L’intero palazzo della camera di commercio di Messina devastato dall’incendio divampato giovedì che ha distrutto il terzo e l’ultimo piano dell’edificio è stato posto sotto sequestro su disposizione della procura della repubblica della città dello Stretto.
Il provvedimento è arrivato dopo ulteriori accertamenti tecnici sulle condizioni di sicurezza e sulla stabilità della struttura. Intanto divampa la polemica dei residenti della zona sui soccorsi ritenuti “inadeguati e senza organizzazione” al punto che è stato presentato anche un esposto.
Aperta inchiesta per incendio e disastro colposi
La procura ha aperto un’inchiesta per incendio e disastro colposi, coordinata dal procuratore capo Antonio D’Amato e affidata alla pm Roberta La Speme. Al momento non risultano indagati. Le indagini, condotte dalla squadra mobile e dalla polizia scientifica, si concentrano anche sui lavori che sarebbero stati effettuati sul tetto nelle ore precedenti al rogo.
Le ipotesi degli investigatori
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori quella di interventi per riparare le infiltrazioni d’acqua provocate dalle recenti piogge, con la posa di una guaina protettiva attraverso l’utilizzo di un cannello a gas.
Gli inquirenti stanno cercando di accertare chi avesse disposto i lavori, quale impresa fosse stata incaricata e se gli interventi fossero regolarmente autorizzati.
Ieri i rilievi
Ieri gli investigatori sono tornati nell’edificio di piazza Cavallotti per proseguire i rilievi e ascoltare alcune persone informate sui fatti. Parallelamente, la camera di commercio sta lavorando per ripristinare i servizi destinati alle oltre 60mila imprese della provincia. Il presidente Ivo Blandina ha assicurato che, grazie anche ai sistemi informatici di Infocamere, l’ente conta di garantire nuovamente l’assistenza all’utenza in tempi brevi. Ancora da quantificare l’entità dei danni provocati dall’incendio.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

