In caso di caldo da bollino rosso le scuole di Palermo rimarranno chiuse. E si potrà procedere con la didattica a distanza. A una settimana esatto dall’inizio delle lezioni nel capoluogo siciliano, previsto per il 15 settembre, il sindaco Roberto Lagalla pubblica una direttiva emanata per “garantire la massima tutela della saluta e della incolumità di studenti, personale scolastico e famiglie”.
Arriva, quindi, una risposta istituzionale sul dibattito (anche politico) aperto negli scorsi giorni, non solo a Palermo ma in tutta l’Isola, sull’opportunità di aprire le scuole con un clima afoso che ha caratterizzato tutta l’estate 2026.
Nei giorni scorsi, infatti, anche la IV Commissione consiliare al Comune di Palermo (quella con competenze su igiene e sanità, servizi ecologici, solidarietà sociali, pari opportunità e politiche di genere) si era mostrata favorevole a un rinvio di una settimana e proponendo la didattica a distanza. A livello regionale il no allo slittamento dell’apertura dell’anno scolastico era arrivato già dall’assessore Mimmo Turano. Quindi si procede con la prima campanella il 15 settembre sia pure con l’occhio rivolto agli avvisi della protezione civile sulle ondate di calore.
Cosa stabilisce il provvedimento, con bollino rosso didattica a distanza
Tuttavia, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha diramato il provvedimento firmato stamani e trasmesso ai vertici dell’Istruzione cittadina e metropolitana e al provveditore degli studi di Palermo.
La direttiva stabilisce linee di indirizzo. In particolare, con una eventuale presenza di un avviso di allerta climatica di livello bollino rosso, sarà prevista la sospensione delle attività didattiche e la chiusura temporanea dei plessi scolastici comunali. Faranno eccezione esclusivamente quegli istituti nei quali i dirigenti scolastici attestino la presenza di impianti di climatizzazione adeguati e perfettamente funzionanti.
Per garantire la continuità del calendario scolastico anche nelle giornate con bollino rosso le scuole avranno la facoltà di attivare la didattica a distanza.
Contestualmente, l’Amministrazione comunale ha disposto la predisposizione di un piano tecnico ed economico a lungo termine per potenziare gli impianti di condizionamento in tutte le strutture scolastiche della città, valutando al contempo soluzioni temporanee di mitigazione della temperatura per far fronte nell’immediato ai periodi più caldi.
Lagalla: “Non possiamo permetterci di attendere l’emergenza”
“La sicurezza e il benessere dei nostri studenti, delle loro famiglie e di tutto il personale scolastico sono una priorità assoluta – afferma il sindaco Roberto Lagalla -. Di fronte alla possibilità di eventi climatici estremi, non possiamo permetterci di attendere che l’emergenza si manifesti: dobbiamo essere pronti ad agire prima, con decisioni chiare e tempestive. Questa direttiva stabilisce un principio preciso: quando le condizioni climatiche rappresentano un rischio concreto per la salute e l’incolumità delle persone, la tutela viene prima di tutto”.
Il primo cittadino conclude: “È una scelta di responsabilità che mette al centro la sicurezza di chi ogni giorno vive la scuola”.
Cirino: “Chiediamo una politica di programmazione sulle scuole”

Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo Scuola, contattato dal Qds.it parla dell’argomento. Per lui il nocciolo della questione non è lo slittamento di qualche giorno delle lezioni. “Il problema – sottolinea – non è rinviare di qualche giorno l’avvio dell’anno scolastico ma intervenire affinché le scuole siano al sicuro dal punto di vista climatico. E questo vale anche per la stagione invernale. Chiediamo, quindi, una politica di programmazione sulle scuole. E questo non significa installare solo il condizionatore ma intervenire su ampio raggio. Soprattutto sul fronte dell’efficientamento energetico. Abbiamo problemi di edilizia scolastica e molti istituti devono essere adeguati. Ci sono problemi anche con ascensori e alle palestre”.
E sulla direttiva del sindaco Lagalla dice: “Prendiamo atto con favore dell’assunzione di responsabilità del primo cittadino, che mette al primo posto, come da noi chiesto, la salute, la sicurezza e il benessere degli studenti e dei lavoratori, applicando la normativa vigente per le scuole comunali, che prevede la sospensione delle attività. Contestualmente, rilanciamo la necessità di un piano programmatico per l’efficientamento energetico di tutte le scuole”.
Il tallone di Achille rimane il precariato
Cirino prosegue: “È fondamentale avere scuole sicure”. E aggiunge “ma visto che l’avvio dell’anno scolastico è imminente ricordo che c’è enorme precariato. Il sistema scolastico italiano si basa sul precariato e non è possibile andare avanti così. Non si tratta più di un’emergenza. Siamo ormai davanti a un modello di funzionamento. Ed è questo modello che bisogna cambiare perché è un vero e proprio tallone d’Achille. Il dato più evidente riguarda i docenti”.
Il segretario palermitano cita qualche numero: “A fronte di 405 immissioni in ruolo, il primo bollettino delle supplenze dell’Ambito territoriale di Palermo, comprese le riconferme per continuità didattica sul sostegno, registra 4.906 incarichi a tempo determinato: oltre 12 supplenze per ogni nuova assunzione stabile. Ancora più significativo è il dato del sostegno: dei 4.906 incarichi complessivi, 4.141 riguardano posti di sostegno, tra 2.031 nuove attribuzioni e 2.110 riconferme per continuità didattica. Parliamo di oltre l’84 per cento delle supplenze attribuite”.
La situazione non cambia per il personale tecnico, amministrativo e ausiliario. A fronte di appena 116 immissioni in ruolo, le operazioni pubblicate dall’Uat (l’Ufficio scolastico Territoriale) Palermo registrano già 996 supplenze: 734 collaboratori scolastici, 162 assistenti amministrativi, 93 assistenti tecnici e ulteriori incarichi negli altri profili.
“Particolarmente emblematico è il caso dei collaboratori scolastici: 734 supplenze a fronte di appena 42 immissioni in ruolo, oltre 17 contratti a termine per ogni assunzione stabile. Complessivamente – spiega Cirino – tra docenti e Ata parliamo quindi di 5.902 supplenze a fronte di appena 521 immissioni in ruolo. Numeri che dimostrano come il lavoro a tempo determinato non venga più utilizzato per rispondere esclusivamente a esigenze temporanee o imprevedibili, ma per garantire ordinariamente il funzionamento delle istituzioni scolastiche”.
Sul caro scuola
E in ultimo un accenno sul caro libri: “Lo definirei più un caro scuola – sostiene – perché prendiamo ad esempio le spese che una famiglia deve sostenere per mandare un ragazzo al primo anno di scuola superiore, tra testi, dizionari, attrezzatura anche elettronica, le spese si aggirano tra i 1.600 e i 1.800 euro. Abbiamo sempre detto di fornire le nostre scuole di un budget come fanno in Europa. Sarebbe una soluzione ma ci vorrebbero investimenti seri e strutturali”.
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