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La pesca siciliana tra sfide, rinnovo flotta e fondi Ue: il confronto a Catania

La pesca siciliana tra sfide, rinnovo flotta e fondi Ue: il confronto a Catania
In foto (da sinistra) Marco Falcone e Costas Kadis. Di Chiara Borzì

Alla Dogana del capoluogo etneo il commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, e tre delegazioni di pescatori. A promuovere l’incontro l’europarlamentare Marco Falcone

Le criticità della pesca siciliana e le risposte attese dall’Europa al centro dell’incontro che si è svolto oggi alla Dogana di Catania tra il commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, e tre delegazioni di pescatori. Il confronto, promosso dall’europarlamentare Marco Falcone, ha affrontato le difficoltà delle marinerie, la sostenibilità delle risorse ittiche, il rinnovamento della flotta e le prospettive di finanziamento nella programmazione europea 2028-2034.

Alle riunioni ha partecipato anche il vicepresidente della Regione Siciliana e l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Luca Sammartino. Questo incontro è stato anticipato da un breve riunione con il segretario generale e direttore generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, Attilio Montalto, e i vertici della Capitaneria di Porto di Catania.

Il futuro della pesca siciliana, il confronto a Catania

Da Catania Kadis ha ribadito la necessità di coniugare la tutela delle risorse marine con la salvaguardia delle attività di pesca, assicurando attenzione alle richieste degli operatori nella definizione delle prossime politiche europee.

“Dobbiamo adottare politiche prudenti e tenere sotto controllo la sostenibilità delle risorse ittiche e del settore della pesca. Stiamo lavorando a importanti iniziative, tra cui la visione europea per la pesca e l’acquacoltura al 2040 e i prossimi passi legati alla valutazione del regolamento”.

Il commissario europeo per la Pesca ha richiamato anche il confronto con i portatori di interesse e la necessità di rendere più accessibili gli strumenti finanziari europei, citando la proposta di aggiornamento del regolamento del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA).

“Abbiamo dimostrato in passato e continueremo a dimostrare che teniamo in considerazione ciò che ci viene detto dai portatori di interesse. È stato chiesto un fondo più accessibile e questa esigenza è confluita nella nostra proposta. Lo stesso approccio sarà seguito per le nuove iniziative politiche europee”.

Attenzione alla legalità e alla cooperazione internazionale

Costas Kadis ha affrontato anche il tema della pesca non regolamentata e dei rapporti con i Paesi terzi, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale.

“Stiamo cercando di affrontare queste sfide attraverso la collaborazione con questi Paesi, soprattutto nel contesto della Commissione generale per la pesca. Vogliamo avviare un dialogo sulla pesca non regolamentata. L’Unione europea, potete starne certi, difenderà gli interessi dei suoi Stati membri”.

A promuovere l’incontro è stato Marco Falcone, anche da membro della commissione Pesca del Parlamento Europeo, che ha evidenziato la necessità di trasformare le istanze dei pescatori in misure concrete, anche attraverso il prossimo quadro finanziario pluriennale europeo.

“Le richieste e le preoccupazioni dei pescatori sono tante. L’Europa sta lavorando per mettere in campo un grande quadro finanziario pluriennale che dia risposte certe alle nostre attività di marineria, in Sicilia e soprattutto nel Mediterraneo”.

Uno sguardo alla transizione ecologica

Falcone ha sottolineato il valore della visita del commissario, tornato in Sicilia per la seconda volta nell’arco di un mese, come occasione per avvicinare le istituzioni europee alle esigenze dei territori.

“Quando tutti dicevano che la Sicilia fosse troppo distante dall’Europa, noi abbiamo dimostrato che non soltanto è considerata, ma è al centro dell’attenzione del Parlamento europeo e della Commissione. Il commissario torna per ascoltare le preoccupazioni e il grido d’allarme delle marinerie siciliane, ma anche per dare risposte concrete, attraverso semplificazioni e soprattutto interventi strutturali nella prossima programmazione 2028-2034″.

Tra le priorità indicate dall’europarlamentare c’è il rinnovamento della flotta, insieme al ricambio generazionale, per sostenere le imprese senza penalizzare il comparto durante la transizione ecologica. “Dobbiamo garantire la transizione ecologica che tutti vogliamo, ma non possiamo mettere in ginocchio le nostre attività lavorative. La rigenerazione della flotta e l’ingresso di nuove leve nella pesca rappresentano punti importanti per una crescita e uno sviluppo ordinato”, spiega.

Falcone ha infine richiamato l’attenzione sull’abbandono dell’attività da parte degli operatori, spiegando che circa il 40% delle marinerie avrebbe lasciato il settore in Sicilia. Un fenomeno che, secondo l’europarlamentare, rende urgenti misure per sostenere le imprese, favorire il ricambio generazionale e garantire un futuro alla pesca siciliana.

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