Gli incendi che hanno colpito la Sicilia durante l’estate non hanno lasciato dietro di sé soltanto ettari di vegetazione bruciata. A fare i conti con le conseguenze dei roghi sono anche le imprese agricole, tra produzioni compromesse, strutture danneggiate e impianti produttivi colpiti dalle fiamme.
Per fotografare l’entità dei danni provocati dagli incendi divampati tra il 7 agosto e il 15 settembre, la Regione Siciliana ha avviato una nuova ricognizione rivolta alle aziende agricole dell’Isola. Le imprese interessate avranno tempo fino al 30 settembre per segnalare i danni subiti attraverso la piattaforma predisposta dall’assessorato regionale all’Agricoltura.
Danni da incendi, la ricognizione della Regione
“È uscita la circolare che prevede di ristorare i danni causati dagli incendi”, spiega Graziano Scardino, presidente della Cia Sicilia. “In realtà ci sono stati alcuni incendi in diversi areali, ma hanno interessato le stoppie, i terreni incolti, le colture arboree, boschi nella parte occidentale dell’Isola, pascoli e qualche superficie coltivata a grano. Il prossimo 30 settembre verificheremo quanti danni reali sono accaduti”.
La ricognizione consentirà quindi di avere un quadro più preciso delle conseguenze degli incendi sul comparto agricolo e di quantificare le perdite in relazione sia alle superfici interessate sia alle diverse tipologie di colture.
Secondo Scardino, al momento non si registrerebbero danni particolarmente ingenti, ma sarà necessario attendere la conclusione della raccolta delle segnalazioni per avere una fotografia complessiva.
“Non ci sono stati danni ingenti – aggiunge il presidente della Cia Sicilia –. Vedremo le domande e chiederemo riguardo alle risorse perché i danni si calcolano sia in relazione alle superfici che alle colture”.
Prevenzione degli incendi, servono più controlli sul territorio
Accanto alla gestione dei danni, resta centrale il tema della prevenzione. Per Scardino, le istituzioni devono rafforzare la presenza sul territorio e intervenire soprattutto nei periodi maggiormente a rischio.
“Abbiamo misure di prevenzione che sono in atto. Sicuramente nelle annate particolarmente piovose bisogna continuare a pulire i cigli delle strade, fare un’opera di prevenzione per quanto riguarda il sistema di sorveglianza», sottolinea.
Un ruolo importante viene riconosciuto anche al sistema di avvistamento regionale. “Il sistema di vedette che abbiamo a livello regionale sul territorio potrebbe migliorare, ma dà già buoni risultati”, osserva Scardino, che richiama però la necessità di potenziare anche i mezzi disponibili per lo spegnimento.
“Dobbiamo avere qualche Canadair e qualche elicottero in più perché nell’opera di spegnimento la tempestività è una cosa fondamentale”.
Terreni impervi e mezzi di soccorso, la richiesta degli agricoltori
Un ulteriore elemento di difficoltà è rappresentato dalla conformazione di alcune aree interessate dagli incendi. Terreni impervi e difficilmente raggiungibili possono infatti rallentare le operazioni di spegnimento, favorendo la propagazione delle fiamme verso le superfici agricole.
“Ci sono terreni impervi – conclude Scardino – e i mezzi e l’uomo non riescono ad arrivare. Per questo motivo l’utilizzo dei mezzi speciali, come l’elicottero, che riesce a prendere l’acqua dai laghetti, si deve incrementare”.
Secondo il presidente della Cia Sicilia, la tempestività degli interventi è determinante per evitare che gli incendi possano estendersi e coinvolgere le colture. “Molto spesso l’incendio si propaga e investe le colture proprio perché le opere di spegnimento non sono così efficaci”.
Incendi dolosi, attenzione anche alla sensibilizzazione
La prevenzione, secondo Scardino, non può però limitarsi all’impiego di uomini e mezzi. Serve anche un maggiore lavoro di sensibilizzazione, soprattutto alla luce della possibile origine dolosa di una parte degli incendi.
“Si devono fare dei passi in avanti anche sotto il profilo della sensibilizzazione, perché la natura di questi incendi spesso è dolosa. Ci vuole quindi l’educazione nelle scuole, ma l’investimento nei mezzi è fondamentale e direi anche infrastrutturale”.
Infine, la Cia Sicilia richiama l’attenzione degli agricoltori sull’importanza degli strumenti assicurativi per proteggere il reddito dalle conseguenze degli eventi calamitosi.
“L’invito agli agricoltori è quello di servirsi sempre più delle polizze antincendio, perché devono salvaguardare il proprio reddito. Stiamo lavorando anche su questo aspetto perché devono essere finanziate anche le polizze mono rischio oltre a quelle poli rischio”.
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