Mancano circa due settimane all’erogazione dell’assegno unico di novembre 2026, il penultimo dell’anno da parte dell’Inps per le famiglie con figli a carico. La misura, che vede la Sicilia tra le regioni con più beneficiari, continuerà a esistere anche nel 2027, con aumenti previsti in base all’andamento dell’inflazione.
Assegno unico dell’Inps, le date del pagamento di novembre 2026
In base al calendario annuale divulgato dall’Inps, i pagamenti dell’assegno unico e universale verranno effettuati tra il 19 e il 20 novembre per chi è in attesa della regolare ricarica. Chi aspetta il primo pagamento in assoluto o dopo una variazione dello stato della propria domanda riceverà l’importo spettante (con eventuali arretrati) un po’ più tardi, nell’ultima settimana del mese (orientativamente dal 24 novembre in poi).
Come sempre, i beneficiari possono controllare lo stato della propria domanda, verificare gli importi o segnalare eventuali cambiamenti tramite l’area riservata sul portale Inps (accessibile da qui). L’assegno unico spetta – in misure differenti in base al reddito – alle famiglie con figli minorenni a carico (per i nuovi nati a partire dal settimo mese di gravidanza); figli maggiorenni fino a 21 anni e reddito inferiore agli ottomila euro annui che frequentano un corso di formazione scolastica, professionale o universitaria, disoccupati e in cerca di impiego o impegnati nel servizio civile universale; figli con disabilità a carico, senza limiti di età.
Gli aumenti previsti per il 2027
Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma il rinnovo dell’assegno unico è previsto anche per il 2027 e sono in programma i consueti aumenti annuali legati alla rivalutazione Istat in base all’andamento dell’inflazione. Con i dati impietosi degli ultimi mesi, tra caro vita e carrello della spesa sempre più caro a partire dai generi di prima necessità, gli aumenti – è il caso di dirlo – sono attesi come non mai.
Al momento, non ci sono ancora dati ufficiali sugli aumenti previsti per il 2027. In base al dato attuale sull’inflazione, si stima una rivalutazione del 2,9%, il che comporterebbe – a partire orientativamente dal prossimo marzo – aumenti fino a 247 euro in più all’anno per una famiglia con tre figli minorenni. Un incremento tutto sommato esiguo, ma pur sempre interessante per chi ha più bocche da sfamare. La quota minima dovrebbe raggiungere i 60 euro, mentre chi ha diritto all’assegno massimo (ISEE fino a 17.975,10 euro) raggiungerebbe i 209,70 euro.
L’importanza dell’assegno per le famiglie siciliane
Quanto importa degli aumenti previsti per l’assegno unico alla Sicilia? A giudicare da alcuni dati, molto. L’Isola è una delle regioni con più nuclei beneficiari in Italia: 567.245 nuclei richiedenti e 864.854 nel 2025 (dati Osservatorio Inps). Nonostante il calo delle nascite e – in parte conseguentemente – del numero dei figli interessati dal beneficio, l’importo medio dell’assegno unico rimane tra i più alti a livello nazionale: 192 euro nel 2025, aumentato a 194 nei primi sei mesi del 2026. Un dato secondo solo a quello della Calabria.
E una ragione – più di una in realtà – dietro questo dato c’è. Il calo delle nascite è netto in Sicilia, anche se in maniera meno netta rispetto al resto d’Italia, ma rimane un altro fattore importante legato al calcolo dell’importo spettante dell’assegno unico: il reddito. Secondo l’ultimo rapporto BES dell’Istat, “a fronte del 18,6% di individui a rischio di povertà a livello nazionale, in Calabria, Campania e Sicilia il fenomeno interessa oltre il 30% della popolazione”. E secondo Save The Children, più di 24mila minori vivono nelle aree più fragili di Palermo, Messina e Catania, dove più della metà delle famiglie vivono in povertà relativa. Non è difficile immaginare, quindi, che l’assegno unico abbia un peso specifico più alto per la Sicilia rispetto al resto d’Italia.
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