La seconda è stata la volta buona. Dopo il tentativo a vuoto, con la decisione di revocare la gara per carenza di qualità nelle proposte ricevute, la Regione Siciliana è riuscita ad aggiudicare l’appalto per i sensori antincendio che dovrebbero consentire di fare uno scatto in avanti nella capacità di intercettare in poco tempo i punti di innesco nelle aree boschive. Un risultato che oltre a ridurre i danni ambientali potrebbe favorire l’individuazione dei responsabili e, dunque, fungere anche da deterrente per i malintenzionati.
L’iniziativa fa parte del progetto Sicily Cyber Security, destinata oltre alle aree demaniali ad alcuni siti industriali, ed è finanziato con i fondi Poc Legalità 2014-2020. “Ha la finalità di rafforzare i presidi di legalità sia di aree a particolare vocazione produttiva sia di aree rurali di particolare rilevanza per lo sviluppo sostenibile in cui l’attrattività degli investimenti è minata dalla presenza di gravi reati perpetrati anche da parte della criminalità organizzata”, si legge nella relazione illustrativa.
La società con sede a Milano che ha vinto la gara
Sono state due le imprese che hanno presentato le offerte, dopo che in primavera Sicilia Digitale – società partecipata della Regione – aveva annullato la prima procedura. Si tratta di Mer Mec Engineering, con l’avvalimento di ITS Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza, e di Axians Italia. Ad avere la meglio, con il punteggio complessivo di 82,27, è stata Axians Italia. La società ha sede a Milano ed è controllata da Vinci Energies Italia, a propria volta facente capo all’omonima multinazionale. Il ribasso economico è stato di poco superiore all’un per cento sulla base d’asta di quasi 1,7 milioni di euro.
La commessa riguarderà la fornitura e installazione di un sistema di monitoraggio Fed-IoT. “Destinato – si legge – al rilevamento precoce degli incendi boschivi e alla raccolta di dati ambientali in tempo reale, che alimenterà la piattaforma. Saranno installati dei sensori, provvisti di gateway 4G/5G e di tecnologie di intelligenza artificiale”. Il progetto prevede che i dati incamerati dai singoli sensori vengano trasmessi a un hub manager dove verranno archiviati, elaborati e resi disponibili per analisi avanzate.
Dove saranno i sensori
I punti individuati per l’installazione delle tecnologie sono stati scelti tenendo conto di due categorie di luoghi: le criminal focus area (Cfa) e le major attention area (Mar). Le prima richiamano un progetto promosso da Agea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura, nell’ambito del Pon Legalità con l’obiettivo di rafforzare le zone strategiche per lo sviluppo economico dell’Italia, mentre le seconde sono state indicate dalla Regione Siciliana. In entrambi i casi si è tenuto conto della frequenza e dell’estensione degli incendi che sono avvenuti in passato. Tra i criteri utilizzati per definire il progetto c’è stata inoltre l’identificazione di aree non demaniali a cui è possibile comunque fare accesso grazie a concessioni o perché si trovano all’interno di riserve.
Particolare la valutazione che è stata fatta in merito alla riserva dello Zingaro. “Si è proceduto ad escludere le aree a suo tempo selezionate in quanto, a causa di recenti incendi, non risultano più boscate. Si è comunque aggiunto un gruppo di sensori nelle principali aree d’innesco degli eventi incendiari”.
L’elenco delle aree
Nel complesso saranno oltre 53mila gli ettari monitorati tramite i sensori. Questo l’elenco delle aree in cui verranno installate: Parco Forestale Calaforno, a Monterosso Almo (866 ettari), Riserva Rossomanno Grottascura-Bellia, tra Aidone, Piazza Armerina ed Enna (1033 ettari), Palma di Montechiaro-Naro-Camastra (609 ettari), Custonaci Balata di Baida (4118 ettari), Monte Inici a Castellammare del Golfo (2806 ettari), Sughereta di Niscemi (84 ettari), Brigadieci-Monte Muculufa a Mazzarino (2747 ettari), Boschi di Mazzarino (18.398 ettari), Boschi dell’Elsa e Gatta a Piazza Armerina (9704 ettari), Bellolampo Baida Boschi della Conca d’Oro a Palermo (1290 ettari), Oasi del Simeto a Catania (2812 ettari), Monte Pellegrino a Palermo (784 ettari), Sciarrone a Randazzo (3794 ettari), Guardiola a Castiglione di Sicilia (931 ettari), Riserva dello Zingaro a Castellammare del Golfo (3670 ettari).
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