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Ancora incendi in Sicilia, fiamme e paura a Reitano: le incredibili foto

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Ancora incendi in Sicilia, fiamme e paura a Reitano: le incredibili foto

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sabato 28 Maggio 2022 - 18:23

E’ stato spento stamane dai vigili del fuoco l’incendio boschivo divampato ieri sera nei pressi di Reitano nel messinese che si avvicinava ad alcune abitazioni rurali e villette

Ancora incendi in Sicilia. E’ stato spento stamane dai vigili del fuoco l’incendio boschivo divampato ieri sera nei pressi di Reitano, nel messinese, che si avvicinava ad alcune abitazioni rurali e villette presso le contrade Bordolaro e Saia. Numerosi gli ettari di vegetazione andati in fumo. Sul posto anche i volontari della protezione civile a Mistretta.

Il recentissimo incendio a Stromboli ha anticipato, di fatto, quella che ogni estate è l’emergenza più temuta in Sicilia: gli incendi. Che divorano e devastano porzioni di territorio, economia e speranze, distruggendo case, campi, paradisi naturalistici e mettendo in fuga gli animali. È ancora ben visibile la devastazione lasciata dal vastissimo rogo che, lo scorso anno, ha minacciato Catania, distrutto alcuni stabilimenti balneari e compromesso l’Oasi del Simeto. Eventi che mettono a dura prova la tenuta del sistema di soccorso antincendio che vede i Vigili del fuoco impegnati in prima linea.

L’antincendio boschivo quest’anno, però, potrà contare su alcune importanti novità che potranno consentire interventi più efficaci e un utilizzo più sapiente delle risorse, come spiega il comandante del comando provinciale di Catania, Giuseppe Biffarella. “In Sicilia è difficile intervenire con risorse esterne dall’esterno verso l’isola – dice. Il nostro è un dispositivo ordinario di soccorso abbastanza rodato al quale si aggiungono risorse straordinarie”. Per quanto riguarda l’aspetto dell’antincendio boschivo – il cosiddetto AB – il dispositivo vero e proprio non è ancora partito, sottolinea il comandante: scatterà, infatti, il 10 giugno fino al 10 settembre.

“È frutto di una convenzione tra la Direzione regionale dei Vigili del fuoco, il corpo forestale dello stato e il Dipartimento di Protezione civile regionale – prosegue. È una forma di rinforzo del dispositivo di soccorso ordinario attraverso ulteriori 13 squadre composte da 5 unità, che vanno a disporsi nei comandi provinciali e supportano le attività di spegnimento ordinario con lo scopo di intervenire proprio sugli incendi boschivi. Esistono anche risorse straordinarie che si che si mobilitano nelle giornate clou, ovvero quelle in cui si verificano code di interventi che vanno dalle 50 alle 150 chiamate inevase”.

Alle 15 squadre che mette in campo il comando di Catania ogni giorno, dunque, se ne somma una da convenzione. “Probabilmente ce ne sarà un’altra perché, annualmente, si fa una convenzione con la Città metropolitana che consente di allestire per alcuni giorni un’ulteriore squadra – aggiunge Biffarella, che spiega come ulteriori rinforzi possano arrivare attraverso il reclutamento del personale libero o da altri comandi.

Le novità del 2022

Quest’anno, però, il dispositivo si arricchirà di alcune importanti novità, in ordine alla formazione del personale e dell’innovazione tecnologica. “La Direzione regionale dei vigili del fuoco, il corpo Forestale e Dipartimento regionale di protezione civile, hanno istituito in questi mesi dei gruppi lavoro che si sono occupati di elaborare un piano di formazione per i volontari di protezione civile in modo da renderli operativi. In questo modo avremo l’ausilio sul campo di 500-600 volontari di protezione civile che non saranno passivi come negli anni scorsi ma potranno agire di iniziativa”.

“Per quanto riguarda la tecnologia – continua il comandante – è stato predisposto un asset tipografico da tutte le risorse di tutti gli enti che partecipano all’antincendio boschivo. Avremo così un software che ci dà il quadro delle risorse disponibili, sul territorio, quali sono le più vicine e questo può servire ad accorciare i tempi di intervento e a ottimizzare le risorse stesse. C’è poi un ulteriore supporto – afferma ancora: il collegamento con due satelliti che danno informazioni termiche sul territorio. Gli operatori potranno così leggere le mappe dalle quali si riescono a vedere i picchi di temperatura causati dai roghi. E questo è importantissimo perché ci consente di dare delle priorità e fare previsioni per ottimizzare l’intervento”.

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