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Inchiesta Cefpas, il deputato Gallo non risponde al giudice

Inchiesta Cefpas, il deputato Gallo non risponde al giudice
Blitz nella sede Cefpas a Caltanissetta

“Non ha risposto al Gip, ma depositato un’articolata nota scritta a sua firma”, ha affermato uno dei suoi legali, l’avvocato Lillo Fiorello

Il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice questa mattina al Tribunale di Caltanissetta per l’interrogatorio preventivo nell’ambito dell’inchiesta per presunti casi corruzione al centro di formazione Cefpas. La Procura ha chiesto per lui la misura cautelare del carcere.

Le parole dell’avvocato di Gallo: “Ha depositato una nota articolata”

Non ha risposto al Gip, ma depositato un’articolata nota scritta a sua firma – ha affermato uno dei suoi legali, l’avvocato Lillo Fiorello – con la quale ha spiegato i passaggi fondamentali della richiesta del pubblico ministero. Ha sostenuto di non aver stretto nessuno accordo corruttivo. Confidiamo nel fatto che non venga applicata nessuna misura cautelare anche perché riteniamo che questi accordi corruttivi non siano sussistenti”.

Con le giovani ragazze – ha precisato il legale – non c’era nessun do ut des. Si tratta solo di segnalazioni per dei contratti che erano assolutamente legittimi che il Cefpas poteva fare e che rientravano nella discrezionalità del direttore del centro, ma con le singole persone non c’è nessun accordo tant’è che non è neppure contestato. E’ contestata la segnalazione nel più ampio quadro di un accordo corruttivo che lo avrebbe visto legato, secondo l’accusa che noi invece contestiamo, con Capodieci per un verso e Sanfilippo per un altro”.

“Non ravvisiamo nessuna serialità nelle richieste dell’onorevole Gallo Afflitto ha sottolineato l’avvocato Fiorello – le richieste sono limitate: sono sette rispetto a centinaia di migliaia di contratti Cococo che faceva il Cefpas e sono tutte richieste legittime con contratti che nessuno ha mai detto che siano illeciti o illegittimi. Siamo fiduciosi”.

Inchiesta Cefpas e dimissioni di Capodieci, il sindaco di Sciacca: “Serve decisione rapida e responsabile”

“La sanità del territorio non può più aspettare”: a dirlo è il sindaco di SciaccaFabio Termine, chiedendo “una decisione rapida e responsabile” in relazione alla nomina del nuovo direttore generale dell’Asp di Agrigento in seguito all’indagine sul presunto giro di favori e corruzione nella gestione del Cefpas e alle conseguenti dimissioni di Giuseppe Capodieci.

Sindaco di Sciacca: “Urgente nomina del nuovo direttore generale dell’Asp di Agrigento”

In una nota, Termine sottolinea che le dimissioni dell’ex direttore generale dell’Asp agrigentina aprono una “fase delicata” per la sanità locale. Una situazione che richiede “una decisione rapida e responsabile” per fare in modo che il vuoto non gravi eccessivamente sulla già delicata situazione dell’ospedale di Sciacca e sulle problematiche sanitarie del territorio. “L’ospedale di Sciacca, già alle prese con numerose criticità, non può rimanere senza un interlocutore pienamente legittimato a prendere decisioni e a confrontarsi con il territorio”, spiega il primo cittadino.

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