In Sicilia, un’impresa su quattro gestita da donne - QdS

In Sicilia, un’impresa su quattro gestita da donne

Roberto Pelos

In Sicilia, un’impresa su quattro gestita da donne

venerdì 26 Luglio 2019 - 00:00
In Sicilia, un’impresa su quattro gestita da donne

Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere: nell’Isola si contanto oltre 113.000 aziende “rosa”Nelle aziende femminili della nostra terra trovano posto 208.283 addetti, ma il primato va alla Lombardia (oltre 500 in 178.614 imprese). Su tutto il territorio nazionale sono circa un milione i lavoratori alle dirette dipendenze di un capo in gonnella

ROMA – L’Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere rileva come nel Mezzogiorno (al 31 marzo 2019) ci siano un gran numero di addetti presso le imprese gestite da donne: la cifra si aggira intorno ad un milione.

Nel complesso, al Meridione, alle 483 mila attività femminili si deve il 17% dell’occupazione generata dal settore privato. Nel Molise e in Sardegna, nelle imprese guidate da donne trovano lavoro oltre il 20% delle aziende presenti sul territorio, in Calabria quasi il 20%, in Sicilia, Umbria e Abruzzo quasi il 19%, in Basilicata più del 18%.

Alle spalle del Meridione troviamo il Nord-Ovest dove, nelle 314 mila imprese femminili lavorano più di 800 mila persone, l’11,8% degli addetti delle imprese presenti in quella zona; segue il Centro, con 302 mila imprese femminili all’interno delle quali trovano posto 710 mila addetti e un’incidenza sul totale del 15%.

Nel Nord-Est si trovano 232 mila aziende guidate da donne e 627 mila addetti, pari al 13,5% del totale riferito al settore privato. Scendendo nel dettaglio dei dati regionali, nelle 113.309 imprese femminili presenti nella nostra regione, trovano posto 208.283 addetti, superati soprattutto dai 500.314 addetti delle 178.614 aziende “rosa” della Lombardia seguiti dai 325.427 delle 145.045 aziende del Lazio, mentre all’ultimo posto, viste anche le ridotte dimensioni territoriali, troviamo la Val d’Aosta con 7.339 addetti in 2.911 aziende.

In Sicilia nelle imprese femminili, c’è una media di 1,84 addetti, di meno in special modo, in confronto ai 2,80 della Lombardia e del Trentino-Alto Adige, di più soprattutto dell’1,71 della Basilicata; il peso degli addetti nelle imprese femminili siciliane sul totale degli addetti nelle imprese, raggiunge quota 18,97%, inferiore specialmente, come accennato poc’anzi, rispetto al 22,15% del Molise seguito dal 20,45% della Sardegna ma superiore in confronto al 10,51% registrato in Lombardia.

La nostra è in ogni caso tra le realtà in cui le aziende gestite da donne raggiungono un buon numero. Se ne trovano infatti, si è già detto, 113.309 su un totale di 464.397, in una graduatoria che vede in testa come spesso accade la Lombardia (178.614 su 956.909); il tasso di femminilizzazione in Sicilia si attesta al 24,40%, mentre a primeggiare è il Molise con il 27,68%; subito dopo troviamo la Basilicata (26,64%), mentre all’ultimo posto abbiamo il Trentino-Alto Adige (17,79%).

A livello nazionale, secondo l’indagine, il maggior numero di aziende femminili è concentrato nel commercio all’ingrosso e al dettaglio con 355.730 aziende su 1.516.924, anche se il tasso di femminilizzazione più alto (28,41%) è in agricoltura, silvicoltura e pesca.

Come riporta il comunicato di Unioncamere, a fronte di un importante apporto all’occupazione, l’analisi riguardante gli addetti nelle aziende gestite da donne rileva anche una maggiore fragilità strutturale di questo universo rispetto al complesso del mondo produttivo italiano.

Nelle imprese femminili, che rappresentano quasi il 22% del totale delle imprese italiane, lavorano in media 2,32 persone, mentre nel totale delle aziende il numero medio degli addetti è di quasi quattro. La piccola dimensione delle attività d’impresa al femminile, come sottolinea ancora l’ente camerale, emerge anche guardando alle forme giuridiche, con un’incidenza d’imprese individuali di oltre 10 mila punti percentuali superiore a quella che si registra nel totale delle aziende (quasi il 63% a fronte di poco meno del 52%).

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