PALERMO – “Non ci si può trincerare dietro la narrazione dell’ondata di calore eccezionale che colpisce l’intera Europa, come fa l’assessora all’Ambiente, per giustificare la devastazione a cui assistiamo ogni estate”. La questione degli incendi in Sicilia è tutt’altro che conclusa, e con queste parole la deputata regionale Valentina Chinnici, vicesegretaria regionale del Partito democratico, attacca frontalmente Giusi Savarino sui danni subiti anche dalla Sicilia. “Se è vero che il cambiamento climatico dovuto al riscaldamento globale riguarda l’intero bacino del Mediterraneo – dice Chinnici – è altrettanto innegabile che in Sicilia il fenomeno degli incendi assuma connotati del tutto peculiari, drammatici e sistematici”.
Incendi dolosi in Sicilia, il 99% dei roghi sarebbe di origine dolosa
Secondo il direttore regionale dei Vigili del Fuoco Sergio Inzerillo, in una intervista rilasciata a Repubblica, “è esclusa l’autocombustione” e “il 99% degli incendi è doloso”. Di dolo aveva parlato già nei giorni scorsi il dirigente generale della Protezione Civile regionale Salvo Cocina. Le prime evidenze avevano indicato l’incendio intorno allo svincolo di Resuttano come di matrice dolosa.
“Dietro il fuoco che devasta la nostra Isola c’è una regia precisa: inneschi continui e ripetuti, la mano della criminalità organizzata e della malavita, un’incuria criminale che fa bruciare discariche e rifiuti tossici insieme ai nostri ulivi secolari e alle riserve naturali”, sostiene la deputata del Pd Valentina Chinnici che fa un distinguo tra gli incendi in Sicilia e quelli che negli stessi giorni stanno colpendo anche altri paesi dell’Unione europea: “I danni ambientali, economici e di salute pubblica che subiamo non hanno eguali in altre parti d’Europa proprio a causa di questo intreccio perverso tra dolo, speculazione e abbandono del territorio”.
Richiesta di interventi urgenti e commissione d’inchiesta sugli incendi
La vicesegretaria sposa quindi la richiesta del capogruppo M5s Antonio De Luca chiedendo una immediata discussione in Aula all’Ars ed un cambio di approccio istituzionale: “Chiediamo con fermezza che il presidente della Regione, Renato Schifani, e l’assessora al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino, vengano urgentemente in Aula a riferire su quanto sta accadendo, sulle misure di prevenzione realmente attivate e sulle risorse messe in campo”.
“Al contempo, riteniamo indispensabile che della questione incendi torni ad occuparsi la commissione regionale Antimafia: occorre accendere i riflettori sugli interessi criminali che si nascondono dietro i roghi e fare piena luce su responsabilità e omissioni. Infine chiediamo una corsia preferenziale immediata per le norme urgenti che riguardano la prevenzione e la gestione degli incendi. La Sicilia – conclude Valentina Chinnici – non può più accettare risposte burocratiche o giustificazioni di comodo mentre il patrimonio ambientale, la sicurezza e la salute stessa dei cittadini vanno in fumo”.
Alla richiesta della deputata del Pd siciliano si unisce quella della deputata del Movimento 5 Stelle e segretaria della commissione parlamentare antimafia Roberta Schillaci: “Chiederemo una commissione di inchiesta regionale sugli incendi che in questi giorni hanno piegato la Sicilia, con migliaia di ettari di macchia mediterranea andati in fumo e un morto tra i Vigili del fuoco”.
Prevenzione incendi in Sicilia, critiche al piano della Regione
Sotto inchiesta, anche per Schillaci, sono il sistema di prevenzione e quello degli interventi di soccorso: “Ancora una volta abbiamo registrato l’inadeguatezza del piano anti roghi della Regione ed abbiamo compreso a quali grandi rischi viene sottoposto il personale impiegato nello spegnimento, sia riguardo al Corpo dei Vigili del fuoco che al personale forestale. Ci sono forti ritardi nell’utilizzo delle tecnologie più avanzate per la previsione e la gestione degli incendi. In Sicilia il governo regionale non ha attuato tutte le procedure che avrebbero migliorato l’apparato dell’antincendio, a partire dall’intelligenza artificiale, all’uso di termocamere in tutto il territorio dell’Isola”.
A pochi giorni dalla discussione in Aula della relazione sull’attività della Commissione regionale Antimafia per l’anno 2025, Roberta Schillaci ricorda quanto già aveva fatto la commissione speciale d’inchiesta su mafia e corruzione: “A tutto ciò si aggiunge che pure la Commissione regionale Antimafia aveva svolto un’indagine e una relazione sul fenomeno degli incendi e l’impiego delle risorse economiche della Regione, senza che queste abbiamo trovato adesione da parte del governo Schifani. Ora ci rivolgeremo al presidente dell’Ars per chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta ai sensi dell’articolo 27 del regolamento del parlamento regionale”.
Legambiente: oltre 16 mila ettari bruciati in una settimana
Mentre si chiede una base aerea per Canadair anche in Sicilia, come il segretario del Pd Sicilia Anthony Barbagallo, ed una commissione d’inchiesta su dolo sistemico, mancata prevenzione efficiente e ritardi sugli interventi, Legambiente fa i conti dei danni subiti dal territorio. Il quadro è drammatico: la superficie equivalente di 34.930 campi da calcio è andata in fumo. Secondo i dati aggiornati di Legambiente, da inizio anno al 21 luglio ci sono stati 328 roghi in Sicilia e 24.451 ettari sono diventati cenere.
Solo nell’ultima settimana, a causa di 87 roghi, 16.834 ettari sono andati in fiamme. Legambiente traccia quindi le somme e giunge alla conclusione che la Sicilia si conferma la regione più colpita d’Italia e del Mezzogiorno, e che tra i primi 10 Comuni con più ettari bruciati nove sono siciliani. “Subito un piano nazionale antincendi – dice Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia – incentrato sulla prevenzione: chiediamo maggiori controlli e la piena applicazione della legge quadro sugli incendi boschivi 353/2000, oltre ad un inasprimento delle pene per chi appicca gli incendi”.

