QdS i traguardi raggiunti e i prossimi obiettivi.

I fini del progetto

Selezionato da Con i Bambini – nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà inclusiva minorile – il progetto Respiro ha l’obiettivo di sostenere concretamente le famiglie affidatarie e i caregivers degli orfani a seguito di femminicidio della fascia 0-21 anni, di realizzare interventi di presa in carico, formazione e inclusione socio-lavorativa degli orfani speciali, di creare o potenziare la rete di attori che a vario titolo si occupano di loro, di realizzare una mappatura del fenomeno con 6 équipe regionali di emergenza (in Puglia, Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata). Il piano quadriennale vede come capofila la cooperativa sociale Irene ’95 e ben 13 partner di valore come l’associazione Thamaia, Save The Children, Cismai, Centro Famiglie Catania.

I dati sugli orfani speciali in Sicilia

“Quando poco più di un anno fa è partito il progetto Respiro, ci siamo concentrate subito sulla mappatura del fenomeno nel nostro territorio. Perché, prima di adesso, non è mai esistito un elenco esaustivo degli orfani speciali presenti in Sicilia – spiega Agnese Dini, psicoterapeuta e operatrice di resilienza di Thamaia -. Reperire le informazioni è stata un’ardua impresa, ma alla fine abbiamo contato 90 orfani della fascia 0-21 anni a seguito di femminicidio nella nostra regione”. Di questi, 10 sono stati presi in carico dall’associazione che, grazie all’attivazione di protocolli onerosi volti a creare una rete tra le diverse realtà adeguate alla presa in carico degli interessati, è riuscita a raggiungere anche le altre province siciliane.

Il superamento dell’assenza di fiducia

L’azione di Thamaia, in collaborazione con il Centro Famiglie, è possibile soltanto instaurando un rapporto di fiducia laddove la fiducia è stata tradita. “Per poter prendere in carico il nucleo familiare dell’orfano speciale entriamo intanto in contatto con i caregivers, spiegando gli obiettivi del progetto Respiro e perché può essere loro d’aiuto – continua Dini -. Instaurare un clima di fiducia in questi casi non è semplice. Quello che riscontriamo nei primi momenti, purtroppo, è il senso di abbandono maturato nei confronti delle istituzioni, la rabbia per quanto subìto e la consapevolezza di essere rimasti soli ad affrontare una situazione estrema e dolorosa”.

Superata questa fase, poi, si passa alle azioni specifiche: “Dopo la presa in carico, costruiamo un percorso psico-educativo personalizzato per la famiglia, a casa o in comunità – aggiunge la psicoterapeuta -. Gli interventi possono includere l’assistenza legale, il supporto per le visite specialistiche, il supporto psicologico, gli incentivi all’autonomia come l’abbonamento per l’uso dei mezzi di trasporto, il potenziamento delle risorse e l’accompagnamento al lavoro, il doposcuola, le attività extrascolastiche e tanto altro. Il percorso individuato, nel corso dell’anno, può essere modificato in funzione delle esigenze specifiche”.

“Respiro è un progetto innovativo nel mondo perché mai nessuna organizzazione prima d’ora si è occupata della presa in carico di orfani speciali – fa sapere Anna Agosta -. Durante quest’anno, segnato da cinque femminicidi soltanto a Catania, abbiamo scoperto che esistono minori che vengono a conoscenza delle dinamiche della morte della loro madre per caso, magari a scuola, che quasi mai i familiari affidatari sono a conoscenza del diritto d’accesso al fondo nazionale dedicato agli orfani, che c’è ancora tantissimo da fare per formare gli operatori che devono occuparsi della questione, per far sì che lo Stato sia più presente, per lavorare sulla prevenzione del fenomeno a partire dalle scuole”.

Il prossimo obiettivo di Thamaia

La tutrice di resilienza rappresenta, di fatto, già un ponte tra caregiver, orfani speciali, istituzioni e altri attori coinvolti, tra cui scuole e servizi sociali, dimostrando come la formazione adeguata degli operatori possa fare la differenza all’interno dei casi concreti e come i centri antiviolenza e le associazioni no profit possano sopperire alle mancanze dello Stato.

A breve Thamaia terrà dei corsi di formazione approfonditi, rivolti al personale delle forze dell’ordine, dell’Asp, della Procura della Repubblica, dei servizi sociali e del mondo della comunicazione, che coinvolgerà poi in una tavola rotonda per individuare gli interventi più utili. L’auspicio è quello di avviare un’interlocuzione con tutte le procure siciliane – come già successo con le procure di Siracusa, Palermo, Catania, Caltanissetta – per comprendere se e come possa definirsi una procedura operativa che veda l’équipe di emergenza di Respiro in prima fila a fronteggiare le situazioni emergenza, intervenendo sin dalle prime ore successive al femminicidio a tutela degli orfani.

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