Home » Province » Messina » “Soccorsi senza organizzazione e mezzi inadeguati”: il duro esposto dei residenti dopo l’incendio di Messina

“Soccorsi senza organizzazione e mezzi inadeguati”: il duro esposto dei residenti dopo l’incendio di Messina

“Soccorsi senza organizzazione e mezzi inadeguati”: il duro esposto dei residenti dopo l’incendio di Messina
Vigili del fuoco, immagine di repertorio

Nel momento in cui si fa ancora la conta dei danni, con il rogo – di enorme proporzione – che ha causato il crollo di un lato del tetto dello storico edificio, in queste ore l’avvocato Daniela Agnello – per conto di alcuni residenti dei palazzi ha denunciato le operazioni dei soccorsi.

Sono ore di grande caos a Messina dopo l’incendio che, ieri 5 di novembre, ha colpito il palazzo della Camera di Commercio. Nel momento in cui si fa ancora la conta dei danni, con il rogo – di enorme proporzione – che ha causato il crollo di un lato del tetto dello storico edificio, in queste ore l’avvocato Daniela Agnello – per conto di alcuni residenti dei palazzi della via adiacente alla struttura, la strada Giordano Bruno, ha denunciato le operazioni dei soccorsi.

Secondo l’avvocato, e dunque i residenti della zona di Messina, i soccorsi sarebbero stati infatti “inadeguati a fronteggiare l’emergenza”, quindi la richiesta alla Questura e agli organi competenti di acquisire tutti gli accertamenti utili al fine di ricostruire al meglio le fasi di intervento per lo spegnimento del rogo.

“L’episodio – si legge nell’esposto a firma dei residenti e messo a punto dall’avvocato – non si esaurisce nella pur drammatica verificazione dell’incendio, ma appare disvelare un quadro di allarmante inefficienza operativa dei presidi di soccorso pubblico intervenuti sul posto, i cui mezzi e dispositivi di estinzione si sono rivelati, nel momento di massima criticità, del tutto inadeguati a fronteggiare l’emergenza, favorendo così la libera e incontrollata propagazione delle fiamme”.

La testimonianza dei residenti della zona

Poi vengono citati i residenti. “Dal racconto dei residenti emerge che intorno alle 14,00 circa si è manifestato un primo focolaio d’incendio localizzato al terzo piano della Camera di Commercio, focolaio che appariva isolato e in corrispondenza del lato destro della facciata principale dell’edificio; alle 14,28 sono stati chiamati i Vigili del Fuoco. Il fuoco appariva in una fase iniziale solo nell’angolo dello stabile ove un intervento organizzato, tempestivo ed efficace mediante idonee attrezzature di spegnimento avrebbe certamente consentito di arginare il fronte delle fiamme e di confinare il danno a una porzione limitata della struttura. Alle ore 15:30, il fuoco non era stato spento e risultava ben visibile anche nel lato prospicente la via Giordano Bruno e, quindi, già circoscritto a due lati dell’edificio come documentato dal rilievo fotografico (All. 2 – Rilievo fotografico delle ore 15:44 attestante l’estesa localizzazione del fuoco anche su lato Via Giordano Bruno). Come risulta dal rilievo fotografico, nella Via Giordano Bruno, i vigili presenti appaiono privi di strumenti idonei a domare il fuoco: non si vedono autoscale funzionanti, non ci sono autobotti, nessuno coordina lo spegnimento del fuoco, non risultano direttive per controllare e domare l’incendio prorompente. Nell’arco di appena trenta minuti, sotto gli occhi impotenti e atterriti dei proprietari e dei residenti accorsi in strada, la situazione precipitava drammaticamente. Alle ore 16:00, infatti, il fuoco non risultava più confinato alla porzione originaria, ma si era ormai propagato ovunque, avvolgendo l’intero edificio con fiamme alte, violente e divoratrici, sprigionando una densa colonna di fumo nero visibile a grande distanza e coinvolgendo rovinosamente tutto il tetto dell’edificio”.

La dura nota prosegue: “Sconcertanti anomalie tecniche per la risoluzione”

E ancora, prosegue la nota dell’avvocato Agnello: “Tale devastante progressione del fuoco – scrive la legale Daniela Agnello –  è risultata direttamente connessa alle gravissime e sconcertanti avarie tecniche manifestatesi durante le operazioni di soccorso condotte dal personale dei Vigili del Fuoco giunto sul posto, oltre che alla presenza delle pattuglie di Polizia intervenute per la gestione dell’area. All’arrivo delle squadre di emergenza, mentre le fiamme aggredivano l’intero piano dello stabile, si constatava con incredulità che un’autoscala in dotazione ai Vigili del Fuoco non funzionava, rimanendo del tutto inoperativa e impedendo ai vigili del fuoco di portarsi in quota per attaccare direttamente il fronte del fuoco e mettere in sicurezza i livelli superiori dell’immobile, circostanza che trova puntuale riscontro visivo nelle immagini scattate nell’immediatezza. Come se tale prima gravissima inefficienza tecnica non bastasse, nel prosieguo delle concitate fasi di intervento si verificava un’ulteriore e ancor più incomprensibile criticità operativa: la manichetta antincendio non funzionava regolarmente, non garantendo l’erogazione dell’acqua e la pressione necessaria per contrastare l’avanzata del rogo. Alle 16,00 circa sopraggiungeva altra autobotte e gli operatori si vedevano costretti a ripiegare su un estremo quanto vano tentativo di fortuna, cercando di spegnere l’incendio ormai divampato a tutto il terzo piano dello stabile operando esclusivamente dal livello stradale mediante l’utilizzo di una pompa, il cui getto si rivelava palesemente incapace di raggiungere con forza estinguente l’altezza delle fiamme e di domare la combustione in atto. Solo dopo tempo, giungeva una autoscala e solo alle 16,30 circa arrivava la prima acqua diretta al piano terzo dell’edificio. L’intervento, però, si è registrato molto a rilento anche a causa della sopraggiunta carenza di acqua dall’autobotte”.

Il possibile ritardo nelle operazioni dei vigili del fuoco e gli strumenti “non idonei” utilizzati

Infine, viene ancora una volta evidenziata la potenziale inadeguatezza nei soccorsi e il ritardo nell’intervento. Tra le problematiche messa a luce, anche la carenza degli strumenti utilizzati per lo spegnimento dell’incendio.

“I fatti sopra descritti, appaiono improntati da un ritardo degli interventi, ma soprattutto dalla carenza degli strumenti idonei. Ai cittadini occorsi in strada e presenti a tutte le fasi dello spegnimento, appariva la buona volontà dei vigili che si davano da fare incessantemente ma, del pari, un assoluto difetto di organizzazione e l’assenza di una precisa direzione dei lavori. Con specifico riguardo alle sconcertanti avarie dell’autoscala e della manichetta riscontrate durante l’intervento dei Vigili del Fuoco, si chiede di acquisire il rapporto dei vigili urbani al fine di verificare eventuali ipotesi di responsabilità omissiva e/o colposa anche in relazione alla dimensione finale dell’evento-incendio. Ove i mezzi di soccorso fossero stati perfettamente efficienti e regolarmente manutenuti, le fiamme, inizialmente circoscritte a un solo lato dell’edificio, sarebbero state tempestivamente aggredite in quota con un getto idrico adeguato e non avrebbero avuto modo di estendersi all’intero fabbricato. Il fatto che un’autoscala e una manichetta portate sul luogo di un grave incendio urbano risultino inservibili nel momento stesso in cui devono essere azionate per salvare le strutture e tutelare la pubblica incolumità impone di verificare rigorosamente la catena di responsabilità interna agli organi preposti alla manutenzione, al controllo periodico e al collaudo dei mezzi di soccorso, al fine di accertare eventuali condotte di negligenza, incuria od omissione dei controlli tecnici obbligatori che abbiano reso di fatto inutilizzabili i presidi destinati all’immediata estinzione dell’incendio. Tutto questo appare indispensabile al fine di scongiurare eventuali ulteriori incresciosi episodi”. – chiude l’esposto dei residenti e messo in rilievo dalla legale.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram