È iniziato, davanti al tribunale di Palermo, il processo per depistaggio a carico dell’ex funzionario della squadra mobile ed ex prefetto Filippo Piritore, arrestato nel 2025 nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio dell’ex presidente della Regione Piersanti Mattarella. Delitto avvenuto in via Libertà a Palermo il 6 gennaio del 1980 e rimasto ancora oggi senza colpevoli.
La scomparsa di un guanto di pelle lasciato dal killer
Al centro del procedimento c’è la scomparsa di un guanto in pelle lasciato dai killer a bordo della Fiat 127 usata per la fuga. Secondo la procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, Piritore avrebbe occultato o fatto sparire questo reperto cruciale (che conteneva tracce biologiche e Dna), mentendo poi ai magistrati durante gli interrogatori.
A gennaio depositata l’istanza di giudizio immediato per Piritore
A gennaio 2026, i pubblici ministeri di Palermo hanno depositato l’istanza di giudizio immediato per Piritore. Questa procedura speciale consente di saltare l’udienza preliminare e andare direttamente a processo davanti al tribunale, poiché la procura ritiene che la prova della colpevolezza sia già evidente e consolidata.
La corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza di custodia cautelare, disponendo l’immediata liberazione dell’ex prefetto. La suprema corte ha ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti a dimostrare i gravi indizi di colpevolezza relativi alle condotte di depistaggio a lui contestate.
Piritore, difeso dall’avvocato Gabriele Vancheri, non è presente in aula. La difesa a inizio udienza ha presentato alcune eccezioni. Sarà il giudice Filippo Serio, che presiede l’aula, a decidere dopo la Camera di consiglio.
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